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Lezioni gratuite di pilates al Castello dell’Annunziata

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di Ilaria Panaro

Anche quest’anno si tiene a Massa Lubrense il ciclo di incontri “Pilates al Castello”: 6 lezioni gratuite di pilates, al tramonto, al Castello Aragonese dell’Annunziata.

A questo proposito, abbiamo avuto il piacere di intervistare l’istruttrice e fisioterapista Carla Marciano.

Intervista a Carla Marciano

Dott.ssa Marciano, innanzitutto vorremmo chiederle: in cosa consiste la disciplina del pilates?

Il pilates è un metodo di esercizio fisico globale, che prende nome dal suo ideatore Joseph Pilates e si sviluppa nel Novecento combinando i suoi principi guida a ogni esercizio eseguito nel tempo e con gradualità con l’obiettivo primario di una “mens sana in corpore sano”. Il pilates comprende esercizi progressivi e propriocettivi in diverse posizioni: da quella supina a quella in decubito laterale fino alla posizione quadrupedica per arrivare poi in piedi. Si lavora con l’utilizzo di vari supporti (cuscini, spessori) per allentare tutte le tensioni e guidare al meglio ogni posizione proposta.

In cosa il pilates è simile o differisce dallo yoga?

Yoga e pilates sono due discipline diverse per quanto riguarda la loro origine e il tipo di allenamento proposto, ma Joseph Pilates praticava yoga e arti marziali e cercò di prendere spunto da queste discipline che seppur diverse nell’esercizio sono similari nei principi. Tra questi ci sono la concentrazione, il rilassamento, la precisione del movimento, la coordinazione, l’equilibrio, la forza, la flessibilità e la – primaria ed essenziale e non affatto scontata – respirazione.

Quali sono i benefici che offre questa disciplina?

I principali benefici sono:

  • Percezione e conoscenza del proprio corpo che cambia;
  • Prevenzione di problemi osteo-articolari e dolori;
  • Prevenzione di problematiche legate al pavimento pelvico;
  • Miglioramento della capacità respiratoria;
  • Rinforzo di tutto il corpo con mantenimento di una posizione corretta;
  • Beneficio sulla circolazione;
  • Più mobilità e meno rigidità;
  • Promozione di uno stato generale di benessere.

Spesso si associa il pilates alla prevenzione o alla cura del mal di schiena. Funziona davvero?

Sulla prevenzione del mal di schiena, il pilates ha portato molti riscontri postivi, documentati da numerosi studi fatti su diverse tipologie di persone. Invece, per quanto riguarda la cura del mal di schiena, il pilates può essere considerato un metodo di supporto da proporre in seguito a un percorso terapeutico specifico, ma non sempre e non in tutti i casi. Ovviamente per la schiena può essere suggerito un percorso individuale e adattato.

Il pilates può essere praticato da tutti?

Il pilates definito terapeutico e guidato da un istruttore formato può essere praticato e adattato a tutti nei suoi esercizi base: dal bambino all’anziano, da una condizione sana ad una patologica. Parliamo però di esercizi adattati e semplici, una forma di allenamento avanzata non è adatta a tutti e ovviamente prima di iniziare un percorso di pilates si comunica personalmente con chi ha fatto la richiesta.

Da poco è iniziato il ciclo di incontri che si tiene al Castello Aragonese dell’Annunziata. Il luogo in cui ci si trova influenza in qualche modo l’esercizio?

Molto, credo che il luogo scelto e ricercato favorisca molto i principi già nominati del pilates, particolarmente il rilassamento e la concentrazione. Tutto questo grazie ai rumori naturali, al contatto con quello che di semplice ma così essenziale ci circonda, in un posto dove il cielo e la storia di Massa Lubrense si fondono in un connubio perfetto e con un panorama imparagonabile.


Dott.ssa Carla Marciano

Fisioterapista e istruttrice di pilates.


pilates al castello

Ringraziamo la dottoressa Marciano e vi invitiamo ad approfittare di quest’opportunità unica proposta dalla Pro Loco Massa Lubrense.

Le lezioni sono gratuite, alleghiamo la locandina per tutte le informazioni!


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Spaghetti alla Nerano, primo piatto tipico del luogo.

