TRA SACRO E PROFANO

Museo Diffuso

TRA SACRO E PROFANO

Attrazioni lungo il percorso

CHIESA DI SANTA CROCE

Località: Termini

Recentemente restaurata, questa chiesa del Cinquecento presenta un bel pavimento maiolicato con ornati settecenteschi, elaborate lavorazioni a stucco e dipinti della stessa epoca. Notevole è un quadro di Guido Reni, un vero capolavoro del pittore bolognese, raffigurante la sacra Famiglia, donato dal pittore alla famiglia De Curtis che lo ospitò. Read more

PUNTA CAMPANELLA

Località: Termini

CHIESA DI SAN COSTANZO

Località: Termini

La chiesetta di San Costanzo risale alla seconda metà del Cinquecento e fu fondata da alcune famiglie locali. Purtroppo, la chiesetta è quasi sempre chiusa al pubblico, fatta eccezione per la processione del 14 maggio, quando dalla piazzetta di Termini centinaia di fedeli risalgono il Monte San Costanzo per la Santa Messa. Nel mese di luglio, invece, la statua dorata del Santo viene riportata alla sua primitiva sede, la chiesa di Termini, tra le note della banda musicale e l’accensione di spettacolari fuochi pirotecnici.

Descrizione del percorso

Un itinerario naturalistico tra antichi luoghi di culto profano e testimonianze della fede cristiana, sul promontorio di Punta Campanella.

Il percorso inizia dalla frazione di Termini, che con la sua fortunata posizione si presenta come una terrazza con una meravigliosa vista su Capri. La piazza Santa Croce prende il nome dalla cinquecentesca chiesa parrocchiale, impreziosita da maioliche del Settecento.

Di fronte alla chiesa si imbocca via Campanella, dopo circa 400 metri al bivio si prosegue a destra verso l’antica via Minervia, una mulattiera greco-romana costruita nel IV sec. a.C. e ancora parzialmente pavimentata con il basolato romano.

Si attraversa quindi il promontorio di Punta Campanella, costone alto e roccioso che si staglia nel mare verso Capri, dividendo il Golfo di Napoli dal Golfo di Salerno. Fu questo un luogo sacro ai greci che vi costruirono il tempio dedicato alla dea Atena, diventata Minerva durante il periodo romano.

Oggi sull’estrema punta è visibile una cinquecentesca torre di difesa, facente parte del sistema di torri costruite durante il periodo vicereale. Le torri furono erette a protezione del territorio lungo tutta la costa, a seguito della terribile invasione turca del 1558.

Risalendo dalla piana che ospita la torre, sulla destra, inizia il sentiero che si inerpica lungo il crinale del Monte San Costanzo e offre vedute su entrambi i golfi di Napoli e di Salerno. Il ripido e accidentato sentiero fa parte dell’Alta Via dei Monti Lattari e presenta il segnavia C.A.I. bianco/rosso. A quasi 400 metri di quota si raggiunge un pianoro dove è possibile fermarsi e godere di una vista dall’alto della bellissima Baia di Ieranto.

L’escursione riprende verso nord lungo il sentiero a sinistra del pianoro e si risale fino a giungere sulla strada rotabile, seguendo la quale si arriva alla pineta e quindi alla piccola chiesa bianca dedicata a San Costanzo. La chiesa sorge sulla cima del monte omonimo e offre un panorama a 360 gradi sui due golfi, le colline massesi e i Monti Lattari.

Il culto di San Costanzo è ancora vivo tra la gente del posto. Ogni anno, a maggio, una caratteristica processione porta la statua del Santo dalla chiesa patronale di Termini alla chiesetta sul monte, dove resta fino alla terza domenica di luglio, quando nuovamente ridiscende a Termini in processione.

La leggenda racconta che fu proprio il Santo a scegliere il luogo in cui costruire la chiesa: gli abitanti del posto avevano scelto come luogo di costruzione la punta più alta del Monte, chiamata Santa Croce, dove oggi sorge un radiofaro. Ma ogni mattina le pietre scelte per costruire la chiesa venivano ritrovate sulla cima opposta, chiamata all’epoca Monte Canutario. I fedeli, pensando di interpretare il volere del Santo, decisero quindi di costruire la chiesa sulla cima dove attualmente sorge e che è stata appunto ribattezzata San Costanzo.

Visitata la chiesa, il percorso riprende verso Termini scendendo lungo l’antica mulattiera che conduce al borgo, intersecando i tornanti della strada rotabile.

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