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ceramiche del Castello

Entre arte y pasión: le Ceramiche del Castello

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Le decorazioni e i colori delle ceramiche di Massa Lubrense riflettono l’atmosfera unica del posto. Oltre a essere apprezzate per la loro bellezza, le ceramiche raccontano storie di tradizione, cultura e passione per l’artigianato locale.

In merito alla creazione di ceramiche locali, abbiamo avuto il privilegio di intervistare Nina Palomba, una talentuosa artigiana autodidatta del settore, che condividerà con noi la sua passione e la sua esperienza nel campo.

Da dove è nata l’idea di un negozio di ceramiche dipinte a mano?

Per anni ho dato vita alla mia passione per la ceramica in un angolo di casa, all’inizio solo come passatempo. Tuttavia, la mia costante voglia di imparare ha trasformato questo interesse in una professione a tempo pieno. Nonostante le difficoltà incontrate in passato, mia figlia Valentina mi ha spronato a non arrendermi, e insieme abbiamo aperto inizialmente uno shop on-line su Amazon e successivamente un e-commerce personale. In seguito, abbiamo avuto l’opportunità di aprire un negozio nel centro di Massa Lubrense, inaugurato nell’agosto 2022.

le ceramiche del Castello

A cosa rimanda il nome “Le Ceramiche del Castello”?

Il nome del mio negozio, “Le Ceramiche del Castello”, evoca ricordi della mia infanzia legati al Castello Aragonese di Massa Lubrense, dove ho trascorso buona parte del mio tempo. I miei genitori gestivano la tenuta del castello, e insieme a mia sorella minore ci trovavamo spesso lì con loro. Tra i giochi che inventavamo per passare il tempo, c’era quello di cercare cocci di ceramica nel giardino, che con la nostra fantasia trasformavamo in bambole con cui giocare. Dietro questo nome si celano non solo i ricordi della mia infanzia, ma anche il sostegno e l’incoraggiamento costante dei miei genitori nel perseguire i miei sogni.

In che modo la vostra attività di artigianato si lega alla cultura del territorio?

Nella nostra selezione di prodotti, offriamo diverse opzioni che richiamano le tradizioni della Campania. Tra i vari oggetti, molti appartengono al passato, come contenitori per le acciughe, campanelli tradizionali e porta-gomitoli. Questi articoli suscitano molta curiosità per le loro forme insolite. Il rinomato corno napoletano è proposto in varie colorazioni e dimensioni. Inoltre, nel nostro negozio sono inclusi svariati articoli decorati con motivi di limoni, l’agrume simbolo di Massa Lubrense e della Costiera Amalfitana. Quando creo nuovi prodotti, mi ispiro spesso al passato, come nel caso delle nuove tazzine vintage reinterpretate in uno stile moderno.

le ceramiche del castello

Quali sono gli articoli che i turisti in visita a Massa Lubrense acquistano come souvenir?

I turisti non si limitano all’acquisto di oggetti specifici nel negozio, ma apprezzano la varietà degli oggetti in ceramica, sia per uso esterno che interno. Inoltre, sono attratti dall’idea di acquistare souvenir che rappresentino le nostre tradizioni. Tra gli acquisti più comuni dei turisti che visitano il negozio ci sono i classici taglieri e i piccoli vasi, ma non trascurano di dare uno sguardo anche ai prodotti più moderni, come il famoso riccio caprese rivisitato in chiave contemporanea.

È possibile acquistare anche direttamente sul vostro sito e tramite Amazon. Dunque potete spedire all’estero i vostri lavori?

Esattamente. Abbiamo la possibilità di spedire i nostri oggetti in tutto il mondo. Anche per chi si reca presso il nostro negozio durante la sua vacanza possiamo organizzare la spedizione degli oggetti che non trovano spazio in valigia.

Da qualche anno offrite la possibilità di partecipare a corsi di ceramica. Come si svolgono e a chi sono rivolti?

