Presentazione della carta interattiva del Museo Diffuso

Presentazione della carta interattiva del Museo Diffuso

Domenica 26 Gennaio alle ore 17.30, nella Sala delle Sirene del Comune di Massa Lubrense, sarà presentata al pubblico la nuova carta turistica interattiva “Massa Lubrense – Il Museo Diffuso“.

La nuova carta interattiva nasce da un’idea della Pro Loco Massa Lubrense e sarà una valida guida per gli escursionisti che, in numero sempre maggiore, visitano il territorio di Massa Lubrense, anche nei periodi di bassa stagione.

Il lavoro nasce durante lo scorso anno scolastico, nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro che lega la Pro Loco all’Istituto Polispecialistico San Paolo.

Ai ragazzi frequentanti la classe III, attraverso lezioni frontali in aula e uscite sul territorio, è stata spiegata la valenza, in termini economici e di immagine, del “turismo religioso” o, per meglio dire, “religious light turism”: il turismo sociale nel quale le chiese e i monumenti raccontano l’evoluzione di un territorio.

“Questo tipo di turismo è molto più antico di quel che si pensa – ci racconta entusiasta il Presidente della Pro Loco Teresa Pappalardo – e proprio sul nostro territorio se ne ritrova una delle più importanti testimonianze: Punta Campanella già nel 31 a.C. era meta di un vero e proprio pellegrinaggio, così come testimoniato nella tabula peutingeriana.

Questo lavoro, patrocinato anche dall’Amministazione Comunale, è frutto della collaborazione di alcune delle più belle intelligenze che abbiamo sul territorio: Romina Amitrano, Ester Esposito, Valentina De Gregorio, Amalia Guarracino, Gennaro Galano, Domenico Palumbo, Gaetano Starace e Carlo Esposito. A loro va tutta la mia gratitudine per aver realizzato qualcosa di meraviglioso per il nostro territorio.

Siamo partiti dall’idea di concepire le chiese non solo come luoghi di culto, ma come testimoni e custodi di storia e tradizioni di Massa Lubrense.

In 6 itinerari abbiamo cercato di ricostruire dei pezzi della nostra storia locale. Nel fare ciò abbiamo anche pensato di “immergere” totalmente i visitatori nella nostra realtà, dando loro l’opportunità di avere sempre al fianco delle special guides. Così è nata l’idea di dotare ogni sentiero di un QR code attraverso il quale si ha accesso a ulteriori informazioni e a video nei quali, di volta in volta, vengono illustrati e spiegati gli edifici più rappresentativi.”

Insomma, una carta innovativa e insolita, così come insolita sarà la sua presentazione. Domenica prossima, a fianco della Pro Loco e degli autori della brochure, ci saranno il giornalista Ciriaco Viggiano, in qualità di moderatore, e Tony Tammaro, eclettico artista napoletano e di cui in pochi conoscono la grande passione per i libri, che avrà un duplice ruolo: oltre a rallegrare la platea con le sue canzoni, sarà parte attiva proprio della presentazione, poiché la cultura, per essere veicolata al meglio, ha spesso bisogno di leggerezza.


BookSophia – Festival della classicità

La terza edizione di BookSophia si terrà a Massa Lubrense, nei giorni 14, 15 e 16 novembre 2019.

Che cos’è BookSophia?  BookSophia è un format ‘student centred learning’: prevede lectio magistralis, laboratori, mostre, open spaces, nei quali si approfondisce la conoscenza del mondo antico; credendo che la memoria non sia affatto una citazione, bensì un elemento ancora vivo, ci si interroga sul mondo contemporaneo attraverso l’eredità del mondo classico.
Quale eredità? Quella del mondo antico, la ‘xenìa’, la ‘paideia’ e la ‘sophia’ dal mondo greco, la ‘lex’ dal mondo latino, il ‘libro’ dal mondo medioevale. La ‘xenìa’ è il dovere dell’ospitalità, la ‘sophia’ è il ‘saper fare’ e non la posa da intellettuale, la ‘paideia’ è l’educazione dei ragazzi, che vuol dire innanzitutto ‘educazione ad essere cittadini’; la ‘lex’ è la legge, ciò che rende l’uomo pari all’altro; il ‘libro’ è ciò che ha costruito l’Europa. Proprio quest’ultima parola l’abbiamo voluta rendere in inglese, perché il messaggio non è invitare a ritornare ad un passato che non c’è più, bensì di lasciare il passato lì dov’è, di approfondire la sua diversità, per muoversi poi da quella complessità a questa nostra, contemporanea e globale. Solo così la ‘xenìa’ diventa ‘etica della tolleranza’, la ‘paideia’ educazione all’umanità, la ‘sophia’ diventa ‘mezzo del sapere’, la ‘lex’ ‘teoresi dell’uguaglianza’, il ‘book’ ‘dialogo aperto’. 

