Author Archives: Eleonora Aiello

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Olive da olio Massa Lubrense

Alla scoperta dell’olio di Massa Lubrense

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La presenza dell’olivo a Massa Lubrense ha radici antiche e la produzione dell’olio di oliva è una di quelle tradizioni che resistono al tempo, rinnovando di anno in anno una storia fatta di profumi, di bellezza e di un forte legame con la terra e i suoi frutti.

Secondo il mito greco, alla dea Atena è dovuta la nascita del primo olivo. Già i pellegrini che si recavano al tempio di Atena – Minerva, sito sul promontorio di Punta Campanella, lungo il percorso acquistavano olio per farne offerta alla divinità, come testimoniato dai recipienti rinvenuti in loco e conservati nel Museo Georges Vallet.

Da allora, l’olivo non ha più abbandonato questa terra e domina e caratterizza l’intero paesaggio della Penisola Sorrentina. Le particolari condizioni orografiche, il clima tipicamente mediterraneo, la natura vulcanica del terreno, rendono l’ambiente della Penisola decisamente originale e tipico, come tipico è l’olio che vi viene prodotto.

L’olio “Penisola Sorrentina” DOP

La Denominazione di Origine Protetta contrassegnata dal marchio DOP è un marchio attribuito dall’UE a quegli alimenti le cui caratteristiche dipendono e sono direttamente connesse con il territorio di provenienza. Tra questi rientra anche, dal 1998, l’olio extravergine di oliva DOP Penisola Sorrentina. Tale riconoscimento prevede un Disciplinare di produzione al quale attenersi.

Questo olio presenta delle caratteristiche peculiari: colore giallo con riflessi verdi, odore fruttato e di erbe aromatiche, sapore dolce con note amare e piccanti. L’acidità non supera mai il valore di 0.80%. È ottimo soprattutto sulle grigliate di pesce e verdure, che ne risaltano il sapore.

L’olio “Penisola Sorrentina” DOP si ottiene dalla molitura delle olive “Minucciola” (note anche come “Olivo da olio”) per non meno del 65%. Il nome deriva dalle piccole dimensioni delle olive, presenti però in grandi quantità e dalla buona resa e qualità. L’olivo da olio è, senza dubbio, la varietà più diffusa nella Penisola Sorrentina. Si adatta perfettamente al clima della nostra terra e rappresenta infatti l’80% circa di tutto il patrimonio olivicolo.

Raccolta delle olive

La raccolta delle olive si effettua ogni anno tra ottobre e dicembre. Prima si raccolgono, più amaro è il gusto; man mano che le olive maturano, il sapore sarà più dolce.

Oltre alla aziende agricole, molte famiglie di Massa Lubrense posseggono piccoli o grandi oliveti. Il periodo della raccolta diventa quindi un momento di aggregazione familiare, in cui ogni aiuto è prezioso e ognuno può fare la sua parte.

Per prima cosa si posizionano sotto gli alberi delle grandi reti a maglia stretta, in modo che possano contenere le olive raccolte. Le olive vengono rimosse delicatamente dai rami, a mano o con l’aiuto di piccoli rastrelli. Per poter essere facilmente trasportate, le olive vengono poi sistemate in cassette. È necessario lavorare le olive entro tre giorni dalla raccolta poiché potrebbero ossidarsi e diventare acide.

Produzione dell’olio d’oliva

Al frantoio, dopo essere state defogliate, lavate e asciugate, le olive passano al processo della molitura, che consiste nella compressione delle olive per ottenere una pasta densa e cremosa, dall’odore pungente. Tale procedimento può essere effettuato per mezzo del frantoio di granito o meccanico, in questo caso si parlerà di frangitura.

Successivamente, si passa alla fase di gramolatura per far aggregare le micro-gocce di olio presenti nella pasta, attraverso il continuo rimescolamento.

