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Gli Osci: l’antico popolo di Massa Lubrense

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di Rosario Sisto

Più di un antico popolo ha reso Massa Lubrense la propria dimora nel corso dei secoli, proprio come nel resto della penisola italiana: gli antichi Romani, i Greci, i Longobardi e molti altri. La storia del nostro territorio è sicuramente ricca.

Tuttavia, tra i tanti popoli che hanno messo piede in queste terre ce n’è uno che li precede tutti, e della cui passata presenza nel territorio abbiamo testimonianza grazie a un’iscrizione ritrovata a Punta Campanella: gli Osci.

L’antico popolo italico degli Osci

Gli Osci erano un’antica popolazione italica, ovvero, detto in poche parole, uno di quei popoli che si trovavano già stanziati nell’antica penisola italiana ben prima dell’arrivo dei Greci o delle conquiste romane. Le loro origini sono sfortunatamente incerte ancora oggi, data la relativa scarsità di reperti archeologici. Diversi autori hanno ognuno dato delle proprie ipotesi a riguardo.

Secondo alcuni storici, questo popolo risultò dall’assimilazione da parte di popoli sannitici degli Opici, un altro popolo italico, situato nell’Opicia, un antico territorio che apparentemente comprendeva gran parte dell’attuale Campania.

Secondo altri, il nome “Osci” non è altro che un secondo nome con cui gli Opici stessi finirono per essere conosciuti.

Ciò che sappiamo con abbastanza certezza è che questo popolo, in realtà suddiviso in varie tribù com’era spesso il caso di molti popoli italici, probabilmente entrò in contatto con gli antichi Greci e, ovviamente, i Romani. Questi ultimi finirono per “romanizzare” il popolo, com’era loro usanza, distruggendone le caratteristiche culturali e sostituendole con elementi della cultura romana.

L’osco: una lingua speciale

Osci, antico popolo di Massa Lubrense
Alfabeto osco con traslitterazione

Forse l’elemento più caratterizzante degli Osci era la loro lingua, l’osco.

Si tratta di una lingua di origine indoeuropea appartenente al ceppo osco-umbro la cui estensione geografica nella penisola fu particolarmente ampia, ricoprendo praticamente tutto il meridione.

La lingua si parlava dal VI-V secolo a.C. circa fino alla romanizzazione del popolo nel I secolo a.C., che vide come conseguenza la sostituzione dell’osco con il latino.

Ciò che rende l’osco una lingua alquanto speciale nel contesto delle lingue italiche antiche è che si scriveva in almeno 3 alfabeti diversi: possedeva naturalmente un alfabeto proprio, composto da un numero compreso tra 19 e 23 lettere, secondo gli studiosi, ma è stata anche trovata della documentazione osca scritta in alfabeto latino e greco.

La cultura e la società degli Osci

A giudicare da ciò che possiamo discernere dai pochi reperti che ci restano, gli Osci erano un popolo che basava la propria sussistenza prevalentemente sull’agricoltura e l’allevamento del bestiame, in particolare di bufali, da cui è possibile che derivi l’attuale usanza campana di allevare questi gli animali.

La famiglia era l’elemento cardine della loro struttura sociale, la quale era generalmente patriarcale. Per secoli la società osca non vide l’esistenza di schiavi, i quali però furono introdotti a seguito dell’entrata in contatto con i Greci.

Per quanto riguarda la loro religione, pare che gli Osci, come molti altri popoli preromani, venerassero divinità legate agli elementi naturali, come il Sole e la Terra, e che tra loro fosse diffuso il culto della Mater Matuta.

Fu proprio la cultura osca a creare un importante genere di rappresentazione teatrale: la commedia Atellana. Questo genere teatrale deve il proprio nome alla città campana di Atella, una delle antiche città degli Osci. Consisteva principalmente nella rappresentazione, solitamente improvvisata, di scene dal tono popolare e farsesco, stravagante, dove si vedevano interagire personaggi tipici, come ad esempio il servo, il padrone, il vecchio stolto, il mangione e molti altri ancora. Ciascuno di questi tipi era caratterizzato da una specifica maschera dall’aspetto grottesco. Questo genere fu molto popolare nell’antichità, anche tra i Romani, ed è ancora oggi la principale, nonché più grande, testimonianza della cultura osca di cui siamo a conoscenza.

Ammirare la storia dell’antico popolo di Massa Lubrense

Sfortunatamente sappiamo ancora relativamente poco sugli Osci in quanto possiamo basarci solo sui pochi ritrovamenti archeologici cosparsi per il territorio campano. Massa Lubrense, con i propri reperti appartenenti a questa antica popolazione, potrà quindi risultare una meta alquanto interessante per chiunque desideri sapere di più riguardo la storia degli Osci, nonché quella di altri popoli italici le cui tracce sono ancora presenti sul territorio. Pertanto incoraggiamo tutti voi, che siate veri e propri studiosi di storia antica o semplicemente curiosi di conoscere il passato delle nostre terre, a venire qui da noi ad ammirare con i vostri stessi occhi ciò che rimane delle nostre antiche origini!


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Miti e leggende su Massa Lubrense

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di Miriam Russo

Il territorio di Massa Lubrense, oltre che denso di bellezze naturali, è avvolto nella magia e nel mistero, avendo fatto da sfondo a numerosi miti e leggende. Si tratta di episodi di portata storica che hanno segnato la cultura europea. In pochi, però, sanno che tali storie mitiche si sono svolte proprio in questo territorio. Per questo motivo, abbiamo selezionato per voi alcuni dei più famosi e curiosi miti e leggende su Massa Lubrense.

Il mito delle sirene

Tra i miti più celebri ritroviamo quello delle sirene. Sono figure molto particolari, ampiamente presenti nell’immaginario collettivo e culturale della Grecia, come dimostra la stessa Odissea di Omero. Proprio in questa narrazione, infatti, ritroviamo queste creature dall’aspetto mitico – metà donna e metà uccello o pesce – dal carattere ammaliatore e ingannatore.
Secondo il mito, le sirene omeriche vivevano in corrispondenza degli attuali isolotti Li Galli, che gli antichi chiamavano Sirenuse – toponimo derivante proprio da esse. Da qui le sirene tentavano i marinai con i loro canti: ammaliati dalle loro voci, questi uomini si avvicinavano pericolosamente alle coste rocciose infrangendosi contro queste ultime con le proprie navi. Una volta annegati, le sirene ne divoravano i corpi.
Anche Ulisse era un marinaio che, di ritorno a Itaca, si trovò ad attraversare questa zona. Egli, però, conosceva bene le doti ammaliatrici di queste creature, quindi ordinò ai suoi uomini di legarlo e di tapparsi le orecchie con della cera. La leggenda narra che le sirene, frustrate e deluse dal proprio fallimento, si siano gettate in mare lasciandosi morire e trasportare dalle onde.