Le tradizioni culinarie: lo spaghetto alla Nerano

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di Claudia Fontana

Marina del Cantone, a Massa Lubrense, è legata allo spaghetto con le zucchine fritte che, già dall’inizio del Novecento, ha assunto il nome di spaghetto alla Nerano. La salsa è preparata con le zucchine fritte, basilico e un mix di formaggi grattugiati. Per quanto riguarda i formaggi, le nonne utilizzavano quello che avevano in casa, pecorino ma soprattutto il parmigiano o la caciotta secca. I migliori ristoranti della zona, invece, utilizzano spesso il Provolone del Monaco, un formaggio tipico della costiera sorrentina. Questo è un formaggio DOP a latte crudo, contenente almeno il 20% di latte di vacca agerolese e invecchiato dai sei mesi in su. La cremosità della pietanza, inoltre, viene resa dalla cagliata di provolone fresco che si scioglie al contatto con l’acqua di cottura della pasta.

Per il piatto viene utilizzata la famosa pasta di Gragnano, soprattutto gli spaghettoni, ma c’è anche la versione con scialatielli o mezze maniche. Questa pasta è ottenuta dall’impasto della semola di grano duro con l’acqua della falda acquifera di Gragnano. In seguito, viene essiccata a una temperatura compresa tra i 40 e gli 80 gradi, per un periodo tra le sei e le sessanta ore, ottenendo quelle caratteristiche che la rendono inconfondibile. Per lo spaghetto alla Nerano è necessario utilizzare una pasta di qualità per una migliore riuscita del piatto, in modo tale che gli amidi rilasciati nella cottura aiutino la formazione della salsa.

Anche le zucchine, ovviamente, sono importanti nella riuscita di questo piatto, ma possono essere utilizzate zucchine di diversa qualità purché dell’orto e fritte in olio extravergine d’oliva. La mantecatura finale, fuori dal fuoco, prevede che sia l’acqua di cottura ad amalgamare i sapori e unire i formaggi. Non ci resta che dare la ricetta affinché chiunque, anche a casa propria, possa apprezzare il gusto dello spaghetto alla Nerano.

Ricetta dello spaghetto alla Nerano

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di spaghettoni artigianali
  • 700 g di zucchine fresche 
  • 80 g di Provolone del Monaco grattugiato
  • 80 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 40 g di Pecorino Romano grattugiato
  • Basilico fresco
  • 350 ml olio extravergine d’oliva + 150 ml olio d’arachide (per friggere)
  • Uno spicchio d’aglio
  • Sale e pepe nero q.b.

Lava e asciuga le zucchine, affettandole a rondelle di circa 2 millimetri di spessore. Friggile nella miscela d’oli a 180 gradi, finché sono dorate; scolale con una schiumarola e ponile a riposare su un piatto foderato di carta assorbente o per fritti. Sala, lava e asciuga il basilico e mettilo sulle zucchine appena cucinate.

Cuoci la pasta in abbondante acqua salata. Nel frattempo, in una padella di alluminio abbastanza grande fai soffriggere, in un giro abbondante d’olio extravergine, uno spicchio d’aglio a fuoco moderato. Quando è appena dorato, elimina l’aglio e aggiungi alla padella le zucchine già fritte, lasciandole sfrigolare a fiamma bassissima.

Scola gli spaghetti al dente e riserva la loro acqua, aggiungili alla padella e completa la cottura aggiungendo gradualmente circa due tazze dell’acqua di cottura. Qualche secondo prima di ritirare dal fuoco aggiungi il basilico e il pepe nero. Versa la pasta e zucchine in un’altra padella e aggiungi rapidamente i formaggi, mescolando continuamente e regolando la densità della crema con eventuale altra acqua di cottura. Buon appetito!


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Invasione turca a Massa Lubrense

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di Miriam Russo

Siamo nel 1558 quando i turchi si muovono nelle acque del mar Mediterraneo alla ricerca di conquiste territoriali e beni da saccheggiare. Uno di questi assedi è l’invasione turca a Massa Lubrense e Sorrento.

L’invasione

Il 13 giugno del 1558, l’ammiraglio ottomano Pialì Pascià e la sua flotta attaccarono e invasero la Penisola Sorrentina, provocando un migliaio di morti e facendo almeno 4.000 prigionieri. Sbarcando durante la notte sulla spiaggia di Marina del Cantone, infatti, circa 2.000 corsari scalarono rapidamente i pendii del promontorio alla ricerca di casali e altri luoghi da razziare e saccheggiare. La flotta si divise in tre gruppi, quaranta navi approdarono all’alba ai piedi di Massa Lubrense e altre quaranta sulla spiaggia di Sorrento. Così, i Saraceni sorpresero gli abitanti di Massa nel sonno, facendo prigionieri i pochi che riuscirono a salvarsi.
Nonostante il violento arrivo e i primi attacchi, Massesi e Sorrentini si batterono per difendere la propria patria, ma dopo 10 giorni di scontri si arresero davanti alla potenza dell’esercito turco.
Resta “sorprendente” il fatto che nessuno degli abitanti della Penisola, tra sentinelle e soldati, si fosse accorto dell’invasione. Ricordiamo, infatti, che ai tempi era ben noto che i turchi stessero navigando nelle acque del Mediterraneo già da diversi giorni. Per questo motivo, si dice che fu un traditore turco, schiavo di una famiglia nobile di Sorrento, ad aprire le porte della città agli invasori. L’esito fu la distruzione e il saccheggio della città e la cattura di circa 4.000 abitanti che, rinchiusi e addossati nelle stive delle galere, furono condotti a Costantinopoli per essere venduti al mercato.