La spremitura è l’ultima delle fasi e può avvenire in due modalità: a caldo o a freddo. Con la spremitura a caldo si utilizzano fonti di calore per facilitare l’estrazione e la resa del prodotto. Con la spremitura a freddo, invece, le temperature sono inferiori ai 27°C: ciò  garantisce la migliore qualità dell’olio estratto, anche se la resa non sarà altissima.

Al termine della spremitura si ottiene un olio già utilizzabile, commestibile anche se molto torbido. Una volta filtrato e dopo aver permesso ai residui di depositarsi sul fondo, il nostro olio è pronto per essere imbottigliato.

Le bottiglie sono di vetro scuro, per proteggere l’olio da luce e fonti di calore e mantenerne intatte le proprietà organolettiche.

Attività

Ogni anno, l’Associazione Nazionale “Città dell’Olio” organizza, in collaborazione con le associazioni locali, la “Camminata tra gli Olivi” al fine di ristabilire un legame tra i cittadini e la loro terra.


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Turismo religioso a Massa Lubrense

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di Eleonora Aiello

Intervista a Romina Amitrano

Cosa si intende per turismo religioso?

Il turismo religioso rientra nella categoria di turismo culturale ed è una forma di turismo che riguarda luoghi famosi dal punto di vista religioso e culturale.

Anche culturale perché la maggior parte dei monumenti religiosi in Italia ha al suo interno meravigliose opere d’arte.

Che differenza c’è tra turismo religioso e pellegrinaggio?

Il pellegrinaggio differisce dal turismo religioso perché la sua motivazione principale è la fede; si parte per una ricerca spirituale, una sorta di meditazione, di penitenza o di voto.

Il pellegrinaggio medievale è la prima forma di turismo e comprendeva lunghi cammini, come ad esempio il Cammino di Santiago o la Via Francigena che dalla Francia conduce a Roma. Lungo tali percorsi, gli enti religiosi davano la possibilità ai pellegrini di riposare all’interno dei monasteri o conventi, a patto che questi ultimi fossero riconoscibili. Chi faceva il cammino di Santiago indossava una collana con un guscio di capasanta che fungeva da cucchiaio, un bastone e un cappello largo che lo proteggeva dalla pioggia e dal sole.

Il pellegrinaggio è qualcosa che parte dalla fede, dalla meditazione e non guarda alla bellezza del posto, a differenza del turismo religioso.

Turismo religioso a Massa Lubrense

Quali sono le principali attrattive turistiche religiose a Massa Lubrense?

A Massa Lubrense, con il progetto Museo Diffuso, abbiamo creato dei percorsi da fare sia a piedi sia utilizzando i mezzi pubblici o la propria auto. Chi viene a Massa Lubrense ed è appassionato di camminate, può intraprendere questi itinerari liberamente e in autonomia grazie a mappe interattive.

I punti più importanti da visitare a Massa Lubrense sono:

  • Ex Cattedrale Santa Maria delle Grazie: è situata nel cuore della panoramica piazza di Massa Centro. Costruita nel 1512, è stata sede vescovile fino al 1818, quando la diocesi venne incorporata all’Arcidiocesi di Sorrento. L’attuale struttura dell’edificio e dell’annesso palazzo vescovile è settecentesca e presenta all’interno un bellissimo pavimento maiolicato, opera del maestro reggiolaro napoletano Ignazio Chiaiese. L’antica cattedrale conserva una reliquia di San Cataldo, il santo patrono di Massa Lubrense.
  • Santuario dedicato alla Madonna della Lobra: edificato nel 1564, sorge su una panoramica piazzetta che sovrasta il caratteristico borgo marinaro di Marina della Lobra. A destra dell’ingresso del santuario si trova il convento dei Francescani d’Assisi. Qui è possibile ammirare il caratteristico chiostro e un bellissimo pavimento maiolicato all’interno del refettorio. Sull’Altare Maggiore è custodito un affresco raffigurante l’immagine della Madonna della Lobra, precedentemente situato all’interno dell’antica cattedrale lubrense che sorgeva nei pressi del porto, nell’area chiamata Fontanelle. Grande è sempre stata la devozione del popolo massese verso la Madonna della Lobra; la sua immagine, infatti, la troviamo raffigurata all’interno dello stemma comunale.
  • Chiesa di Monticchio e Monastero del Santissimo Rosario: il complesso sorge nell’area sottostante l’attuale piazza della piccolo borgo di Monticchio. La sua costruzione, fortemente voluta da Suor Cristina Olivieri, risale al 1723. All’interno del convento è possibile ammirare un autentico capolavoro realizzato con maioliche settecentesche. Si tratta di tre panelli posizionati verticalmente lungo le pareti del chiostro e realizzati dal famoso maestro reggiolaro Ignazio Chiaiese. Dello stesso autore è il pavimento dell’adiacente chiesa ancora ben conservato e sul quale si possono ammirare meravigliose rappresentazioni di fiori e frutti.
  • Chiesa e Convento di San Francesco di Paola: il complesso fu fondato grazie al volere della famiglia Liparulo nel 1582, nel sito dove sorgeva un’antica cappella intitolata ai Santi Processo e Martiniano. Il pavimento della chiesa e della sagrestia sono decorati con maioliche settecentesche e il campanile è formato da un’antica torre di difesa inglobata all’interno della struttura.
  • Monastero di San Paolo: la sua costruzione risale al 1679. Attualmente vi sono ospitate le Suore Benedettine di San Paolo. Bellissimo è il panorama che si può godere dalla pineta antistante l’edificio e dal belvedere del monastero.
  • Cappella di San Sebastiano: è situata nella piccola frazione di Pastena e sorge nei pressi di un ricco corso d’acqua che prende origine dalla vicina collina del Deserto. Fu edificata nel XV secolo in occasione di una pestilenza e restaurata nel 1656 a seguito di un’epidemia di peste.
  • Cappella di Santa Maria a Tentarano: è una piccola cappella situata lungo il fianco della collina del Deserto che lentamente degrada verso la frazione di Acquara. La costruzione risale al XV secolo, a opera della famiglia Aprea, e l’origine del termine “Tentarano” è ancora oggi ignota. La cappella in pietra e dalla cupola a volta custodisce sul piccolo altare un bellissimo affresco raffigurante la Vergine allattante.
  • Cappella di San Costanzo: fondata nella seconda metà del 1500, sorge sulla panoramica cima dell’omonimo monte. Si può raggiungere la piccola chiesa a piedi o in auto dalla frazione di Termini ed è possibile visitarne l’interno in occasione delle celebrazioni religiose dedicate al Santo. In particolare, il 14 maggio e nel mese di luglio, quando si svolgono le tradizionali processioni. In queste occasioni, i fedeli conducono la statua di San Costanzo dalla chiesa parrocchiale di Termini alla bianca cappella sul monte.

Qual è il periodo più adatto per il turismo religioso nel nostro territorio?

Il turismo religioso è una tipologia di turismo che a Massa Lubrense può essere vissuto durante tutto l’anno. Il periodo che va dalla primavera all’autunno è maggiormente indicato per coloro che amano unire all’aspetto spirituale anche quello legato alle tradizioni locali, spesso strettamente connesse ai culti religiosi. Un esempio è la festa che si tiene a Marina del Cantone il 13 giugno, giorno dedicato a Sant’Antonio. I fedeli portano la statua del Santo in processione via mare e al termine si svolge una bellissima festa sulla spiaggia con musica e assaggi di prodotti della tradizione gastronomica locale.


Romina Amitrano

Insegnante e guida escursionistica. Con la Pro Loco Massa Lubrense, svolge progetti scolastici nelle scuole del territorio.



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Pastiera artigianale - Piatti Pasqua

I piatti tipici della tradizione pasquale

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di Eleonora Aiello

Massa Lubrense è conosciuta non solo per le sue risorse culturali, storiche e paesaggistiche, ma anche per la sua gastronomia. In particolare, dato l’imminente arrivo della Pasqua, andremo a vedere quali solo i principali piatti della tradizione pasquale in questo territorio.