Miti e leggende su Massa Lubrense: le sirene omeriche
Isolotti Li Galli
Isolotti Li Galli, ambientazione del mito delle sirene

Il Vervece

“O’ Revece”, ovvero il Vervece, è un piccolo e caratteristico scoglio di Massa Lubrense che sorge tra le acque di Marina della Lobra. Esso fa da sfondo alla storia di due pittori: Carlo Amalfi e il suo falso amico, Luigi Blower. Quest’ultimo arrecò al povero Carlo una serie di infinite cattiverie, tra cui addirittura un’ingiusta condanna a un anno di carcerazione. Carlo decise, dunque, di vendicarsi: un giorno, sapendo che ci sarebbe stata una burrasca, invitò l’amico Luigi a fare un giro in barca, ben consapevole della sua incapacità di nuotare. La tempesta arrivò e Luigi, in preda al panico e alle lacrime, chiese a Carlo di farlo sbarcare dovunque fosse possibile. Fu allora che Carlo accostò al Vervece, fece salire l’amico sullo scoglio e lo abbandonò lì, urlandogli che fosse tempo per lui di riflettere su tutto il male che gli aveva causato. Tornato al Vervece il mattino seguente, però, si accorse che di Luigi non ci fosse più traccia, quindi si ritrovò con il rimorso di averne causato la morte. Visse con questa colpa fino a quando, sentendo che fosse giunta la sua ora, chiamò un frate del convento dei Cappuccini per confessarsi. Rivelato il delitto che per tutta la vita l’aveva tormentato, Carlo scoprì che il frate era proprio il suo amico Luigi Blower, il quale, il giorno dell’accaduto, era stato salvato da una barca di procidani. Egli aveva imparato la lezione, avendo deciso di ritirarsi in convento per espiare i suoi peccati. A questo punto Carlo poté morire sollevato dalla pena che lo aveva finora angustiato.

Il Vervece
Il Vervece

Le Janare di “Prete Janche”

Un’altra misteriosa leggenda riguardante Massa Lubrense, e in particolare la località di Prete Janche, è quella delle janare. Secondo l’immaginario popolare, la janara è un mostro femminile, capace di volare, che agisce di notte ed è presente soprattutto nella zona di Nerano.
Anticamente, nel periodo che va da settembre a novembre, i cacciatori di quaglie si recavano a Prete Janche, una località del territorio molto favorevole per la caccia di questi volatili, soprattutto durante la notte. La leggenda narra che proprio questo luogo fosse, però, anche il raduno delle janare. Di fatti, i cacciatori si trovavano ad assistere a strani fenomeni: nella notte, anche quando c’era bel tempo, si creavano dei vortici d’aria seguiti da fischi. Secondo alcune testimonianze, in alcune occasioni apparivano anche dei grossi e imprendibili volatili e si udivano strani canti e urla. Tutti questi eventi facevano fuggire a gambe levate – e mai più ritornare – chiunque avesse soltanto provato ad avvicinarsi a quella zona.

La campana di Punta Campanella

Durante la devastante invasione turca del 1558 a Massa Lubrense e Sorrento, i saraceni saccheggiarono la chiesa di Sant’Antonino Abate, protettore di Sorrento. Tra i vari oggetti preziosi rubati al suo interno, c’era anche la campana in bronzo. Quando la flotta lasciò Sorrento, però, nei pressi di Punta Campanella, una forza misteriosa bloccò la nave che trasportava la campana, impedendogli di proseguire. I pirati turchi cominciarono a gettare in mare alcuni dei beni saccheggiati nel tentativo di ripartire, ma solo quando si liberarono della campana riuscirono nel proprio intento. Da allora, secondo la leggenda, il 14 febbraio di ogni anno – giorno in cui si festeggia il Santo Patrono – si sente il suono della campana di Punta Campanella provenire dal fondo del mare.

Punta Campanella
Punta Campanella

Queste sono solo alcune delle fantastiche storie e leggende che riguardano Massa Lubrense. Un’occasione in più per lasciarsi guidare e trasportare alla scoperta delle mille sfaccettature che compongono questo magico territorio.


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Attività non turistiche da fare a Massa Lubrense

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di Rosario Sisto

Siete per caso stanchi delle solite attività turistiche?

Quante volte è possibile ripetere le stesse attività in luoghi diversi prima che diventino monotone? Visitare musei, centri archeologici, chiese, andare a mangiare nei ristoranti della zona per provare la cucina locale e così via.

Ovviamente non c’è nulla di male con nessuna di queste attività, ma è naturale che si voglia provare qualcosa di diverso di tanto in tanto. Magari molti di voi saranno interessati a fare cose che solitamente non rientrano nel tipico itinerario turistico, ed è precisamente a voi che offriamo una serie di attività non turistiche che potrete godere qui a Massa Lubrense!

Da vari tipi di attività sportive a esperienze agricole ravvicinate, scoprirete che qui da noi c’è sempre qualcosa capace di catturare il vostro interesse!

Attività non turistiche per il corpo e la mente

Qui a Massa Lubrense potrete trovare numerose occasioni per cimentarvi in vari tipi di sport, di cui alcuni sono mirati a giovare al corpo, altri allo spirito.

Ecco a voi alcune attività che vi consigliamo in particolar modo:

  • Yoga: Lo Yoga ha origini antichissime risalenti a migliaia di anni fa in India e si trova a metà strada tra una pura attività fisica e una vera e propria filosofia. Si tratta di un insieme di attività che non solo giovano alla salute fisica ma che mirano anche al raggiungimento di un miglior stato spirituale. Sin dall’antichità molti individui ritengono che sia possibile raggiungere un livello di illuminazione e salvezza spirituale tramite queste pratiche. Esistono vari tipi di Yoga, ognuno con le proprie caratteristiche, come ad esempio lo Sri Sri Yoga.
  • Pilates: Un metodo di allenamento fisico, ideato da Joseph Pilates agli inizi del 900, che prende vari spunti dallo Yoga. Pilates mira ad allenare i muscoli in maniera precisa, così da migliorare la propria postura, nonché la fluidità e precisione dei movimenti, senza aumentare la massa muscolare in modo eccessivo.
  • Canoa: Qui a Massa Lubrense vi sarà possibile partecipare a delle visite guidate in canoa lungo le acque che bagnano il territorio. Se siete interessati ad esercitare il vostro fisico e ammirare le bellezze delle nostre coste allo stesso tempo vi invitiamo a non lasciarvi sfuggire l’occasione!