I corsi di ceramica si tengono presso il negozio e sono aperti sia agli adulti che ai bambini dai tre anni in su. Ogni partecipante ha a disposizione colori, pennelli e altri strumenti. Si procede con il decorare le piastrelle secondo il proprio gusto o seguendo i nostri suggerimenti. Durante il corso, spiego ai partecipanti la tecnica di cottura della ceramica nel forno e come si creano le variazioni cromatiche durante questo processo. I corsi vengono organizzati su prenotazione e durano circa un’ora e mezza.

Avete avuto anche il privilegio di essere citate nella rinomata rivista “Vanity Fair”. Com’è stato vedervi su una delle riviste più importanti e influenti a livello globale?

È stata un’emozione indescrivibile, che ha coronato tutti i nostri sforzi. “Vanity Fair” ci ha selezionate tramite Amazon, riconoscendoci come eccellenza nell’imprenditoria femminile italiana e promuovendo il nostro negozio di ceramiche dipinte a mano. Inoltre, anche la famosa influencer Valentina Ferragni ci ha dedicato un post, dopo aver acquistato un’oliera e una tazza dal nostro negozio on-line.

Devo ringraziare sia mia figlia che mio marito. Con la sua esperienza nel settore edile, mio marito mi ha fornito preziosi consigli tecnici per il mio lavoro. La tenacia di mia figlia mi ha aiutato a non abbandonare la mia passione.

Sito web: leceramichedelcastello.it


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Massa Lubrense: el destino ideal para unas vacaciones inolvidables

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Si está buscando una vacación que combine belleza natural y aventura, alojarse en Massa Lubrense es la elección perfecta.

Por qué alojarse en Massa Lubrense

En una época dominada por el turismo de masas, Massa Lubrense aún conserva su autenticidad entre aldeas, calas, playas y senderos. Ya sea que esté buscando relajación, aventura o simplemente un descanso de la vida cotidiana, Massa Lubrense está lista para darle la bienvenida con los brazos abiertos para una estancia inolvidable.

Playas espectaculares que no te puedes perder

Las playas de Massa Lubrense son un verdadero paraíso para los amantes del mar. Entre las más sugestivas está Marina del Cantone, con su arena dorada y sus aguas cristalinas. Otra playa famosa es Marina di Puolo, donde cada rincón es perfecto para relajarse bajo el sol y admirar la majestuosidad del Vesuvio. Algunas playas de Massa Lubrense son fácilmente accesibles en coche o en transporte público, mientras que otras se encuentran al final de los encantadores senderos. Además, Massa Lubrense tiene el récord de Bandera Azul por sus aguas claras, desde hace varios años.

massa lubrense spiaggia

Paisajes de postal

Pero no solo el mar te sorprenderá. Los paisajes rocosos y las bahías ocultas ofrecen escenarios de postal, son perfectos para un paseo romántico o para tomar fotos. Los Faraglioni de la isla de Capri vistos desde Punta Campanella, ofrecen un panorama realmente sugestivo que merece ser enmarcado. Otro panorama imperdible es el Belvedere dell’Annunziata, especialmente al atardecer.

Aventuras al aire libre

Para los amantes de la aventura, Massa Lubrense ofrece una variedad de actividades al aire libre. Es el lugar perfecto para practicar trekking por los senderos costeros que ofrecen vistas increíbles tanto hacia la costa como hacia el interior. También son muy interesantes e imperdibles los deportes acuáticos como el snorkeling y el kayak para explorar cuevas o pequeñas bahías como la Baia di Ieranto. Esta última se considera la verdadera perla del territorio.