Casatiello salato

Il casatiello, nome che deriva dal latino caseu(m) ovvero formaggio, è uno dei piatti salati per eccellenza delle festività pasquali. Al suo interno possiamo trovare vari formaggi, strutto, ciccioli e salumi vari. Il tutto poi guarnito da uova sode non sgusciate che vengono intrecciate nell’impasto come decorazione.

Casatiello guarnito con cubetti di salame, prosciutto, mozzarella e uova sode.

Casatiello dolce

E’ una ricetta che si tramanda di famiglia in famiglia, ognuna con i propri segreti e procedimenti.
Rispetto al casatiello salato ha una preparazione molto più lunga ed elaborata. Ha una lievitazione che può durare giorni, grazie all’utilizzo del “criscito” che in dialetto napoletano non è altro che il lievito madre, che gli permette di essere conservato per tanti giorni senza perdere la sua soffice consistenza.

Pastiera

È uno dei più antichi dolci pasquali della penisola. Le sue origini risalgono ai culti pagani, preparata per celebrare l’arrivo della primavera. È una torta di pasta frolla ripiena di un impasto fatto da ricotta, grano bollito, uova, spezie e canditi. La frolla della pastiera è croccante, in contrasto con il suo morbido ripieno color oro che presenta un sapore e un profumo che variano a seconda degli aromi utilizzati. La versione classica prevede l’utilizzo di cannella e acqua di fiori d’arancio come aromi, ma questo non vieta che si possano tentare accostamenti diversi.

Carciofi arrostiti

Sono considerati da sempre il contorno classico del pranzo pasquale. Per preparare i carciofi arrostiti c’è bisogno di carciofi grandi, senza peli, senza spine, con un gambo lungo e diritto. Essi vanno insaporiti con olio, aglio e prezzemolo, e poi cotti direttamente sui carboni.

Carciofi arrostiti Piatti Pasqua

L’uovo di pasqua artigianale

La scelta dell’uovo di Pasqua come simbolo di tale festività è legata al fatto che l’uovo è visto come simbolo di vita. Tutti i bambini aspettano con ansia l’arrivo di questo giorno per poter finalmente rompere le uova di cioccolata e scartarne la sorpresa. Le uova vengono realizzate per festeggiare la Pasqua sin dal 1850 e vengono usate solo in Italia o in paesi dove sono presenti ampie comunità italiane.

Oggi, le pasticcerie di Massa Lubrense preparano uova di cioccolato artigianali di tutte le dimensioni e per tutti i gusti. Un regalo apprezzato non solo dai bambini!

Colomba pasquale artigianale

Fu Dino Villani, direttore per la pubblicità della ditta milanese Motta, che, negli anni trenta del ‘900, ideò un dolce simile al panettone, ma destinato alle festività pasquali. Da allora la colomba pasquale si diffuse sulle tavole di tutti gli italiani, e anche ben oltre i confini dell’Italia. L’impasto originale, a base di farina, burro, uova, zucchero e buccia d’arancia candita, con una ricca glassatura alle mandorle, ha successivamente assunto diverse forme e varianti.

Piatti del menù di Pasqua

Menù di Pasqua con i piatti della tradizione

Per chi non ha idea di cosa cucinare per il pranzo della domenica di Pasqua, ecco a voi un menù da cui prendere spunto.

  • Antipasto: casatiello, salumi vari, formaggi e verdure;
  • Primi piatti: lasagne / pasta al forno;
  • Secondi piatti: agnello al forno / grigliata di carni varie con contorno di patate o verdure;
  • Dolci: pastiera e uova di cioccolato.

Questi sono i piatti tipici di un pranzo pasquale a Massa Lubrense, ma nulla vieta di poter creare un menù personalizzato in base alle vostre preferenze.

Buon appetito!


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Primavera a Massa Lubrense

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di Eleonora Aiello

La primavera a Massa Lubrense è uno dei periodi migliori per passeggiare, rilassarsi e godere dell’aria aperta.