Ci sono ancora altri tipi di attività sportive che potrete praticare qui da noi. Spesso organizziamo eventi che vi permetteranno di praticarle guidati da esperti, per questo vi consigliamo di tener sempre d’occhio il nostro calendario.

Esperienze religiose uniche

attività non turistiche

Se siete interessati a conoscere la vita religiosa qui a Massa Lubrense allora vi invitiamo ad assistere alle processioni del Venerdì Santo che avvengono ogni anno.

Si tratta di due processioni eseguite da due organizzazioni:

  • La processione del Cristo morto, eseguita dall’Arciconfraternita della Morte, volta a rappresentare la passione e morte di Cristo. L’Arciconfraternita nacque nel 1613 con il fine di voler garantire una degna sepoltura a tutti coloro che non potessero permettersela a causa della loro povertà.
  • Una processione organizzata dalla Confraternita di San Filippo Neri, anch’essa rappresentante la morte di Cristo. La Confraternita fu ufficialmente fondata nel 1575 da Filippo Neri ed è dedita all’utilizzo dell’istruzione e della predicazione per la santificazione delle anime.

Intrattenimento per bambini a Massa Lubrense

Se avete con voi dei bambini e volete che anche loro trovino attività divertenti tutte per loro a cui partecipare allora non temete! Qui a Massa Lubrense troverete vari parchi giochi dove i vostri bambini potranno divertirsi immersi nella natura!

A Sant’Agata sui Due Golfi, una delle nostre frazioni, troverete un parco di recente apertura situato lungo via Reola, aperto dal Lunedì al Venerdì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, e il Sabato e la Domenica dalle 9:00 alle 18:00, sia agli adulti che ai bambini, dove i primi potranno rilassarsi a contatto con la natura mentre gli ultimi si divertono.

Di recente riapertura è il Parco delle Sirene, che adesso presenta una nuova area giochi per i bambini con tanto di nuove misure di sicurezza. Inoltre è stata migliorata l’accessibilità ai disabili per tutte le aree del parco. Il parco è situato a Massa Centro, lungo via Rotabile Massa Turro.

Immergersi nella produzione agricola

attività non turistiche

Se avete mai desiderato osservare con i vostri occhi come avviene la produzione agricola e la raccolta delle olive, qui a Massa Lubrense potrete averne l’occasione!

Abbiamo molte aziende agricole nel territorio che si occupano della produzione di una miriade di prodotti diversi. Molte di esse tendono a produrre olio tramite la coltivazione di olive.

Generalmente la raccolta delle olive avviene tra i mesi di Ottobre e Dicembre, ed è proprio intorno a questo periodo che ogni anno viene organizzata una “camminata tra gli olivi” da parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, che comprende centinaia di città in tutta Italia. Tra queste città è spesso inclusa Massa Lubrense, pertanto vi invitiamo a prenderne parte nell’occasione se desiderate vivere un’esperienza unica a stretto contatto con la realtà agricola locale!

Attività non turistiche per un’esperienza diversa

Ci sono ovviamente molte altre attività non turistiche che potrete provare qui a Massa Lubrense, in quest’articolo vi abbiamo indicato solo alcuni di quelle che, secondo noi, potreste apprezzare di più.

Se quindi desiderate passare un’esperienza turistica un po’ diversa dal solito vi invitiamo calorosamente a visitarci il prima possibile. Vi assicuriamo che la vostra permanenza qui da noi sarà indimenticabile!


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Gite scolastiche per le strade di Massa Lubrense

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di Rosario Sisto

Il 24 e il 25 ottobre la Pro Loco Massa Lubrense ha organizzato due gite scolastiche al borgo e al Castello dell’Annunziata, fortemente volute dall’assessore al turismo Giovanna Staiano. Le gite si inseriscono nel progetto “A piedi lungo le strade di Massa”, svolto grazie al contributo concesso dalla Città Metropolitana di Napoli.

Alle gite scolastiche hanno partecipato le classi terze medie delle due scuole di Massa Lubrense: l’Istituto Comprensivo Bozzaotra durante la prima giornata e l’Istituto Comprensivo Pulcarelli Pastena durante la seconda.

In queste due giornate gli alunni hanno raggiunto a piedi, ciascuno dalla propria scuola, il borgo dell’Annunziata, una delle frazioni di Massa Lubrense. Seguendo le nostre esperte guide escursionistiche, le scolaresche hanno attraversato sentieri e stradine interne. All’arrivo al borgo, gli alunni sono stati accolti con una graditissima merenda biologica offerta dal Ristorante La Torre e dall’azienda agricola Palazzo Raja.

È stata per i ragazzi un’occasione per approfondire la conoscenza del proprio territorio, cimentandosi anche in attività divertenti!

L’antico borgo dell’Annunziata

Gite scolastiche all'Annunziata

Un gran numero di strade, vicoli e scalinate formano una fitta rete che mette a contatto le abitazioni del borgo, ognuna costruita tra il XIV e il XVI secolo. Ed è per queste vie che durante le loro escursioni gli alunni hanno camminato mentre veniva loro spiegato come in tempi antichi i vecchi abitanti del borgo si spostassero da un punto all’altro della zona, che fosse semplicemente a piedi o con dei muli.

Quella dell’Annunziata è una delle frazioni più antiche della storia di Massa Lubrense: fu infatti proprio qui che i Normanni fondarono il loro primo insediamento nel territorio. Per questa ragione, l’Annunziata è uno dei luoghi più ricchi di storia qui a Massa e ciò la rende, in un certo senso, il suo nucleo storico.

L’Annunziata fu fondata su una zona collinare, originariamente per questioni di difesa strategica, motivo per cui è tutt’ora conosciuta per il suo fenomenale belvedere, da cui è possibile ammirare un panorama assolutamente mozzafiato, che permette addirittura di vedere Capri e parte della costa di Massa Lubrense!