Entre historia y cultura

Para los amantes de la historia y la cultura local, no se pueden perder las iglesias y santuarios de la zona. La Iglesia de Santa Maria delle Grazie es una joya arquitectónica que ofrece una vista espectacular de la bahía circundante. El Santuario de Nuestra Señora de Lobra, con su atmósfera sagrada y sus frescos antiguos, es otra parada imprescindible para aquellos que quieran sumergirse en la historia y la espiritualidad del lugar. Hacer de Massa Lubrense un destino cultural interesante no son solo los monumentos religiosos. A lo largo de las calles empedradas de sus aldeas, también se encuentran antiguos palacios nobiliarios y torres de vigilancia que cuentan la historia de esta fascinante tierra.

Ubicación estratégica de Massa Lubrense

La céntrica ubicación de Massa Lubrense lo convierte en un punto de partida ideal para explorar las maravillas de los alrededores. Usted puede planificar fácilmente excursiones a destinos cercanos. De hecho, se puede llegar fácilmente a otros destinos famosos de la costa de Sorrento como y la costa de Amalfi. Ambos son accesibles tanto en coche como en transporte público. Otro destino al que se puede llegar en barco o ferry es la isla de Capri.

Con tantas actividades y excursiones para hacer, Massa Lubrense es el lugar perfecto para unas vacaciones alternativas y llenas de actividades y lugares para descubrir.


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Invasión turca en Massa Lubrense

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por Miriam Russo

Estamos en 1558 cuando los turcos se mueven por las aguas del mar Mediterráneo en busca de conquistas territoriales y bienes para saquear. Uno de estos asedios es la invasión turca a Massa Lubrense y Sorrento.

La invasión

El 13 de junio de 1558, el almirante otomano Pialì Pasha y su flota atacaron e invadieron la Península Sorrentina. Esta invasión provocó un millar de muertos y al menos 4.000 prisioneros. Desembarcando durante la noche en la playa de Marina del Cantone, de hecho, alrededor de 2.000 corsarios escalaron rápidamente las laderas del promontorio en busca de granjas y otros lugares para saquear. La flota se dividió en tres grupos, cuarenta barcos llegaron al amanecer a los pies de Massa Lubrense y otros cuarenta a la playa de Sorrento. Así, los sarracenos sorprendieron a los habitantes de Massa mientras dormían, tomando prisioneros a los pocos que lograron salvarse.
A pesar de la violenta llegada y los primeros ataques, las personas de Massa y de Sorrento lucharon por defender su patria, pero después de 10 días de enfrentamientos se rindieron ante el poder del ejército turco.
Sigue siendo “sorprendente” el hecho de que ninguno de los habitantes de la Península, entre centinelas y soldados, se diera cuenta de la invasión. Recordemos, de hecho, que en ese momento era bien sabido que los turcos estaban navegando en las aguas del Mediterráneo desde hace varios días. Por esta razón, se dice que fue un traidor turco, esclavo de una familia noble de Sorrento, quien abrió las puertas de la ciudad a los invasores. El resultado fue la destrucción y el saqueo de la ciudad y la captura de unos 4.000 habitantes que, encerrados y colocados en las bodegas de las galeras, fueron conducidos a Constantinopla para ser vendidos al mercado.

Las torres costeras

Después de este terrible acontecimiento, el virrey del Reino de Nápoles Don Parafan de Ribera hizo construir nuevas y fortificadas torres de vigilancia. En ese momento también se reconstruyeron y mejoraron la Torre dei Galli del siglo XIV y la de Punta Campanella. Fueron dispuestas de tal manera que cada una fuera bien visible por las dos vecinas. De esta manera, se podían hacer señales con el fuego y con el humo repetido de cadena de torre en torre en caso de peligro. Al mismo tiempo, desde otras torres llamadas “cavallare” partía un guardián a caballo para alertar a los habitantes de Casali.

Una delle torri costruite dopo l'invasione turca a Massa Lubrense del 1558

La leyenda

También hay una leyenda relacionada con la invasión turca de 1558 sobre la campana de Punta Campanella. Vistos y vividos los acontecimientos del terrible ataque, el 14 de febrero, día de Sant’Antonino patrono de Sorrento, los devotos de Massa Lubrense iban en procesión. Desde allí se oían las campanadas de una campana procedente de las profundidades del mar. Cuanto más fuertes eran, más agitado estaba el mar: señalaban, pues, un peligro inminente.