Le torri costiere

A seguito di questo terribile avvenimento, il vicerè del Regno di Napoli Don Parafan de Ribera fece costruire delle nuove e fortificate torri di avvistamento. In quel periodo furono anche ricostruite e migliorate la Torre trecentesca dei Galli e quella coeva di Punta Campanella. Furono disposte così che ognuna fosse ben visibile dalle due vicine. In questo modo, si potevano effettuare segnalazioni con il fuoco e con il fumo ripetute a catena di torre in torre in caso di pericolo. Al contempo, da altre torri dette “cavallare” partiva un guardiano a cavallo per mettere in allarme gli abitanti dei Casali.

Una delle torri costruite dopo l'invasione turca a Massa Lubrense del 1558

La leggenda

C’è anche una nota leggenda legata all’invasione turca del 1558 che riguarda la campana di Punta Campanella. Visti e vissuti gli avvenimenti del terribile attacco, il 14 febbraio, giorno di Sant’Antonino patrono di Sorrento, i devoti di Massa Lubrense vi si recavano in processione. Da lì pare che si udissero i rintocchi di una campana provenienti dalle profondità del mare. Quanto più erano forti, tanto più il mare era agitato: segnalavano, dunque, un pericolo imminente.

Invasione turca a Massa Lubrense: Torre saracena di Punta Campanella


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Hiking per bambini: le Merende Itineranti di Lucia Sessa

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di Miriam Russo

Merende Itineranti 2022: hiking per bambini

L’hiking è un’attività molto praticata oggigiorno. Si basa sulla camminata lungo percorsi immersi nella natura, solitamente in montagna, con lo scopo di esplorare e scoprire il territorio, vivendolo, così, ancor più da vicino.
Non solo questo tipo di escursioni è largamente diffuso nelle zone di Massa Lubrense, ma è ulteriormente ampliato grazie a proposte ed eventi per grandi e piccini. In particolare, questi ultimi possono avvicinarsi a questa avvincente attività e, allo stesso tempo, conoscere il territorio. A tal proposito, uno dei progetti più fortunati è “Merende Itineranti”, curato da Lucia Sessa per la Pro Loco Massa Lubrense, alla quale abbiamo rivolto alcune domande per sapere qualcosa in più riguardo l’hiking per bambini.

Cos’è l’hiking e perché è un’attività ideale per tutte le età

L’hiking è, in generale, l’attività del camminare, che si differenzia dal trekking in termini di durata: mentre il trekking (anch’esso molto praticato a Massa Lubrense) prevede percorsi ed escursioni distribuiti in più giorni, l’hiking si svolge nell’arco di una giornata. Quella dell’hiking, inoltre, è un’attività che si concentra maggiormente sull’aspetto motorio ed è, quindi, vissuta soprattutto come attività sportiva. Estendendola ai bambini, essa fa sì che anche loro si mettano in moto e, contemporaneamente, siano curiosi di scoprire il territorio.
È l’ideale per tutti perché, grazie alla sua breve durata, permette anche ai più piccoli di mettersi in movimento senza troppa fatica. Inoltre, come Lucia Sessa ha tenuto a sottolineare, aiuta a ritrovare il buon respiro, cosa che ha grandi e positivi riscontri sia sulla condizione fisica che psicologica dei camminatori.

Gruppo di ragazzi delle Merende Itineranti

Regole dell’hiking riproposte ai bambini

Pur essendo un’attività libera, anche l’hiking ha le sue regole, fondate soprattutto sul rispetto della natura circostante e degli altri. Per questo motivo, durante i percorsi si invitano i bambini al silenzio e/o a soffermarsi in alcuni punti, così da rispettare l’andatura comune e a prendersi del tempo per respirare e osservare ciò che gli sta attorno. Altra indicazione fondamentale è, poi, quella di seguire e ascoltare con attenzione la guida che, oltre a descrivere particolari interessanti lungo il percorso, ne indica gli eventuali pericoli.