La tanto attesa primavera, che scaccia via il freddo e la pioggia dell’inverno, non può far altro che rendere Massa Lubrense un perfetto scenario per tutte le attività che si possono fare in questa bella stagione.

Finalmente le temperature si alzano e il sole ci inizia a riscaldare. Se prima oscillavano dai 6°C ai 12°C, adesso vanno dai 10°C ai 25°C.

In primavera a Massa Lubrense si gode di giornate meravigliose nella più completa tranquillità, in quanto spiagge e posti turistici non sono troppo affollati.

La primavera è anche la stagione perfetta per gli amanti del trekking poiché il clima è ideale per passeggiare e andare alla scoperta di luoghi magnifici. La natura torna a sbocciare e i panorami si riempiono dei colori della fioritura.

Massa Lubrense ad aprile

Temperatura media: 15°C (59°F)

Temperatura media del mare: 16°C (61°F)

Con il cambio d’ora le giornate si allungano e il tramonto, che a fine marzo è alle ore 19:20 circa, arriva fino alle ore 20:00: possiamo beneficiare di molte ore di sole ad aprile.

Ci sono infinite attività da poter fare col primo bel tempo: visitare centri storici, fare passeggiate nella natura e rilassarsi all’aria aperta.

Massa Lubrense a maggio

Temperatura media: 19°C (66°F)

Temperatura media del mare: 19°C (66°F)

Tornano gli abiti leggeri, le persone hanno voglia di stare all’esterno e i tavoli all’aperto di bar e ristoranti iniziano a riempirsi. Passeggiare è piacevole, sia in natura che nei centri abitati. C’è più movimento per le strade, ma senza folla.

I più temerari e non freddolosi possono iniziare già a fare i primi bagni, quando il sole e le temperature lo permettono. Le bellissime spiagge di Massa Lubrense non saranno per niente affollate!

Massa Lubrense a giugno

Temperatura media: 24°C (75°F)

Temperatura media del mare: 23°C (73°F)

Le temperature si alzano e finalmente possiamo godere di un mese all’insegna di sole e mare. È il momento perfetto per le gite in barca o in canoa, le immersioni e lo snorkeling.

Un bel tuffo è il meritato premio per passeggiate alla Baia di Ieranto o al Fiordo di Crapolla. Dai punti panoramici di Massa Lubrense, l’appuntamento con il tramonto è alle 20:30.

Fonti dati metereologici:

Che tempo faceva a Massa Lubrense – Archivio Meteo Massa Lubrense » ILMETEO.it

Temperatura dell’acqua del mare a Massa Lubrense oggi | Italia (seatemperature.info)


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Le torri saracene a Massa Lubrense

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di Eleonora Aiello

Il territorio di Massa Lubrense è costellato di torri di guardia costiere, le cosiddette “torri saracene”. Sono la testimonianza di un sistema di avvistamento e difesa volto a proteggere la popolazione dalle incursioni dei corsari.

Storia

Le torri di guardia sul territorio di Massa Lubrense furono edificate in diversi periodi: durante il periodo Longobardo-Normanno (IX secolo), sotto gli Angioini (1266 -1442) che furono i primi a ideare un vero e proprio sistema difensivo, e con gli Aragonesi (1442 -1503) che continuarono l’opera.

I pirati saraceni cominciarono ad attaccare le nostre coste durante il IX secolo. Con ferocia inaudita, saccheggiavano e distruggevano i villaggi, rapivano uomini, donne e bambini per venderli come schiavi.

Nel 1500 le incursioni dei pirati saraceni, barbareschi e turchi si fecero più frequenti. Oltre ad attaccare le navi mercantili nel mar Mediterraneo, i corsari sbarcavano sulle spiagge e si spingevano verso l’interno per cercare villaggi da razziare e cristiani da catturare.