Invasione turca a Massa Lubrense: Torre saracena di Punta Campanella


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Atenea, la diosa de Punta Campanella: entre el mito y la leyenda

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Atenea, también conocida como Athena en la mitología griega, era una de las principales deidades del Olimpo. El Santuario situado en lo alto del promontorio de Punta Campanella, divisoria de aguas entre el golfo de Nápoles y el de Salerno, estaba dedicado a la diosa Atenea.

Quien era la diosa Atenea

Atenea era considerada la diosa de la sabiduría, las artes, las ciencias, la justicia, la estrategia militar y la civilización. A menudo se la representa con un casco, un escudo y una lanza, símbolos de su papel protector hacia los héroes y las ciudades griegas.

La diosa Atenea estaba asociada tanto con la guerra como con la paz. Aunque tenía un lado guerrero y era considerada protectora de los combatientes, también tenía un enfoque estratégico y táctico de la guerra, en contraste con Ares, el brutal dios de la guerra. Era conocida por su racionalidad, su amor por el conocimiento y su capacidad para resolver conflictos de forma pacífica.

Atenea era la diosa patrona de muchas ciudades griegas, incluida Atenas, que lleva su nombre. Fue una figura icónica de la mitología griega y un personaje recurrente en las obras literarias y artísticas de la antigua Grecia. Su influencia se extendió también a la cultura y la filosofía, contribuyendo a la formación de las ideas y valores de la antigua civilización griega.

En el culto romano, Minerva era la divinidad correspondiente a Atenea. Su culto jugó un papel importante en la vida religiosa y cultural de la antigua Roma. De hecho, su figura representaba importantes virtudes e ideales romanos como la sabiduría, la estrategia y la justicia.

Historia del Santuario de Atenea

En lo alto del promontorio del Ateneo, actual promontorio de Punta Campanella, se encontraba el santuario de Atenea. Construido por los griegos, fue primero un templo griego y luego romano después, dedicado a la deidad protectora de marineros y comerciantes. La presencia del Santuario de Atenea está atestiguada por fuentes literarias históricas, desde Estrabón hasta Tito Livio. También aparece una referencia en el antiguo mapa romano “Tavola Peutingeriana”.

La confirmación definitiva de la posición del Santuario de Atenea en el extremo del promontorio de Punta Campanella llegó desde un descubrimiento excepcional ocurrido en 1985. Se trataba de un antiguo epígrafe grabado en la roca y escrito en lengua osca, datable en la primera mitad del siglo II a.C. Este epígrafe era de carácter público y mencionaba a tres magistrados de Minerva, conocidos como Meddices Minervii, que supervisaron y verificaron la construcción de las obras relativas al rellano y a la escalera oriental que conducía al Santuario.

Algunos restos del santuario dedicado a Atenea todavía se pueden ver al final de una emocionante ruta de senderismo. De hecho, es muy probable que las ruinas aún visibles cerca de la torre sarracena de Punta Campanella sean los restos de los cimientos del templo, situado al sur de la torre.

Mito del templo de Atenea

La legendaria fundación del templo de Atenea en Punta Campanella se atribuye a Ulises. El promontorio era la morada de las sirenas Leucosia, Partenope y Ligeia, conocidas por su canto hechizante que engañaba a todos los marineros, haciéndoles perder el control de sus barcos. El sagaz Ulises, para proteger a sus compañeros, les hizo llevar tapones en los oídos, lo que permitió que el barco y sus amigos llegaran ilesos al muelle del promontorio de Punta Campanella. Agradecido por la guía y protección de Atenea, como señal de devoción, Odiseo construyó el templo en honor a la diosa.

Por tanto, el santuario de Atenea representa el punto de encuentro entre la historia, el mito y la leyenda de este territorio. Un patrimonio que enriquecería no sólo la belleza natural, sino también la belleza histórica y arqueológica de Massa Lubrense.