Ragazzi delle Merende Itineranti in cammino

Le “Merende Itineranti”

Si tratta di un progetto nato con lo scopo di creare attività appositamente per i ragazzi nel periodo estivo. Sin dal principio, l’intento è stato duplice: attività fisica da una parte e conoscenza del territorio dall’altra. Nel corso del tempo, poi, grazie ai riscontri positivi ottenuti, Lucia Sessa e il suo team hanno potuto diversificare la loro proposta. Hanno scelto tratti anche più lunghi che li hanno condotti in aziende agrituristiche dove i bambini hanno potuto stare a contatto con gli animali o anche conoscere la produzione casearia del posto. Alla base, c’è sempre una volontà di coinvolgimento verso i ragazzi a cui vengono affidate delle vere e proprie attività pratiche. In alcune esperienze, ad esempio, hanno potuto scoprire località particolari e vedere da vicino lo svolgimento dei vecchi mestieri.
In più, al momento della merenda, ai bambini vengono offerti prodotti biologici locali, con l’intento di curare anche l’alimentazione, altra regola fondamentale dell’hiking.

Hiking per bambini: attività di conoscenza e scoperta in agriturismi previste dal progetto Merende Itineranti

Prime reazioni e approcci

La prima risposta al progetto è stata senz’altro positiva e propositiva: i bambini hanno visto nelle Merende un’occasione di condivisione e un modo per stare insieme al termine della scuola. Allo stesso tempo, anche i genitori hanno trovato piacere a scoprire caratteristiche del luogo di cui, nell’abitudine frenetica della vita quotidiana, neanche si accorgevano. Nel corso del tempo, ovviamente, ciò ha maturato una sempre maggiore volontà di partecipazione che ha reso il progetto affermato e fondamentale per il territorio.

Attività e giochi dei ragazzi delle Merende Itineranti

Fasce d’età per l’hiking

L’hiking è realmente un’attività alla portata di tutti: i bambini che partecipano ai sentieri delle Merende Itineranti, infatti, hanno dai 5 anni in su. In casi di itinerari più difficoltosi, la fascia d’età può salire, ma di base resta un’attività indicata per tutte le età. C’è, infatti, una selezione accurata dei percorsi, con l’ideale fondante della massima inclusività. Per questo si propongono sentieri accessibili anche a partecipanti con disabilità, dando loro la possibilità di aderire alle Merende e beneficiare sia dell’hiking in quanto tale sia della scoperta del territorio. L’hiking sul territorio, infatti, è praticato coinvolgendo e andando a ricoprire tutte le frazioni di Massa. Pertanto, si organizzano itinerari e sentieri che vanno a toccare varie zone del posto così da creare ancor più collettività e conoscenza.

Hiking per bambini: gruppo di grandi e piccini in cammino

Tutte queste caratteristiche – e il modo in cui Lucia Sessa e il progetto delle Merende Itineranti se ne sono fatti portavoce – rendono l’hiking un’attività unica nel suo genere che tutti, adulti e bambini, dovremmo provare. L’invito è quello di sperimentare cosa significhi realmente immergersi nella natura, alla scoperta del territorio di Massa Lubrense e di se stessi.


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5 piatti imperdibili della cucina locale

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di Miriam Russo

Uno dei punti di maggiore forza del territorio è sicuramente la cucina, che, con la sua grande varietà di prodotti, è in grado di rispondere a tutti i gusti e palati, regalando un’esperienza unica e irripetibile.
Di seguito, 5 piatti imperdibili della cucina locale, che vi consigliamo di assaggiare e gustare in particolar modo dopo esservi dedicati all’esplorazione che gli intensi paesaggi di Massa Lubrense offrono.

Zeppoline di alghe
L’antipasto ideale per iniziare a conoscere la gustosa cucina locale sono le zeppoline di alghe: si tratta di frittelle di “pasta cresciuta (denominazione tipica napoletana che indica la pasta lievitata) a cui vengono aggiunte le alghe di mare. Il connubio dona un caratteristico ed unico profumo di mare. La loro semplicità le rende adatte a qualsiasi occasione e gusto personale.

Uno dei 5 piatti imperdibili della cucina locale: spaghetti alla Nerano

Spaghetti alla Nerano
Classico della cucina napoletana, nonché primo piatto che prende il nome dall’omonima frazione di Massa Lubrense, gli spaghetti alla Nerano sono quasi un simbolo del territorio locale. Sono fatti con zucchine, prima fritte e poi unite al basilico, e provolone, con varianti che prevedono anche l’utilizzo del burro e della caciotta. Anche questo un piatto semplice, ma squisito.