Ci sono numerosi edifici storici cosparsi per il territorio dell’Annunziata. Uno dei più importanti è la Chiesa dell’Annunziata, tra gli edifici religiosi più antichi e caratteristici di Massa Lubrense. Un altro edificio storico della zona è Torre Turbolo (ex “Torre dei Pegni”), una torre di avvistamento situata nel centro della frazione.

Tuttavia, tra i tanti edifici storici dell’Annunziata nessuno è più importante o iconico del Castello dell’Annunziata.

Il Castello dell’Annunziata: un luogo perfetto per gite scolastiche

Il 24 e il 25 ottobre la Pro Loco Massa Lubrense ha organizzato due gite scolastiche al borgo e al Castello dell'Annunziata.

Punto d’arrivo delle due passeggiate è stato il Castello dell’Annunziata: l’edificio storico più caratteristico della frazione, nonché sicuramente il luogo più interessante da visitare per osservare tracce dell’antica storia di Massa Lubrense.

Le origini del Castello risalgono ai tempi del Ducato Sorrentino, con la costruzione di una cittadella fortificata che gli Angioini distrussero a seguito della loro presa al potere di Napoli. Nel 1389 il re Ladislao di Durazzo ne ordinò la ristrutturazione, la quale tuttavia durò solo fino al 1465, a seguito degli assedi aragonesi contro il territorio.

L’Annunziata restò quindi priva di difese concrete contro gli assedi, e fu per questo che nel 1558, dopo l’invasione turca, l’Università di Massa prese l’iniziativa di riedificare il castello. Tuttavia i lavori subirono una serie di complicazioni e si interruppero nel 1636.

Ai giorni nostri del Castello dell’Annunziata restano una torre cilindrica e parte delle mura di cinta. Dalla cima della struttura è possibile ammirare quasi tutto il territorio di Massa.

Durante le loro gite, gli alunni hanno visitato la torre cilindrica e hanno disegnato il bellissimo panorama di Massa Lubrense.

Gite scolastiche al borgo e al Castello dell'Annunziata

Ammirare la storia di Massa Lubrense

Il territorio di Massa Lubrense è ricco di bellezze di ogni tipo: naturali, archeologiche, artistiche e storiche.

In queste due giornate gli alunni hanno potuto ammirare il nostro territorio e apprendere molto della sua storia, hanno amato quest’esperienza e acquisito conoscenze preziose.


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Conosciamo ed esploriamo il nostro territorio

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“Conosciamo ed esploriamo il nostro territorio” è un progetto ideato dalla Pro Loco Massa Lubrense e realizzato presso l’I.C. Bozzaotra da Michele Palomba e Romina Amitrano. Prevede incontri in aula e uscite sul territorio.

Giovedì 27 ottobre, nell’ambito del progetto “Conosciamo ed esploriamo il nostro territorio”, i 68 ragazzi frequentanti le classi medie a tempo pieno, hanno raggiunto il Museo Georges Vallet di Piano di Sorrento per essere catapultati in un avvincente viaggio nel tempo.

All’ingresso del museo, il fondatore di Syrrenton Liparos, sua figlia Ciane, la dea Hera e il bellicoso Ares hanno scortato i ragazzi alla scoperta delle origini della penisola sorrentina.

La civiltà del Gaudo, la necropoli del Deserto, gli Osci e gli Ausoni, i magistrati del tempio di Minerva, i Sanniti, i coloni Greci e Romani, sono tornati “in vita” e hanno incantato i ragazzi, grazie alle spiegazioni e alla sensibilità del racconto dell’associazione “Barattoli Cosmici“.

Entusiasta la Presidente Teresa Pappalardo

“Innanzitutto voglio ringraziare il Dott. Franzese, direttore del Museo Georges Vallet, per la grande disponibilità e per aver permesso un’apertura straordinaria per questo evento. Ringrazio anche il Vice Sindaco di Piano di Sorrento Gianni Iaccarino e l’assessore all’istruzione Antonella Arnese che ci hanno accolti e introdotti in uno dei gioielli più belli della penisola sorrentina.

Inoltre, ringrazio il Comune di Massa Lubrense nella persona del delegato alla scuola Antonella Caputo, che ha lavorato con sincera gioia per far sì che questo progetto fosse possibile. Grazie anche alla dirigente Prof. Angelina Aversa per averci dato fiducia e a tutti i docenti.

Conosciamo ed esploriamo il nostro territorio

E un grazie particolare a Rossella, mente e cuore dei Barattoli Cosmici. Anche se da tempo collaboriamo con l’associazione, è riuscita ancora una volta a spiazzarmi. Mantenere per due ore di fila l’attenzione di un gruppo di ragazzi in età adolescenziale ha realmente dell’incredibile. Così come ha dell’incredibile vedere e leggere l’emozione nei loro occhi nonostante si parlasse di storia.

Eppure, grazie all’immane bravura dei Barattoli Cosmici, ai giusti tempi e al giusto modo di comunicare, questo miracolo si è reso possibile. Così, gli studenti si sono aggirati tra i nostri reperti archeologici con curiosità e attenzione. Hanno improvvisato un laboratorio teatrale sui miti romani, con il ninfeo come proscenio. Alla fine della ricostruzione in 3D del nostro ninfeo, i ragazzi hanno applaudito entusiasti.

Un’emozione incredibile che ripaga ampiamente del lavoro svolto e stimola in chi guarda la voglia di fare sempre di meglio per il nostro paese. Tant’è che, assieme al Vice Sindaco Gianni Iaccarino, abbiamo iniziato a tessere nuove strategie per canalizzare e implementare un comparto turistico, quello culturale, che ultimamente ha un trend positivo. Un settore che porta con sé diversi benefici: la destagionalizzazione dell’offerta turistica, un impatto ambientale minimo e una grande attenzione al territorio.”


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I luoghi più instagrammabili a Massa Lubrense

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di Miriam Russo

Il territorio di Massa Lubrense è caratterizzato da località uniche e imperdibili. La varietà di queste ultime, infatti, lo rendono originale e unico nel suo genere. In questo articolo, proponiamo per voi solo alcuni dei luoghi più instagrammabili a Massa Lubrense a cui non poter assolutamente rinunciare.