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Como visitar Pompei desde Massa Lubrense

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Pompei è un interessante sito archeologico che riesce ad attrarre turisti provenienti da ogni parte del mondo. La sua storia è legata alla tragica eruzione del Vesuvio, avvenuta nel 79 d.C., che seppellì questa ricca città romana insieme ad altre come Ercolano, Oplontis e Stabiae. Gli scavi permettono di visitare alcuni edifici pubblici, le antiche ville patrizie così come le botteghe, le osterie, le case popolari, i lupanari e tanto altro. La città, inoltre, fonde tutto ciò che resta dell’antico mondo romano-pagano con la spiritualità cristiana, testimoniata dal Santuario dedicato alla Beata Vergine del Rosario di Pompei.

Pompei

Esistono diverse soluzioni per visitare il sito di Pompei da Massa Lubrense:

In treno

La linea ferroviaria inizia a Sorrento. Tutti gli autobus che da Massa Lubrense vanno a Sorrento raggiungono la fermata Stazione Circumvesuviana.

Da qui, basta prendere il treno della Circumvesuviana Sorrento-Napoli e in circa venti minuti si arriva alla fermata Pompei – Villa dei Misteri. L’ingresso “Porta Marina Superiore” si trova di fronte all’ingresso della Circumvesuviana ma se si prosegue ancora per qualche metro è possibile entrare anche dall’ingresso di “Porta Marina Inferiore” a Piazza Esedra.

In auto

Un altro modo per poter raggiungere facilmente gli scavi di Pompei da Massa Lubrense è in auto, prendendo l’autostrada A3 Napoli-Salerno (uscita Pompei Ovest). Nei pressi delle entrate al sito archeologico ci sono molte possibilità di parcheggio in grandi aree appositamente attrezzate.

Con la comodità di un’auto a propria disposizione, si può godere di piena autonomia e scegliere come proseguire la giornata alla scoperta di nuove meraviglie. Dopo aver visitato gli scavi di Pompei, si ha l’opportunità di ampliare il viaggio con una visita all’imponente Vesuvio, il celebre vulcano che custodisce una storia millenaria, oppure a una delle tante cantine vinicole nelle vicinanze.

Con autisti privati

Il servizio di noleggio con conducente (NCC) offerto da diverse compagnie può rivelarsi un’altra soluzione valida per visitare Pompei da Massa Lubrense. Questa opzione è adatta soprattutto a coloro che scelgono di viaggiare con la propria famiglia o con un gruppo ristretto di amici. Basterà semplicemente contattare una delle compagnie locali e indicare il numero di passeggeri, la data e l’orario di partenza.

Solitamente, le compagnie propongono escursioni giornaliere di 7 o 8 ore, in cui è possibile visitare sia Pompei che il Monte Vesuvio, oppure Pompei e Ercolano.


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Quiénes eran los sarracenos

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di Silvia Cossu

Il termine Saraceni” nacque nell’Antichità per indicare gli Arabi del deserto. Più precisamente tra il IX e il X secolo, periodo in cui l’Europa subì incursioni da parte di vari popoli provenienti dalle coste del Mediterraneo. Chi erano i Saraceni dunque?

Storia

I Saraceni erano un popolo di religione musulmana proveniente dalla penisola Arabica, vivevano sulle coste meridionali e lungo le isole del Mediterraneo. A differenza di altri popoli, le loro incursioni avvenivano soprattutto via mare e proprio per questo motivo venivano definiti “pirati barbareschi”. Il loro obiettivo principale erano le navi, militari o civili, che solcavano il Mediterraneo provenienti da paesi europei, che attaccavano e derubavano a proprio esclusivo beneficio.

In particolare, gli abitanti di questo popolo erano stanziati nell’Africa del Nord e nella Spagna meridionale e fu proprio partendo da queste sedi che, tra il X e l’XI secolo, iniziarono a compiere varie incursioni verso le coste italiane e francesi.

