Verso il mare

Museo Diffuso

VERSO IL MARE

Descrizione del percorso

Un percorso che da Sant’Agata sui Due Golfi conduce fino alla spiaggia di Marina del Cantone, attraversando il versante orientale della penisola sorrentina.

Dalla piazza principale di Sant’Agata, visitata Chiesa di Santa Maria delle Grazie, ci si incammina lungo Corso Sant’Agata e, all’incrocio nei pressi di Largo Padre Ludovico da Casoria, si prosegue verso destra in direzione Via Li Campi.

La rotabile conduce a Santa Maria della Neve, una piccola collina panoramica con in cima la chiesa in tufo dedicata alla Madonna della Neve. La chiesetta, già esistente nel 1500, presenta un bellissimo pavimento maiolicato del Settecento.

La passeggiata continua lungo la rotabile per circa 600 metri fino a incontrare sulla sinistra Via Colarusso, una strada panoramica che arriva fino all’incrocio con Via Tore di Termini, in un verde paesaggio agrario fatto di terrazzamenti che degradano verso il mare.

Dopo aver percorso tutta la strada, si giunge al borgo di Termini, incantevole frazione affacciata sull’isola di Capri, nella cui piazza risiede la Chiesa di Santa Croce. Recentemente restaurata, questa chiesa del Cinquecento presenta un bel pavimento maiolicato con ornati settecenteschi, elaborate lavorazioni a stucco e dipinti della stessa epoca.

Subito dopo la chiesa, a sinistra di Via Campanella, si imbocca lo stretto sentiero che conduce al villaggio di Nerano. La frazione è situata in una conca dolcemente degradante verso il mare ed è incorniciata dal costone orientale del Monte San Costanzo e dalla cresta meridionale delle Tore. Il piccolo borgo si estende intorno alla chiesa dedicata a Gesù Salvatore, la cui costruzione risale probabilmente al XV secolo.

Visitata la chiesa, l’escursione continua lungo Via Petrale, un vicolo che attraversa le caratteristiche abitazioni del borgo. Il sentiero, incrociandosi in più punti con la rotabile, continua fino alla spiaggia di Marina del Cantone. Il toponimo Nerano, secondo alcune fonti, deriva da Neronianum, una villa romana appartenuta, forse, a Nerone. Invece il nome Anarano, assieme a Jnerano e Inderano, compare per la prima volta nel 1390.

La vicinanza al mare, caratteristica che oggi rende questo luogo un’ideale meta turistica, è stata in passato fonte di numerosi pericoli. Infatti, ai primi di novembre del 1320, anno in cui si hanno le prime notizie del villaggio, sbarcarono da tre galee e da una galeota della regina Margherita uomini che inflissero gravi danni ad Anarano. Un altro sbarco avvenne all’alba del 13 giugno 1558, giorno di Sant’Antonio, e fu il più tragico di tutti. Le armate turche, al comando di Pyaly Mustafà, arrivarono al Cantone depredando l’intero territorio e facendo numerosi prigionieri.

E proprio a Marina del Cantone, sull’estremità orientale della spiaggia, si trova la chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, costruita nel 1646, con all’interno un bellissimo mosaico con disegni marini. La festa del Santo Patrono, protettore dei naviganti, si svolge il 13 giugno con una caratteristica processione via mare.

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