Tra le incursioni più cruente avvenute in Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana ricordiamo: l’attacco subito da Cetara (1534), la strage di Conca dei Marini (1543), l’invasione turca a Massa Lubrense e Sorrento (1558), l’invasione turca a Vietri (1587).

Fu così che le fortificazioni costiere si fecero sempre più necessarie. Infatti, è nel periodo del vicereame spagnolo che si edificò la maggior parte delle torri ancora oggi esistenti. Nel 1563 Don Parfan de Ribera Duca d’Alcalà emanò un editto che impose la costruzione di torri costiere presidiate da militari su tutte le coste del Regno di Napoli. 

Tuttavia, il grande progetto non fu mai completato, sia per mancanza di fondi che per il sopraggiungere della battaglia di Lepanto, che sottrasse numerose galee alla flotta turca. Le torri persero via via la loro importanza strategica e vennero utilizzate per altri scopi.

Torre di crapolla – Fotografia di Giovanni Gargiulo

Caratteristiche

Le torri di epoca angioina erano a pianta cilindrica, alte, dalla muratura non molto spessa e avevano principalmente una funzione di guardia. Servivano a segnalare l’arrivo dei pirati con fuochi o tramite segnali di fumo, in questo modo si avvertiva la popolazione di cercare riparo nei boschi, nelle grotte o nelle fortificazioni.

Con l’intensificarsi degli attacchi, si vide necessario rendere le torri più resistenti e massicce; si preferì la pianta quadrata, con uno spessore della muratura maggiore sul lato esterno. A una prima serie di torri di vedetta, si sostituirono a poco a poco torri di difesa, armate con cannoni e presidiate da un corpo di guardia comandato dal torriere.

Il sistema difensivo prevedeva che ogni torre fosse costruita in posizione tale da essere visibile da quella più vicina, in modo che le segnalazioni di pericolo potessero essere più efficaci e veloci.

A segnare il passaggio da una forma all’altra fu l’introduzione dell’artiglieria, che rese indispensabile il cambiamento di tali fortificazioni. L’artiglieria era posta sulla piazza e non all’interno della torre, poiché i gas e i fumi sprigionati dalle armi avrebbero danneggiato le stesse per la mancanza di saturazione. La torre quadrata risultava più funzionale rispetto a quella cilindrica anche perché consentiva di poter contenere più armi.

Torre Minerva – Fotografia di Giovanni Gargiulo

Cosa ne rimane?

Di queste antiche strutture difensive, in penisola sorrentina sopravvivono numerose testimonianze. Alcune non sono altro che ruderi, a causa della mancanza di manutenzione, mentre altre, sottoposte a interventi di recupero, sono state adattate agli usi più disparati.

Torri saracene

Le torri principali

Sono nove le torri che ancora esistono lungo le coste di Massa Lubrense. Lungo il versante napoletano della costa massese ci sono quelle di Capo Massa, Capo Corbo, San Lorenzo, Fossa di Papa e Minerva. Le altre, Montalto, Nerano, Recommone e Crapolla, sono invece sul versante salernitano.

Massa Lubrense è ricca anche di strutture di difesa interne, costruite sulla fascia collinare. Ne sono un esempio il “Torrione”, struttura edificata per difendere l’ex collegio gesuitico, e le case-torri, erette prevalentemente da privati. La popolazione utilizzò le torri anche dopo le incursioni saracene: Torre Turbolo, al borgo dell’Annunziata, nel Seicento fu sede del Monte dei Pegni; la Torre Ghezi, presso Sant’Agata sui due Golfi, servì come rifugio durante la seconda guerra mondiale.

Mappa delle torri sulla costa di Massa Lubrense


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Pasqua

Pasqua a Massa Lubrense

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di Eleonora Aiello

Tra le varie tradizioni religiose radicate nel territorio di Massa Lubrense, ve ne sono sicuramente alcune che la contraddistinguono e la rendono unica. Ed è proprio il caso delle tradizioni durante il periodo di Pasqua. In questo articolo andremo ad analizzare le abitudini e le tradizioni che più rappresentano questo territorio durante la Settimana Santa.