Solitamente arrivavano sulle coste con le loro navi e devastavano interamente i villaggi e le campagne che incontravano, con il solo scopo di fare bottino. Una volta messo insieme ciò di cui erano alla ricerca tornavano indietro verso l’Africa e la Spagna. Proprio in questo periodo, per far fronte alle incursioni saracene, le coste italiane e francesi si dotarono di punti di vedetta da cui gli uomini osservavano il mare, per cercare di individuare possibili attacchi da parte dei saraceni e prendere le adeguate misure di difesa.

Le torri anticorsare

Chi erano i Saraceni

Quando gli attacchi sulle coste cominciarono a farsi sempre più intensi, nacquero le cosiddette torri di guardia, edificate per metter in guardia le popolazioni. Da ogni torre era possibile scrutare il mare e inviare segnali luminosi e di fumo per trasmettere un messaggio o richiedere soccorso. 

Nella costiera amalfitana e nella penisola sorrentina le torri sono innumerevoli, in particolare nel tratto di costa di circa 27 miglia compreso tra Vietri sul Mare e il Capo di Massa Lubrense.

I pirati saraceni infatti cominciarono ad attaccare le coste di quest’area durante il IX secolo e ancora con più ferocia nel 1500. L’invasione turca a Massa Lubrense e Sorrento del 1558 rimane tra le più cruente in tutta la storia di questa violenta popolazione.

Le sorti dei prigionieri

I corsari sbarcavano sulle spiagge e si spingevano verso l’interno per cercare villaggi da razziare e cristiani da catturare. La sorte dei cristiani caduti nelle mani dei saraceni era spaventosa. I prigionieri vivevano situazioni di completo avvilimento e frustrazione che spesso li conducevano a uno stato di follia. La cattura degli schiavi in Europa era molto selettiva: gli uomini catturati dovevano essere robusti e venivano utilizzati come rematori sulle navi, le donne e i bambini erano venduti come schiavi, mentre le ragazze più belle andavano ad aumentare gli harem dei principi arabi. Spesso la liberazione degli schiavi cristiani avveniva dietro il pagamento di un riscatto.


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¡Falta poco para la Limoni in festa 2023!

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¡Ven a vivir una explosión de sabor y tradición a la Limoni in Festa de Massa Lubrense! Este evento único te espera para un festival inolvidable dedicado al rey de los cítricos: el limón.

Los días 8 y 9 de julio, las calles de la pintoresca ciudad de Massa Lubrense las calles se llenarán de colores brillantes y aromas embriagadores. Los limones locales, famosos por su calidad excepcional, serán los protagonistas absolutos de ese festival.

Como cada año, será un verdadero paraíso para los amantes de la comida y de los productos artesanales. Con la ruta degustativa se podrán degustar delicias a base de limón, de entrantes frescos a suculentos postres, hasta bebidas refrescantes. No faltarán las especialidades locales, enriquecidas por la frescura y acidez del limón, que harán cosquillas en cada paladar.

Las fechas del festival Limoni in Festa 2023

Los espectáculos

Más allá de su vertiente gastronómica, la Limoni in Festa también ofrecerá un espectáculo para los ojos.  Será posible admirar maravillosas instalaciones temáticas, con el mercado de artesanías y productos típicos que transformará las calles en un mundo mágico.

El ambiente estará animado por música y entretenimiento para todas las edades. Los Foja son un grupo musical napolitano que actuará en el concierto “Miracoli e Rivoluzioni” la primera noche del festival, el sábado 8 de julio. La banda es conocida por su estilo único, que combina sonidos tradicionales napolitanos con con influencias contemporáneas.

El domingo 9 de julio será el turno de Paolo Caiazzo, un comediante italiano que actuará en el espectáculo “Eppure sorrido”. Ese actor es conocido por su estilo cómico irónico y satírico que trata con sarcasmo y humor temas de actualidad, política y vida cotidiana.