Che cosa prevede BookSophia? Il Festival organizza in 3 giorni: Lectio Magistralis condotte da professori universitari; incontri con autori e personalità del mondo della cultura; laboratori didattici pensati per i ragazzi del primo ciclo di studi; mostre, performance artistiche, rappresentazioni di teatro classico; spazi liberi di confronto (Open Space); escursioni didattiche. Il Festival è totalmente libero: nessun biglietto da pagare. Per motivi organizzativi si chiede solo la registrazione a ciascuna session che si intende seguire.
Il primo giorno è dedicato alla radice ‘Lex’; il secondo a ‘Paideia’; il terzo a ‘Sophia’.

Perché partecipare? Perché BookSophia vuole fare cultura. Professori del mondo dell’Università e del mondo delle Scuole Superiori tengono lezioni e laboratori aperti al grande pubblico su un tema inerente la Lex, la Paidea o la Sophia. Ogni relatore crede che la Classicità non abbia ancora esaurito quello che ha da dire e che perciò, più di ogni altra cosa, si candida oggi a strumento efficacissimo per interpretare le domande della contemporaneità: dal senso della vita, al dialogo con l’Altro; dalla cittadinanza attiva, al confronto su diritti e doveri del cittadino.

Perché a Massa Lubrense? Massa Lubrense ha una storia antichissima: Terra delle Sirene, sede dell’antichissimo Athenaion di omerica memoria, tappa del Grand Tour ottocentesco; si candida ad essere il luogo più idoneo per parlare di storia e di storie: i posti, le pietre, i mestieri, le atmosfere, le stradine e le frazioni tutte favoriscono l’incontro. E BookSophia vuole fare dell’incontro il suo simbolo: perché un vero incontro è fatto di passione per la parola. Scritta o narrata. Antica o moderna. 

Dove posso trovare maggiori INFO?  Sul blog ufficiale: festivalbooksophia.blogspot.it Sulla pagina FB: BookSophia- Festival della Classicità Scrivendo a: festivalbooksophia@gmail.com

Fonte: http://festivalbooksophia.blogspot.com/p/blog-page.html


In Castello – Itinerari Culturali in Campania

Castello Aragonese dell’Annunziata – Massa Lubrense

Sabato 9 marzo 2019. Appuntamento alle ore 10 nella piazza di Santa Maria Annunziata

Direttori di escursione:

ONC Graziana Santamaria Tel 335 5421455 con

Presidente del Comitato Scientifico Regionale CAI dott.ssa Vilma Tarantino

TEMPI e PERCORSO ESPERIENZIALE : circa 2 ore ( +3 le soste esperienziali e “lettura energetica della chiesa, del castello e delle torri); potremo comprendere, verificando attraverso test kinesiologici, come gli insediamenti difensivi fossero posizionati esattamente su vettori di Sud Ovest e quale sia il notevole aiuto delle energie cosmo telluriche e del riconoscimento (ed “utilizzo) dei vettori geodinamici ubiquitari

EQUIPAGGIAMENTO NECESSARIO: Scarponcini da montagna, abbigliamento escursionistico “a strati”, bastoncini telescopici, pranzo a sacco e acqua;

DIFFICOLTA’: T

Saranno presenti la Presidente della Pro Loco e i rappresentanti del Comune di Massa Lubrense, che ci offriranno un aperitivo.  Per l’occasione il Castello verrà aperto dalle 9,40 alle 13.

Situata nella zona collinare di Massa Lubrense, la frazione dell’Annunziata è la più ricca di memorie storiche: è qui che i Normanni fondarono il primo insediamento della città di Massa.

Un tempo centro storico di Massa, la frazione dell’Annunziata è oggi uno dei borghi più caratteristici del comune: un pugno di case, dai tipici tetti a volta, a circa 200 metri sul livello del mare, arroccate tra il Castello Aragonese e l’antica Cattedrale. Un intrigo di vicoli e scalinate mette in comunicazione tra loro le antiche abitazioni del borgo, quasi tutte realizzate tra i secoli XIV e XVI.

Distrutta dagli Angioini, e ancora dagli Aragonesi, l’Annunziata fu parzialmente riedificata nel Cinquecento. Anche le mura furono rifatte dopo la catastrofe del 1558: ancora oggi si può ammirare parte dell’antica cinta muraria che sorgeva attorno al Castello Aragonese. Nel luogo dove era il castello, sulla sommità della collina, fu poi eretta una torre cilindrica di difesa. Recentemente, in seguito ad alcuni lavori di ristrutturazione, l’antica torre è stata aperta al pubblico: la si raggiunge percorrendo la ripida gradinata che, dalla piazza antistante la Chiesa della SS. Annunziata, serpeggia tra le case del borgo, tutte realizzate nel caratteristico tufo grigio sorrentino. La veduta che si gode dal castello è tra le più suggestive della Penisola Sorrentina: in un colpo d’occhio si ammira il Golfo di Napoli, le colline del Deserto, delle Tore e l’isola di Capri che quasi si tocca con mano.