La Quaresima

La Quaresima rappresenta per i cattolici un periodo di penitenza e di digiuno in preparazione della Pasqua. Questa fase di astinenza, nel rito romano, decorre dal mercoledì delle Ceneri fino al tramonto del Giovedì Santo.

Bambola di Quaresima, Pasqua
“Quarantana”, la bambola di Quaresima

In penisola vi è un’antica usanza di allestire “la vecchia”, un piccolo fantoccio nero che, nell’immaginazione popolare, impersona la Quarantana, una vecchietta magra e striminzita. Essa, abbigliata con gonna lunga, fazzoletto nero sul capo, conocchia e sarda in mano, viene appesa all’esterno delle case. Sotto i piedi ha una cipolla, o una patata, infilzata con sette penne di gallina che fungono da calendario rituale; ogni domenica se ne sfila una, mentre l’ultima si toglie a mezzogiorno del Sabato Santo.

La Domenica delle Palme

Come primo appuntamento dobbiamo citare quello della Domenica delle Palme, giorno in cui si ricorda il trionfale ingresso a Gerusalemme di Gesù, in sella a un asino e osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma.

A differenza di Gerusalemme, nel territorio di Massa Lubrense le palme sono spesso sostituite da ramoscelli di ulivo che ogni fedele provvede a decorare ed abbellire. Tradizionalmente, questi rami d’ulivo vengono adornati grazie all’aggiunta di piccoli caciocavalli, ovvero formaggi di produzione locale, piccoli salami e confetti colorati.

Vengono usati anche rami di palma con le foglie intrecciate. Il lavoro di intreccio deve essere eseguito nei giorni che precedono la benedizione, perché le foglie seccano in fretta, si assottigliano e facilmente si bucano. Prima di procedere all’intreccio, ogni foglia deve essere pulita, ovvero liberata dalla parte legnosa che la ricopre, e devono essere eliminate le foglie troppo pungenti.

Domenica delle palme
Palma abbellita con caciocavalli e fiori colorati fatti di carta velina.

La lavanda dei piedi

Ma i riti religiosi che più contraddistinguono questo territorio sono, senza alcun dubbio, quelli del Giovedì e del Venerdì Santo. Il primo ricorda l’istituzione dell’Eucaristia durante l’Ultima Cena dove Gesù lavò i piedi ai Dodici Apostoli. Per ricordare tale avvenimento si celebra la cerimonia della “Lavanda dei piedi” che avviene durante la celebrazione della Messa in Coena Domini, dove il sacerdote lava i piedi di dodici persone in rappresentanza dei dodici apostoli. Dal Giovedì sera, inoltre, le campane delle chiese resteranno “legate”, ovvero mute.

Le processioni

Durante la Settimana Santa, cortei di incappucciati percorrono in processione le strade del paese rappresentando simbolicamente la passione e morte di Gesù. Esse si distinguono tra loro per il colore delle vesti, gli orari di uscita e i cori che le accompagnano. Due sono le processioni che si svolgono a Massa Lubrense: una parte da Torca, l’altra da Massa centro.

Tutti gli itinerari delle processioni si trovano sul sito processioni.com. Oltre che a Massa Lubrense, le processioni si svolgono anche nei comuni di Sorrento, Sant’Agnello, Piano e Meta. 

Processione nera del Venerdì Santo

Pasqua e Pasquetta

La Domenica di Pasqua è annunciata dal suono sacro e solenne delle campane che, finalmente, possono essere sciolte per suonare in “gloria”.

Il lunedì che segue è chiamato il Lunedì dell’Angelo o Lunedì di Pasquetta che, pur essendo caratterizzato spesso dal mal tempo, è il giorno in cui famiglie e gruppi di amici organizzano una bella scampagnata con pic nic in natura.

Date da ricordare

Domenica delle Palme: 10 aprile 2022

Pasqua: 17 aprile 2022

Pasquetta: 18 aprile 2022


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