Ravioli alla caprese
Come alternativa, un altro validissimo primo piatto sono i ravioli alla caprese. Il trio di basilico, mozzarella filante e pomodori rende questa pietanza completa e saporita. Con la sua semplicità, ma allo stesso tempo bontà, permetterà di portare in tavola sapore e tradizione, conquistando anche i palati più difficili.

Piatti imperdibili: pesce spada alla brace, condito con sale, olio, limone e foglie d'alloro

Pesce spada alla brace
Il quarto dei nostri 5 imperdibili della cucina locale è il pesce spada alla brace. Questo secondo piatto è tra i più prelibati della tradizione. Il pesce spada ha un gusto intenso e piacevole al palato, gusto che viene esaltato dalla marinatura all’olio d’oliva, succo di limone, aglio e prezzemolo. La cottura alla griglia, poi, risalta ancor di più odori e sapori di questa ricetta semplice, ma deliziosa. Sicuramente tra i piatti più consigliati.


Piatti imperdibili: monoporzione di delizia al limone

Delizia al limone
Per concludere il pranzo ideale all’insegna del buon gusto e della tradizione, immancabile è la delizia al limone. Si tratta di un dolce delicato, caratteristica dovuta alla crema di limoncello, ma allo stesso tempo deciso, tratto distintivo dei limoni che la compongono. Questi ultimi permettono di rinfrescare, ripulire e gustare contemporaneamente. Il tutto unito a del soffice pan di Spagna, che crea le fondamenta del dolce perfetto.


Tutto questo è solo un assaggio di ciò che la terra e la cucina di Massa Lubrense hanno da offrire, un ipotetico menù per conoscere meglio i suoi prodotti e, allo stesso tempo, le sue radici. L’incontro perfetto tra bontà e storia che chiunque dovrebbe avere il piacere di scoprire.


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Le sagre: un’opportunità per conoscere il territorio

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di Claudia Fontana

Le sagre sono delle feste popolari di carattere locale, solitamente legate a una festa religiosa, spesso per commemorare un santo. Nella maggior parte dei casi le sagre sono animate musica e attività divertenti; mentre immancabile è l’offerta gastronomica. A Massa Lubrense si svolgono diverse sagre durante l’anno dove si possono gustare i prodotti migliori della nostra terra.

Sagra della zucchina

Si svolge la seconda domenica di luglio nel borgo di Acquara per celebrare il santo patrono cioè San Vito. Il giorno di San Vito si celebra, in realtà, il 15 giugno ma è consuetudine svolgere la sagra a luglio. Il momento più importante è sicuramente la processione che attraversa tutto il borgo. Tra le buonissime pietanze che si possono mangiare ci sono molti piatti a base di zucchine come la famosa parmigiana e gli spaghetti alla Nerano.

Sagra del Limone Massa Lubrense

Sagra del limone 

Tra le sagre più famose del territorio vi è sicuramente la sagra del limone. Si tiene nel mese di luglio ed è dedicata ad uno dei prodotti tipici della nostra terra: il limone. Qui si possono assaggiare varie pietanze e specialità a base di limone come il sorbetto e il risotto e si può anche provare il famoso limoncello.

Sagra della lumaca

Molto famosa e apprezzata è anche la sagra della lumaca che si tiene il 29 giugno a Monticchio. La sagra si svolge in occasione della festa di San Pietro. Inizia con una lunga processione seguita dalla banda musicale di Massa Lubrense. Durante la sagra, oltre a piacevoli spettacoli musicali e varie attività per i più giovani, si possono assaggiare gustose lumache cucinate nei modi più svariati.

Sagra della patata

La sagra della patata, invece, si svolge per celebrare San Costanzo nel borgo di Termini. Si tiene un fine settimana del mese di luglio. Il prodotto principale è quindi la patata, che è alla base di tutti i piatti, dai primi fino al dolce. Tra le specialità ci sono i crocchè, i ravioli di patate e le graffe napoletane.

Sagra del pomodoro

La sagra del pomodoro si svolge il primo weekend di agosto nel borgo di Torca, in occasione delle celebrazioni per la patrona Sant’Anna. Come per la sagra della zucchina, anche in questo caso la festa della santa è, in realtà, in un giorno diverso cioè il 26 luglio. Si può gustare il pomodoro in molte ricette tradizionali e non, il tutto sempre accompagnato da musica e divertimento.

Sagra del fiordilatte

In occasione della festa patronale del SS. Salvatore, il 6 agosto, si tiene la sagra del fiordilatte nel borgo di Schiazzano. Il fiordilatte, uno dei prodotti tipici di Massa Lubrense, è protagonista, ma qui si possono assaggiare anche il famoso provolone del monaco e una grande varietà di formaggi locali.