“Cuore” di Baia di Ieranto

Il primo dei nostri luoghi più instagrammabili a Massa Lubrense è il “cuore” di Baia di Ieranto. Un posto che sembra avvolto nella magia e nella leggenda, di fatti secondo la storia sarebbe la zona in cui Ulisse, di ritorno verso Itaca, incontrò le Sirene. In questo posto incantato godrete delle acque cristalline e delle magnifiche spiagge che il territorio offre.

https://www.instagram.com/p/CY_qgsRMmvK/

Faro di Punta Campanella

Situato nell’area marina protetta del promontorio di Punta Campanella, il faro crea senza dubbio uno scenario suggestivo e fatato. Un’atmosfera di fascinazione e mistero si profilerà davanti ai vostri occhi lasciandovi senza fiato. Imperdibile soprattutto di notte, quando il faro sembra illuminarsi insieme alle stelle.

https://www.instagram.com/p/COssZMereBt/?igshid=MDJmNzVkMjY=

Fiordo di Crapolla

Altro sorprendente luogo instagrammabile è il Fiordo di Crapolla. Si tratta di una delle insenature più particolari di Massa Lubrense e, oltre ad essere di grande interesse per il turismo balneare, è ricco di storia. La zona è facilmente raggiungibile anche a piedi partendo da Torca, permettendovi, così, di approfittare anche dei magnifici percorsi di trekking offerti dal posto.

https://www.instagram.com/p/COYSPhEMAAj/

Monte San Costanzo

È un monte a due cime, il più alto di Massa Lubrense, da cui è possibile avere una visuale a 360 gradi sul Golfo di Napoli e Salerno, fino alle isole di Ischia e Procida. Inoltre, sulla cima sinistra del monte, troverete anche la caratteristica chiesa bianca dedicata all’omonimo santo. Un luogo suggestivo da più punti di vista a cui consigliamo di non rinunciare.

https://www.instagram.com/p/CJgkJUuBGFd/?igshid=MDJmNzVkMjY=

Cala di Mitigliano

Ultimo e magico luogo instagrammabile di Massa Lubrense è la Cala di Mitigliano, un posto ideale per godere del mare cristallino e di un sensazionale panorama. La Cala di Mitigliano è, infatti, una baia che dà sull’isola di Ischia e su Punta Campanella. Inoltre, quando il mare è calmo e vi è bassa marea, si può accedere alla suggestiva grotta che renderà quest’esperienza ancor più speciale.

https://www.instagram.com/p/COQAK81rXZW/

Scoprendo questi luoghi i vostri social saranno, senza dubbio, unici e voi soddisfatti di aver conosciuto e fatto esperienza di una piccola parte delle meraviglie di Massa Lubrense.


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Massa Lubrense: protagonista del cinema dagli anni ’50

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Sono numerose le produzioni cinematografiche che hanno che hanno come sfondo i paesaggi mozzafiato e le straordinarie bellezze di Massa Lubrense. Da Eduardo De Filippo a Paolo Sorrentino, Massa Lubrense compare nei capolavori sia del cinema nazionale che internazionale.

In questo articolo, i film più belli girati a Massa Lubrense.

È stata la mano di Dio (2021)

Scritto e diretto dal regista Paolo Sorrentino, candidato al premio Oscar 2022 nella sezione del miglior film internazionale, e al Golden Globe 2022 come miglior film straniero. A fare da sfondo alle vacanze della famiglia Schisa è proprio la costa di Massa Lubrense. Nella scena iniziale, non manca un omaggio a Eduardo De Filippo, con l’inquadratura dell’isolotto Isca che, per decenni, è stato la dimora del noto attore e drammaturgo italiano. Lo stesso sindaco del comune di Massa Lubrense ha invitato il regista Paolo Sorrentino ad apprezzare di persona le bellezze naturali che questo posto ha da offrire.

Love is all you need (2012)

Film diretto dalla regista danese Susanne Brier. Tra Sorrento e Massa Lubrense si svolge la storia d’amore tra Philip (Priece Brosnan), cittadino inglese che vive in Danimarca e Ida, una parrucchiera danese. A unire i due protagonisti, è l’imminente matrimonio dei rispettivi figli che li costringe a partire per l’Italia. Proprio la penisola sorrentina farà da sfondo all’inizio del loro amore, luogo perfetto per il romanticismo.

Ex: amici come prima (2011)

Un film diretto e co-sceneggiato da Carlo Vanzina. Sequel di “Ex” (2009) di Fausto Brizzi. Anche in questo film compaiono scene girate a Massa Lubrense, in particolare al borgo dell’Annunziata e nella storica Villa Murat. Vincenzo Salemme, nei panni di Antonio, è un ex farmacista che invita un gruppo di ex amici nella sua villa nella penisola sorrentina. Durante la festa si riallacciano dei legami che, ormai, erano creduti persi. Alcune scene sono girate proprio nella piazzetta del borgo dell’Annunziata, con Capri sullo sfondo.

Neapel sehen und erben: Vedi Napoli e poi muori (1988)

Con la regia di Marco Serafini, è un film in lingua tedesca che ha come ambientazione Massa Lubrense. La storia ha inizio in Germania, per poi proseguire durante le vacanze in Italia: si alternano paesaggi della costiera amalfitana a quelli del borgo marinaro di Marina della Lobra. Il film non ha ottenuto una vasta diffusione nel cinema italiano per cui oggi, oltre alle testimonianze dei residenti, è possibile trovare solo qualche spezzone della pellicola che mostra chiaramente scorci del borgo marinano di Marina della Lobra.

Marito e moglie (1952)

Film diviso in due episodi, entrambi diretti e interpretati da Eduardo de Filippo. Buona parte del suo film è girata proprio nel borgo dell’Annunziata. Lo stesso De Filippo volle che, a figurare nelle sue riprese, fossero gli stessi abitanti di Massa Lubrense. Tratta di due episodi sulla vita coniugale: nel primo episodio è protagonista un pover uomo reso immobile da una paralisi; nel secondo episodio Gennarino, stanco della moglie, della sorella zitella e di un figlio problematico, si inventa una storia d’amore con una sua vicina di casa.

A partire dagli anni ’50 con Eduardo de Filippo, il rapporto tra Massa Lubrense e il cinema viene tutt’ora mantenuto grazie a numerosi registi, nazionali e internazionali, che scelgono le bellezze di Massa Lubrense come set cinematografici dei loro film.