La Chiesa dell’Annunziata, nella piazzetta del piccolo borgo, fu cattedrale fino al 1465, quando la sede episcopale fu definitivamente trasferita nella chiesa di Santa Maria della Grazie a Massa Centro, dove rimase fino alla soppressione definitiva della diocesi lubrense nel 1801; l’annesso Conservatorio è oggi un convento dei Frati Minimi di San Francesco di Paola.

Poco distante, Torre Turbolo (eretta tra il 1607 e il 1614 come sede del Monte dei Pegni) e il più recente belvedere, attrezzato con bacheche, panchine, aiuole e un gazebo. Il belvedere dell’Annunziata è il punto panoramico per eccellenza per ammirare Capri e la costa Massese.

Più a valle, dove termina la rotabile, la settecentesca Villa Murat (o Villa Rossi), da cui nel 1808 il Re di Napoli Gioacchino Murat, ospitato dal letterato Andrea Rossi, diresse l’assedio contro gli inglesi per la riconquista di Capri. Sempre in una stanza della stessa villa Gioacchino Murat firmò la capitolazione dell’isola.

Del castello (XIV-XVII secolo) oggi sono note la torre cilindrica e il bastione/cisterna troncopiramidale che dominano la collina. Sono leggibili almeno altri quattro bastioni che, unitamente alla “muraglia”, cingevano la trecentesca Città di Massa. Fu ricostruito nell’assetto attuale dopo l’invasione dei Turchi del 1558.

I Massesi non contenti di aversi erette le Torri, le quali formavano una ritirata pronta che i cittadini di ciascun Casale potevano avere in caso di uno sbarco di Turchi su la costa, essi si fabbricarono quella bella Città di Santa Maria, la quale era sicurissima, mentre all’epoca non vi era ancora il cannone.

Ma per fatale disgrazia di questa Città si risvegliò una guerra tra Ferdinando I d’Aragona Re di Napoli e Giovanni d’Angiò francese nell’anno 1459; allora Castellamare, Vico e Massa si ribellarono contro il loro legittimo Sovrano e si diedero in mano de’ Francesi.

Questa guerra durò quasi due anni, ma nella fine il Re di Napoli cominciò a ricuperare le Città e le terre del Regno ribellate, di cui avevano preso possesso gli Angioini.

Ma la Città di Massa non volle sottomettersi al suo legittimo Sovrano, fidandosi al suo Castello che era molto forte e difficile da espugnarsi per la sua altezza; difatti sostenne l’assedio per lo spazio di due anni e si arrese solo perché gli mancò l’acqua e le provvisioni da bocca.

Pontano dice che il re Ferrante nella fine dell’anno 1464 aveva già ricuperato tutto il Regno e nello spazio di circa cinque anni, mentre girava per le Provincie onde organizzarle, lasciò la Regina Isabella sua moglie alla testa del Governo, perché era una donna molto savia, prudente, benigna e liberale, questa Regina a’ 20 di Settembre del 1465 emanò un indulto generale a tutti i cittadini di Massa e gli concesse ancora alcune grazie. Ma poi essendo ritornato il Re vittorioso, per tema che la piccola e forte Città di Massa Lubrense in altra circostanza non si fosse di nuovo ribellata, fece intimare a tutti i cittadini di sortire dalla Città con tutti i loro effetti e senza replica: né valsero sottomissioni e preghiere, tutti indistintamente furono costretti di abbandonare piangendo i patrii lari e cercare ricovero altrove.

Il Vescovo trasportò gli arredi sacri nella Chiesa della Lobra, ove fissò la sua dimora; il Governatore occupò l’antico palazzo della Regina Giovanna a Quarazzano; ed il resto de’ cittadini si dispersero per i Casali, ma i più ricchi abbandonarono per sempre la loro infelice patria e questa fu una rovina incalcolabile per Massa; mentre perdé in un punto i proprietarii delle terre, il commercio, e si vide sempre più esposta ad un invasione per parte del mare.

Abbandonata la Città di Santa Maria, questa fu intieramente demolita e ciò avvenne non senza pianto di tutta questa costiera: i Casali allora si ingrandirono di più.