Sagra della melanzana

La sagra della melanzana si tiene il 15 agosto nel borgo di Marina della Lobra per celebrare la festa della Madonna dell’Assunta. Per la ricorrenza religiosa si svolge una processione via mare fino allo scoglio del Vervece. La sera, invece, si possono gustare varie pietanze a base di melanzane, tra cui le famose melanzane al cioccolato.


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Schiazzano: alla scoperta del Provolone del Monaco

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di Claudia Fontana

Schiazzano è una piccola frazione di Massa Lubrense ed è uno dei maggiori luoghi di produzione del Provolone del Monaco. Il villaggio, da sempre legato al commercio marittimo, è stato in passato tra i borghi più ricchi di Massa Lubrense. Oggi gli abitanti di Schiazzano continuano a fondare la loro attività principale sul commercio, sulle attività agricole e sulla produzione dei prodotti tipici della zona.

Il centro principale del borgo è la chiesa del SS. Salvatore, patrono di Schiazzano. Costruita alla fine del Cinquecento sui resti di una chiesa quattrocentesca, fu completata verso il 1624, come indica la data riportata sul frontone dell’ingresso. La chiesa rappresenta il centro di ritrovo degli abitanti di Schiazzano e, sulla piazzetta antistante, si affacciano i ristoranti e i bar della zona. 

Schiazzano, così come tutte le frazioni di Massa Lubrense, si distingue per la buonissima gastronomia. Qui si possono gustare i prodotti tipici e assaggiare i piatti della tradizione.

In occasione della festa patronale del SS. Salvatore, il 6 agosto, si tiene la Sagra del Fiordilatte nel borgo di Schiazzano. Il fiordilatte è un altro dei formaggi tipici prodotti nella zona di Massa Lubrense. Durante i festeggiamenti si può assaggiare una grande varietà di formaggi locali, che possono essere gustati da soli o nelle ricette tradizionali, dove si usano come ingredienti principali.

Il Provolone del Monaco

In particolare, il borgo è conosciuto per la produzione del Provolone del Monaco, specialità dei tanti caseifici della zona.

Questo formaggio si produce dal 1700 quando, in seguito all’espansione urbana della città di Napoli, i pastori che vivevano sul Vomero si trasferirono sui Monti Lattari e iniziarono a sfruttare gli ampi pascoli della zona. 

Provolone del Monaco

Il Provolone del Monaco veniva prodotto nelle nostre terre e trasportato a Napoli via mare.

Chi era il “monaco”?

I trasportatori, per ripararsi dal freddo e dall’umidità durante il viaggio, erano soliti coprirsi con un grande mantello simile al saio indossato dai monaci. Da allora, le persone che lavoravano presso il porto di Napoli, iniziarono a chiamare il trasportatore “Monaco” e il suo formaggio “Provolone del Monaco”.

Il formaggio si ottiene con una cagliata maggiormente cotta rispetto al caciocavallo. La maturazione è lenta e non prevede l’aggiunta di conservanti né fermenti. La stagionatura, che può anche avvenire in grotta secondo il disciplinare di produzione, parte da un minimo di sei mesi. Sono molte le aziende che, tra i territori di Vico Equense e Massa Lubrense, hanno formato un consorzio di tutela portando questo prodotto all’attenzione nazionale e internazionale. 


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Primavera a Massa Lubrense

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di Eleonora Aiello

La primavera a Massa Lubrense è uno dei periodi migliori per passeggiare, rilassarsi e godere dell’aria aperta.

La tanto attesa primavera, che scaccia via il freddo e la pioggia dell’inverno, non può far altro che rendere Massa Lubrense un perfetto scenario per tutte le attività che si possono fare in questa bella stagione.

Finalmente le temperature si alzano e il sole ci inizia a riscaldare. Se prima oscillavano dai 6°C ai 12°C, adesso vanno dai 10°C ai 25°C.

In primavera a Massa Lubrense si gode di giornate meravigliose nella più completa tranquillità, in quanto spiagge e posti turistici non sono troppo affollati.

La primavera è anche la stagione perfetta per gli amanti del trekking poiché il clima è ideale per passeggiare e andare alla scoperta di luoghi magnifici. La natura torna a sbocciare e i panorami si riempiono dei colori della fioritura.

Massa Lubrense ad aprile

Temperatura media: 15°C (59°F)

Temperatura media del mare: 16°C (61°F)

Con il cambio d’ora le giornate si allungano e il tramonto, che a fine marzo è alle ore 19:20 circa, arriva fino alle ore 20:00: possiamo beneficiare di molte ore di sole ad aprile.