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Trekking: 10 consigli per principianti

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di Angela della Ventura

Intervista a Michele Palomba

Una delle attività più suggestive da fare a Massa Lubrense è sicuramente il trekking. Spesso succede che, pur volendo cominciare a camminare, si rimandi di continuo perché non si sa da dove iniziare. È proprio per questo motivo che abbiamo intervistato un esperto del settore, Michele Palomba, che ci ha fornito 10 preziosi consigli per godere al meglio di questa meravigliosa esperienza.

1. Oggetti fondamentali da avere sempre con noi

Al contrario di ciò che potremmo pensare, non serve portarsi dietro un’infinità di oggetti, spesso anche ingombranti. Basta, infatti, lo stretto necessario da tenere in uno zainetto, poiché è importante avere le mani libere per un equilibrio migliore o per aiutarci a procedere su percorsi particolarmente difficili.
Questi oggetti sono:

  • una borraccia;
  • degli snack;
  • degli occhiali da sole;
  • un cappellino:
  • un ricambio in caso di cattivo tempo o anche solo per potersi cambiare dopo aver sudato (importanti i calzini);
  • un capo caldo;
  • un capo impermeabile;
  • una torcia frontale, utile soprattutto in inverno, quando il sole tramonta abbastanza presto;
  • il cellulare sempre carico;
  • un piccolo kit di ponto soccorso;
  • i bastoncini.

2. Cosa mettere nel kit di pronto soccorso

kit pronto soccorso

In quanto a medicinali è opportuno portare con sé quelli assunti giornalmente, prescritti dal medico per eventuali patologie, o ad esempio antistaminici in caso di allergie. È molto importante non somministrare ad amici o addirittura sconosciuti i nostri farmaci personali (in particolare in questa circostanza, anche se è bene non farlo mai), soprattutto se non sono stati mai assunti prima.
Nel vero e proprio kit, che è consigliabile tenere in un sacchetto a tenuta stagna (quelli per alimenti), vanno invece inserite poche cose, ma indispensabili per le piccole ferite che ci si può causare sul percorso:

  • cerotti di differenti misure, per piccole escoriazioni;
  • disinfettante, ponendo attenzione alla dicitura “per cute lesa”;
  • garze e nastri, per medicare le eventuali ferite;
  • pinzetta per la cura personale, utile a estrarre piccole schegge dalle ferite;

Sono, ovviamente, facoltativi altri presidi medici, che è però possibile portare con sé nel caso in cui si sia qualificati per utilizzarli.

3. Abbigliamento più indicato per questo tipo di attività

Uno dei consigli più scontati, ma anche il più utile, è quello di vestire a strati con capi che, indossati da soli, non risultino particolarmente caldi o pesanti, ma che, ben stratificati, possano dare il giusto comfort al corpo in ogni momento della camminata.
Partendo dalla base, a seconda della stagione, metteremo una maglietta a manica corta o una termica a maniche lunghe; proseguendo è sempre utile, in ogni stagione, un pile, per la brezza e per le zone in ombra. Sempre in base alla stagione, uno strato ulteriore è quello composto dal piumino in inverno e dalla giacca a vento in primavera/estate , che può essere facilmente indossato o tolto a seconda della situazione esterna.
Come tessuti, sono sconsigliati il denim e quelli felpati, poiché impiegano davvero molto tempo ad asciugarsi nel caso in cui ci si sia bagnati attraversando un ruscello o a causa della pioggia.
Consigliati sono invece i tessuti traspiranti, freschi, più indicati per qualunque tipo di sport per l’asciugatura rapida e la resistenza.

4. Che tipo di scarpe indossare

Le scarpe sono l’elemento fondamentale dell’equipaggiamento di un escursionista, anche se spesso vengono bistrattate perché il loro reale valore viene sottovalutato.
Infatti è importante utilizzare sempre delle scarpe apposite per questo tipo di attività, anche su percorsi che all’apparenza risultano facili, proprio perché il loro scopo è quello di aiutarci a camminare.
All’inizio possono risultare dure, ma questa loro durezza è studiata appositamente per dare sostegno a tutto il corpo. Al contrario le sneakers, o le scarpe da passeggio, con la loro cedevolezza non ci garantiscono sostegno ed equilibrio, anche se di primo impatto ci risultano più comode.
Hanno, ancora, una suola scolpita per permettere un’ottima presa su qualsiasi tipo di terreno.
Infine un consiglio, soprattutto per coloro che sono alle prime armi, è quello di acquistare scarponi alti, anche se ci sembrano inutili e troppo costosi; sono infatti studiati appositamente per attutire qualsiasi tipo di infortunio, poiché sorreggono molto meglio la caviglia rispetto a quelli bassi, avvolgendola completamente.

5. Consigli per scegliere il percorso più adatto ad ogni esigenza

Ci sono diversi modi per poter capire come soddisfare al meglio ogni nostra esigenza: ci si può, infatti, affidare sia a guide cartacee che a guide online. C’è anche la possibilità di rivolgersi a chi è più esperto, come per esempio un amico, una guida o una pro loco. Tra i consigli c’è quello di non affidarsi mai a siti dove chiunque può caricare le tracce dei percorsi, poiché non potremmo mai sapere in che condizioni è la strada da percorrere, quale sia il livello di esperienza necessario per poterlo affrontare. Altro suggerimento è quello di non affidarsi alla massa, quindi non scegliere un determinato percorso perché è, a detta d’altri, più semplice o solo perché viene scelto da molte persone.

6. Consigli su come prepararsi al meglio

Consigli su come prepararsi

Potrebbe essere molto utile seguire un corso base di escursionismo per avere familiarità con il gergo tecnico, per la valutazione tecnica del fondo che ci si troverà davanti, del dislivello in salita che si dovrà affrontare; questo ci aiuterà, quindi, a scegliere un percorso soddisfacente sia a livello paesaggistico, ma che soddisfi soprattutto le nostre capacità fisiche, per non trasformare questa esperienza meravigliosa in qualcosa di sgradevole.
Per quanto riguarda la preparazione fisica, chi è alle prime armi può fare passeggiate per allenare il corpo a quella che sarà la salita, ma anche semplicemente, per chi non ha la possibilità di dedicarsi giornalmente all’attività fisica, prediligere le scale all’ascensore.

7. Come controllare le previsioni meteo

Consigli meteo

Quello delle previsioni meteo è un argomento molto discusso e delicato da affrontare. Le varie applicazioni per smartphone sono un ottimo mezzo a cui affidarsi per avere un quadro generale della situazione. Però bisogna sempre ricordare che in aperta natura, e specialmente in montagna, le condizioni meteo variano repentinamente e in modo imprevisto. È infatti molto probabile che sulle vette delle montagne si verifichino temporali isolati, che sono impossibili da prevedere.
Non bisogna però demonizzare le escursioni sotto la pioggia, cosa che a volte spaventa; con le dovute precauzioni, infatti, è un’esperienza unica e molto suggestiva.