(da Storia di Massa Lubrense di Gennaro Maldacea – 1840 – ristampa 1999

Per la prima volta verrà presentata la lettura bioenergetica del Borgo dell’Annunziata a cura dell’Arch. Graziana Santamaria


Riprendono a suonare le campane del Castello dell’Annunziata

Recuperate, ripulite e riposizionate in cima alla torre, in occasione dell’incontro culturale “Rintocchi di Storia Lubrense”, le campane del Castello dell’Annunziata hanno ripreso a suonare.

“C’è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parole di una storia. Non sai mai dove ti porteranno”: mai come in questo caso le parole di Beatrix Potter calzano a pennello.
Nella scorsa primavera, grazie al Comune di Massa Lubrense, assieme all’Arciconfraternita del SS. Rosario, abbiamo avuto la possibilità di poter riaprire il Castello dell’Annunziata. È stata un’avventura ricca di emozioni e soddisfazioni. Vedere le tante persone “far rivivere” un pezzo di storia lubrense è stato il più bel modo di ripagare la fatica spesa per cercare di renderlo fruibile.
Ma, come tutte le storie che si rispettino, non ci saremmo mai aspettati un finale così bello. L’Archeoclub Lubrense ha deciso di regalare all’amministrazione comunale le campane che anticamente, dalla torre civica dell’Annunziata, scandivano il tempo della comunità.
Ringraziamo di vero cuore Rosario Acone per le foto e Fulvio Acone per lo straordinario video che ci permette di condividere con tutti le emozioni di quella giornata e la bellezza di quel sito.

Ringraziamo i videomaker Roberto Russo e Michele Celentano per aver creato questo video mozzafiato.


Riapre al pubblico il Castello dell’Annunziata

Il 6 luglio 2018 riapre al pubblico il Castello Aragonese dell’Annunziata, uno dei gioielli del patrimonio comunale di Massa Lubrense.

A curare l’apertura la Pro Loco Massa Lubrense in collaborazione con l’Arciconfraternita SS. Rosario all’Annunziata e l’Istituto Polispecialistico San Paolo.

“Sono estremamente contenta e soddisfatta di poter aprire un tassello fondamentale della storia di Massa Lubrense – dichiara il presidente Teresa Pappalardo – Il mio personale ringraziamento va in primis all’Arciconfraternita che ha aderito con entusiasmo all’idea e con la quale si è instaurata una profonda e proficua collaborazione per cercare, seppur con i limitati mezzi dell’associazionismo, di rendere fruibile e accogliente il luogo; al Comune di Massa Lubrense, che ha prontamente risposto in maniera positiva alla nostra richiesta e all’Istituto Polispecialistico San Paolo con il quale abbiamo in essere un protocollo di alternanza scuola-lavoro che ha portato lo studente Francesco La Via a curare le aperture al pubblico. Con la collaborazione dello storico Gennaro Galano abbiamo predisposto una brochure inedita del luogo, che attualmente stiamo traducendo anche in inglese per consentire ai visitatori un maggior approfondimento del sito. Inoltre, stiamo stilando una serie di appuntamenti che andranno ad arricchire ulteriormente la stagione degli eventi estivi.”

Il Castello sarà visitabile dal venerdì alla domenica dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.

La frazione Annunziata e come arrivarci.


I tesori archeologici di Massa Lubrense – Corso gratuito di archeologia

I tesori archeologici di Massa Lubrense

Avrà inizio giovedì 22 febbraio 2018 alle ore 18:30, presso la sede della Pro Loco Massa Lubrense, l’interessante ciclo di lezioni “I tesori archeologici di Massa Lubrense”, incontri gratuiti e aperti a tutta la cittadinanza.


I giovedì dell’archeologia

Massa Lubrense è una terra ricca di storia, miti e cultura, che nasconde straordinari tesori archeologici molto spesso sconosciuti.
I volontari del Servizio Civile Nazionale, in collaborazione con l’Archeoclub locale, ed ospiti della Pro Loco Massa Lubrense, presenteranno un ciclo di incontri gratuiti alla scoperta dei siti di maggior interesse storico-archeologico del nostro paese: dall’Athenaion di Punta Campanella al ninfeo di Villa Cutolo, dalla Necropoli del Deserto alle Ville Romane disseminate sulle nostre coste. Questi e tanti altri i temi trattati.
L’iniziativa è rivolta all’intera cittadinanza con particolare riguardo ai più giovani. Infatti, è stata proposta alle scolaresche del Comprensivo “L. Bozzaotra” in occasione dell’Openday del 22 gennaio scorso. Oltre al commento degli operatori gli incontri saranno accompagnati dalla proiezione di diapositive e dalla distribuzione di brochure esplicative.

Fonte: Pagina Facebook Archeoclub Lubrense


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