Ci sono infinite attività da poter fare col primo bel tempo: visitare centri storici, fare passeggiate nella natura e rilassarsi all’aria aperta.

Massa Lubrense a maggio

Temperatura media: 19°C (66°F)

Temperatura media del mare: 19°C (66°F)

Tornano gli abiti leggeri, le persone hanno voglia di stare all’esterno e i tavoli all’aperto di bar e ristoranti iniziano a riempirsi. Passeggiare è piacevole, sia in natura che nei centri abitati. C’è più movimento per le strade, ma senza folla.

I più temerari e non freddolosi possono iniziare già a fare i primi bagni, quando il sole e le temperature lo permettono. Le bellissime spiagge di Massa Lubrense non saranno per niente affollate!

Massa Lubrense a giugno

Temperatura media: 24°C (75°F)

Temperatura media del mare: 23°C (73°F)

Le temperature si alzano e finalmente possiamo godere di un mese all’insegna di sole e mare. È il momento perfetto per le gite in barca o in canoa, le immersioni e lo snorkeling.

Un bel tuffo è il meritato premio per passeggiate alla Baia di Ieranto o al Fiordo di Crapolla. Dai punti panoramici di Massa Lubrense, l’appuntamento con il tramonto è alle 20:30.

Fonti dati metereologici:

Che tempo faceva a Massa Lubrense – Archivio Meteo Massa Lubrense » ILMETEO.it

Temperatura dell’acqua del mare a Massa Lubrense oggi | Italia (seatemperature.info)


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Le torri saracene a Massa Lubrense

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di Eleonora Aiello

Il territorio di Massa Lubrense è costellato di torri di guardia costiere, le cosiddette “torri saracene”. Sono la testimonianza di un sistema di avvistamento e difesa volto a proteggere la popolazione dalle incursioni dei corsari.

Storia

Le torri di guardia sul territorio di Massa Lubrense furono edificate in diversi periodi: durante il periodo Longobardo-Normanno (IX secolo), sotto gli Angioini (1266 -1442) che furono i primi a ideare un vero e proprio sistema difensivo, e con gli Aragonesi (1442 -1503) che continuarono l’opera.

I pirati saraceni cominciarono ad attaccare le nostre coste durante il IX secolo. Con ferocia inaudita, saccheggiavano e distruggevano i villaggi, rapivano uomini, donne e bambini per venderli come schiavi.

Nel 1500 le incursioni dei pirati saraceni, barbareschi e turchi si fecero più frequenti. Oltre ad attaccare le navi mercantili nel mar Mediterraneo, i corsari sbarcavano sulle spiagge e si spingevano verso l’interno per cercare villaggi da razziare e cristiani da catturare.

Tra le incursioni più cruente avvenute in Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana ricordiamo: l’attacco subito da Cetara (1534), la strage di Conca dei Marini (1543), l’invasione turca a Massa Lubrense e Sorrento (1558), l’invasione turca a Vietri (1587).

Fu così che le fortificazioni costiere si fecero sempre più necessarie. Infatti, è nel periodo del vicereame spagnolo che si edificò la maggior parte delle torri ancora oggi esistenti. Nel 1563 Don Parfan de Ribera Duca d’Alcalà emanò un editto che impose la costruzione di torri costiere presidiate da militari su tutte le coste del Regno di Napoli. 

Tuttavia, il grande progetto non fu mai completato, sia per mancanza di fondi che per il sopraggiungere della battaglia di Lepanto, che sottrasse numerose galee alla flotta turca. Le torri persero via via la loro importanza strategica e vennero utilizzate per altri scopi.

Torre di crapolla – Fotografia di Giovanni Gargiulo

Caratteristiche

Le torri di epoca angioina erano a pianta cilindrica, alte, dalla muratura non molto spessa e avevano principalmente una funzione di guardia. Servivano a segnalare l’arrivo dei pirati con fuochi o tramite segnali di fumo, in questo modo si avvertiva la popolazione di cercare riparo nei boschi, nelle grotte o nelle fortificazioni.

Con l’intensificarsi degli attacchi, si vide necessario rendere le torri più resistenti e massicce; si preferì la pianta quadrata, con uno spessore della muratura maggiore sul lato esterno. A una prima serie di torri di vedetta, si sostituirono a poco a poco torri di difesa, armate con cannoni e presidiate da un corpo di guardia comandato dal torriere.

Il sistema difensivo prevedeva che ogni torre fosse costruita in posizione tale da essere visibile da quella più vicina, in modo che le segnalazioni di pericolo potessero essere più efficaci e veloci.