8. Come affrontare un’escursione con dei bambini

Consigli bambini

Anche per i bambini è molto bello il contatto con la natura grazie alle passeggiate in montagna. Bisogna, ovviamente, avere un occhio di riguardo in queste specifiche situazioni, soprattutto con bambini particolarmente vispi e curiosi. Alcuni dei consigli sono quelli di prediligere il periodo primaverile ed estivo, quando il meteo è generalmente più clemente, ma anche di scegliere percorsi semplici e ben ombreggiati per evitare affaticamento, infortuni e colpi di calore. Per invogliarli lo si può trasformare in un gioco, durante il quale si sentiranno piccoli esploratori, e ciò li spingerà sicuramente a voler ripetere con piacere questa esperienza e, perché no, ad amare la natura e le escursioni.

9. A chi è possibile rivolgersi per trovare compagni di avventura

Le escursioni organizzate da guide ambientali escursionistiche professioniste sono il modo migliore per iniziare, se si è da soli, anche per ricevere consigli utili sull’equipaggiamento o sulla difficoltà dei percorsi. Anche quelle organizzate da enti di promozione del territorio sono utili per fare conoscenza con altri appassionati del settore. Queste sono vere e proprie escursioni di conoscenza, volte alla scoperta del territorio e, per questo quasi sempre, molto semplici, ma altrettanto interessanti.

10. Consigli su blog o pagine escursionistiche da seguire

Consigli su blog

La pagina di Michele, “hikeandseek“, è sicuramente tra quelle fondamentali da seguire per poter immergersi completamente nel mondo dell’escursionismo. È molto utile seguire anche le varie pagine escursionistiche della regione, del comune e delle pro loco. Spesso ce ne sono anche di specifiche in base alla catena montuosa o alla zona e sono sicuramente le migliori da seguire per trovare informazioni sullo stato dei sentieri e dove vengono segnalate frane o la vegetazione particolarmente alta in un dato punto di un sentiero.

Quindi, come si è potuto constatare, l’escursionismo è un’attività adatta a tutti, grandi e piccini, esperti o meno esperti, divertente e, soprattutto, salutare per tutto il corpo.

Siete pronti a percorrere insieme a noi i sentieri più suggestivi di Massa Lubrense?


Michele Palomba

Guida escursionistica locale e collaboratore della Pro Loco Massa Lubrense



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Turismo religioso a Massa Lubrense

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di Eleonora Aiello

Intervista a Romina Amitrano

Cosa si intende per turismo religioso?

Il turismo religioso rientra nella categoria di turismo culturale ed è una forma di turismo che riguarda luoghi famosi dal punto di vista religioso e culturale.

Anche culturale perché la maggior parte dei monumenti religiosi in Italia ha al suo interno meravigliose opere d’arte.

Che differenza c’è tra turismo religioso e pellegrinaggio?

Il pellegrinaggio differisce dal turismo religioso perché la sua motivazione principale è la fede; si parte per una ricerca spirituale, una sorta di meditazione, di penitenza o di voto.

Il pellegrinaggio medievale è la prima forma di turismo e comprendeva lunghi cammini, come ad esempio il Cammino di Santiago o la Via Francigena che dalla Francia conduce a Roma. Lungo tali percorsi, gli enti religiosi davano la possibilità ai pellegrini di riposare all’interno dei monasteri o conventi, a patto che questi ultimi fossero riconoscibili. Chi faceva il cammino di Santiago indossava una collana con un guscio di capasanta che fungeva da cucchiaio, un bastone e un cappello largo che lo proteggeva dalla pioggia e dal sole.

Il pellegrinaggio è qualcosa che parte dalla fede, dalla meditazione e non guarda alla bellezza del posto, a differenza del turismo religioso.

Turismo religioso a Massa Lubrense

Quali sono le principali attrattive turistiche religiose a Massa Lubrense?

A Massa Lubrense, con il progetto Museo Diffuso, abbiamo creato dei percorsi da fare sia a piedi sia utilizzando i mezzi pubblici o la propria auto. Chi viene a Massa Lubrense ed è appassionato di camminate, può intraprendere questi itinerari liberamente e in autonomia grazie a mappe interattive.

I punti più importanti da visitare a Massa Lubrense sono:

  • Ex Cattedrale Santa Maria delle Grazie: è situata nel cuore della panoramica piazza di Massa Centro. Costruita nel 1512, è stata sede vescovile fino al 1818, quando la diocesi venne incorporata all’Arcidiocesi di Sorrento. L’attuale struttura dell’edificio e dell’annesso palazzo vescovile è settecentesca e presenta all’interno un bellissimo pavimento maiolicato, opera del maestro reggiolaro napoletano Ignazio Chiaiese. L’antica cattedrale conserva una reliquia di San Cataldo, il santo patrono di Massa Lubrense.
  • Santuario dedicato alla Madonna della Lobra: edificato nel 1564, sorge su una panoramica piazzetta che sovrasta il caratteristico borgo marinaro di Marina della Lobra. A destra dell’ingresso del santuario si trova il convento dei Francescani d’Assisi. Qui è possibile ammirare il caratteristico chiostro e un bellissimo pavimento maiolicato all’interno del refettorio. Sull’Altare Maggiore è custodito un affresco raffigurante l’immagine della Madonna della Lobra, precedentemente situato all’interno dell’antica cattedrale lubrense che sorgeva nei pressi del porto, nell’area chiamata Fontanelle. Grande è sempre stata la devozione del popolo massese verso la Madonna della Lobra; la sua immagine, infatti, la troviamo raffigurata all’interno dello stemma comunale.
  • Chiesa di Monticchio e Monastero del Santissimo Rosario: il complesso sorge nell’area sottostante l’attuale piazza della piccolo borgo di Monticchio. La sua costruzione, fortemente voluta da Suor Cristina Olivieri, risale al 1723. All’interno del convento è possibile ammirare un autentico capolavoro realizzato con maioliche settecentesche. Si tratta di tre panelli posizionati verticalmente lungo le pareti del chiostro e realizzati dal famoso maestro reggiolaro Ignazio Chiaiese. Dello stesso autore è il pavimento dell’adiacente chiesa ancora ben conservato e sul quale si possono ammirare meravigliose rappresentazioni di fiori e frutti.
  • Chiesa e Convento di San Francesco di Paola: il complesso fu fondato grazie al volere della famiglia Liparulo nel 1582, nel sito dove sorgeva un’antica cappella intitolata ai Santi Processo e Martiniano. Il pavimento della chiesa e della sagrestia sono decorati con maioliche settecentesche e il campanile è formato da un’antica torre di difesa inglobata all’interno della struttura.
  • Monastero di San Paolo: la sua costruzione risale al 1679. Attualmente vi sono ospitate le Suore Benedettine di San Paolo. Bellissimo è il panorama che si può godere dalla pineta antistante l’edificio e dal belvedere del monastero.
  • Cappella di San Sebastiano: è situata nella piccola frazione di Pastena e sorge nei pressi di un ricco corso d’acqua che prende origine dalla vicina collina del Deserto. Fu edificata nel XV secolo in occasione di una pestilenza e restaurata nel 1656 a seguito di un’epidemia di peste.
  • Cappella di Santa Maria a Tentarano: è una piccola cappella situata lungo il fianco della collina del Deserto che lentamente degrada verso la frazione di Acquara. La costruzione risale al XV secolo, a opera della famiglia Aprea, e l’origine del termine “Tentarano” è ancora oggi ignota. La cappella in pietra e dalla cupola a volta custodisce sul piccolo altare un bellissimo affresco raffigurante la Vergine allattante.
  • Cappella di San Costanzo: fondata nella seconda metà del 1500, sorge sulla panoramica cima dell’omonimo monte. Si può raggiungere la piccola chiesa a piedi o in auto dalla frazione di Termini ed è possibile visitarne l’interno in occasione delle celebrazioni religiose dedicate al Santo. In particolare, il 14 maggio e nel mese di luglio, quando si svolgono le tradizionali processioni. In queste occasioni, i fedeli conducono la statua di San Costanzo dalla chiesa parrocchiale di Termini alla bianca cappella sul monte.

Qual è il periodo più adatto per il turismo religioso nel nostro territorio?

Il turismo religioso è una tipologia di turismo che a Massa Lubrense può essere vissuto durante tutto l’anno. Il periodo che va dalla primavera all’autunno è maggiormente indicato per coloro che amano unire all’aspetto spirituale anche quello legato alle tradizioni locali, spesso strettamente connesse ai culti religiosi. Un esempio è la festa che si tiene a Marina del Cantone il 13 giugno, giorno dedicato a Sant’Antonio. I fedeli portano la statua del Santo in processione via mare e al termine si svolge una bellissima festa sulla spiaggia con musica e assaggi di prodotti della tradizione gastronomica locale.


Romina Amitrano

Insegnante e guida escursionistica. Con la Pro Loco Massa Lubrense, svolge progetti scolastici nelle scuole del territorio.



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Ecoturismo a Massa Lubrense

Category:Blog,Escursioni,Eventi,Evidenza,Gastronomia,Luoghi,Sagre e feste,Viaggio Tags : 

di Eleonora Cannone

Sono ormai all’ordine del giorno le questioni “ecologia” e “tutela del territorio”. Già da qualche anno, anche grazie alle mobilitazioni giovanili a difesa dell’ambiente, ognuno di noi è spinto sempre più a chiedersi cosa si possa fare nella vita di tutti i giorni per contribuire alla riuscita di questa buona causa.

E se vi dicessi che è possibile salvaguardare il territorio anche quando si va in vacanza? Ebbene sì, sto parlando dell’ecoturismo, la nuova frontiera dell’ecologia. Si tratta di un modo di viaggiare rispettando l’ambiente naturale, le tradizioni e la cultura di un determinato luogo, e sostenendone la crescita economica. L’obiettivo è quello di rendere la vacanza un piacere non solo per chi viaggia, ma anche per il territorio che si visita.

A proposito di questo, oggi voglio parlarvi dell’ecoturismo a Massa Lubrense: un posto suggestivo, ricco di risorse, da scoprire nel relax assoluto e nel rispetto dell’ambiente!

ecoturismo a Massa Lubrense

Sostenere l’economia e il territorio di Massa Lubrense: cosa si può fare

  • ASSAPORARE LA CUCINA LOCALE. Si sa che il modo migliore per conoscere un territorio è attraverso la sua cucina. Qui puoi lasciarti trasportare da antichi sapori e tradizioni culinarie: dall’olio d’oliva al Provolone del Monaco (e non solo), tieniti pronto a vivere un’esperienza gastronomica unica grazie ai nostri prodotti!
  • IMMERGERSI NELLA NATURA INCONTAMINATA. Uno dei fiori all’occhiello del nostro territorio è sicuramente il paesaggio naturale. Grazie all’individuazione di percorsi facilmente percorribili a piedi, durante il soggiorno sarà possibile riscoprire la bellezza della natura, con passeggiate rigeneranti, tra verde e blu.
  • PARTECIPARE A EVENTI E SAGRE. Entra a stretto contatto con gli abitanti del posto e con le loro tradizioni! Sarà anche un’occasione per creare nuovi legami e far nascere nuove amicizie. Vacanza vuol dire anche questo, no? Dai un’occhiata al calendario dei prossimi eventi e delle sagre di paese!
  • TENERSI IN FORMA DIVERTENDOSI. Oltre all’attività di trekking, nel nostro territorio è disponibile anche un servizio di visite guidate in canoa, puoi fare meravigliose immersioni oppure un giro in snorkeling alla Baia di Ieranto e a Marina del Cantone. Sono tutti modi divertenti e salutari per scoprire e vivere uno dei posti più suggestivi del mondo.

Solo tante le opzioni per poter vivere una vacanza indimenticabile, rispettando l’ecosistema e le tradizioni di un determinato ambiente!

In ogni caso, il suggerimento migliore che posso darvi è quello di rivolgervi sempre a realtà locali per i servizi sul territorio: dalle guide, ai transfer, ai tour in barca, eccetera. Questo è sicuramente il modo più diretto per sostenere l’economia locale di un territorio.

Con i consigli di questo articolo spero di esservi stata utile: tutti possiamo sostenere l’economia locale di un territorio anche quando viaggiamo, contribuendo così allo sviluppo di un mondo migliore per noi e per le generazioni future!


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