A segnare il passaggio da una forma all’altra fu l’introduzione dell’artiglieria, che rese indispensabile il cambiamento di tali fortificazioni. L’artiglieria era posta sulla piazza e non all’interno della torre, poiché i gas e i fumi sprigionati dalle armi avrebbero danneggiato le stesse per la mancanza di saturazione. La torre quadrata risultava più funzionale rispetto a quella cilindrica anche perché consentiva di poter contenere più armi.

Torre Minerva – Fotografia di Giovanni Gargiulo

Cosa ne rimane?

Di queste antiche strutture difensive, in penisola sorrentina sopravvivono numerose testimonianze. Alcune non sono altro che ruderi, a causa della mancanza di manutenzione, mentre altre, sottoposte a interventi di recupero, sono state adattate agli usi più disparati.

Torri saracene

Le torri principali

Sono nove le torri che ancora esistono lungo le coste di Massa Lubrense. Lungo il versante napoletano della costa massese ci sono quelle di Capo Massa, Capo Corbo, San Lorenzo, Fossa di Papa e Minerva. Le altre, Montalto, Nerano, Recommone e Crapolla, sono invece sul versante salernitano.

Massa Lubrense è ricca anche di strutture di difesa interne, costruite sulla fascia collinare. Ne sono un esempio il “Torrione”, struttura edificata per difendere l’ex collegio gesuitico, e le case-torri, erette prevalentemente da privati. La popolazione utilizzò le torri anche dopo le incursioni saracene: Torre Turbolo, al borgo dell’Annunziata, nel Seicento fu sede del Monte dei Pegni; la Torre Ghezi, presso Sant’Agata sui due Golfi, servì come rifugio durante la seconda guerra mondiale.

Mappa delle torri sulla costa di Massa Lubrense


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I prodotti tipici di Massa Lubrense

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Il clima mite e la fertilità delle terre di Massa Lubrense rendono questo luogo ricco e unico per i prodotti che si producono. Sin dai tempi antichi, nella zona, si coltivavano frutti saporitissimi, cereali, ma soprattutto l’olio e il vino e quest’ultimo, a detta dello storico Cesare Capaccio, vissuto tra il Cinquecento e il Seicento nel Regno di Napoli, oltre a essere di ottima qualità, era “leggero e utile agli infermi”. Oggi risultano molto graditi ai cittadini e ai visitatori i pomodori da insalata, l’olio, i formaggi, le mele e i limoni di Massa. 

Il pomodoro di Massa si presenta di un colore rosso intenso e sposa perfettamente il fiordilatte. Condito con olio extravergine d’oliva e con una foglia di basilico fresco, forma la famosa caprese, delizia dei palati più sopraffini. La sua coltivazione risale agli inizi del Novecento quando, portando i limoni in America, i naviganti della zona ne importarono i semi. 

L’olio extravergine d’oliva, anch’esso tra i prodotti autoctoni, nasce dalle olive dei meravigliosi uliveti digradanti verso il mare. La sua coltivazione risale a tempi antichissimi, e i pellegrini, che portavano l’olio in dono alla dea Minerva in un santuario di Massa a lei dedicato, ritenevano la dea inventrice delle olive e dell’olio. Il suo colore è giallo, tendente al verde, fluido, equilibrato e dolce, non molto acido. 

Il fiordilatte e il provolone del monaco sono le specialità dei tanti caseifici della zona. Quest’ultimo si produce dal 1700 e si ottiene con una cagliata maggiormente cotta rispetto al caciocavallo. La maturazione è lenta e non prevede l’aggiunta di conservanti né fermenti. Tra i territori di Vico Equense e Massa Lubrense le tante aziende del provolone del monaco hanno formato un consorzio di tutela portando questo prodotto all’attenzione nazionale e internazionale. 

Un altro tra i prodotti di questa terra è la famosa mela limoncella. Di origine antica, questo tipo di mela è principalmente legata alla frazione di Sant’Agata sui due golfi. La mela è chiamata in questo modo a causa del suo aroma asprigno, che ricorda gli agrumi. Viene spesso utilizzata anche nella preparazione di marmellate e crostate.

Ma è il principe degli agrumi, il limone, a essere il prodotto più famoso di Massa Lubrense: ha una polpa gialla ed è ricco di oli essenziali e vitamina C. Nella famosa Sagra del Limone, che si tiene ogni anno nei mesi estivi nel centro di Massa, il limone viene utilizzato in mille modi, dall’antipasto al dolce, sulla pizza e con i formaggi. Il succo abbondante e la sottile buccia profumata ne fanno un prodotto ideale per la granita e il famoso limoncello.


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