El festival Limoni in Festa de Massa Lubrense es un evento que no debe perderse si ama la autenticidad, la cultura local y el sabor intenso de los limones: una experiencia emocionante que estimulará todos los sentidos.

¡Os esperamos en Massa Lubrense para celebrar la gran belleza de esta fruta extraordinaria!

Plan – Limoni in Festa 2023

Sábado 08 Julio

De 18:30 a 23:00 Apertura Stand de productos típicos y artesanía

De 19:00 a 23:00 Ruta degustativa: un menú de limón para degustar entre los bares

A las 21:00 Piazza Vescovado Espectáculo musical: Foja – “Miracoli e Rivoluzioni”

Domingo 9 Julio

De 10:30 a 23:00 Apertura Stand de productos típicos y artesanía

De 19:00 a 23:00 Ruta degustativa: un menú de limón para degustar entre los bares

A las 21:00 Piazza Vescovado Espectáculo: Paolo Caiazzo – “Eppure sorrido”

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El proyecto M.A.R.E. en Massa Lubrense

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por Rosario Sisto

El territorio de Massa Lubrense presenta innumerables bellezas naturales. Entre ellas, de particular importancia son los ambientes acuáticos que rodean sus costas, protegidos por el Área Marina Protegida Punta Campanella. Para salvaguardar el ecosistema marino de estos territorios, el Área Marina inició el proyecto M.A.R.E.

El objetivo de este proyecto es implicar a jóvenes voluntarios de todo el mundo en actividades diseñadas no sólo para contribuir al mantenimiento de los ecosistemas marinos locales, sino también para ayudar a difundir entre los jóvenes conocimientos importantes sobre la belleza marina y cómo mantenerla a salvo.

Para este artículo, hemos tenido la oportunidad de entrevistar a uno de los voluntarios de este año: Pedro Ribeiro.

Empecemos con una presentación: ¿cómo te llamas? ¿Cuántos años tienes? ¿De qué país eres?

Me llamo Pedro Ribeiro, tengo 26 años y soy portugués. Nací en un pequeño pueblo del interior de Portugal y estudié biología, incluida biología marina, en la Universidad de Aveiro.

Cuéntenos: ¿por qué decidió participar en el proyecto M.A.R.E.?

Después de graduarme el año pasado, busqué trabajo en Portugal, pero no encontré nada que me convenciera.

Un día descubrí la existencia del proyecto M.A.R.E. en Facebook y decidí participar en él. En particular, deseo llevar a Portugal los conocimientos que he adquirido gracias al proyecto.

Además, durante mis estudios universitarios no pude participar en un proyecto Erasmus, así que esta experiencia me permitió “llenar ese vacío”, en cierto modo.

¿Son necesarios estudios o preparaciones específicas para participar en el proyecto M.A.R.E.?

De hecho, de los 10 voluntarios que participan actualmente en el proyecto, sólo 7 tienen conocimientos de biología marina, mientras que los otros 3 han estudiado asignaturas completamente diferentes.

Sin embargo, aunque no es estrictamente necesario tener conocimientos específicos para convertirse en voluntario, es importante que al menos una parte del grupo haya estudiado biología marina, para apoyar a los demás en las actividades más exigentes.

¿Cuáles son las principales actividades que realizan los voluntarios?

proyecto M.A.R.E.

Durante el primer mes asistimos a un curso de italiano para facilitar la comunicación.

Las actividades reales comienzan en el verano, a menudo con la ayuda de otras asociaciones.

Las principales actividades tienen lugar en la Bahía de Ieranto , con el objetivo de proteger la biodiversidad de la zona, es decir, sus cientos de especies marinas, vegetales y animales. Cuando los barcos entran en la bahía – donde no se puede navegar a motor ni anclar – nos unimos a ellos en canoa para explicar a las personas a bordo el reglamento del parque y sus propósitos, y luego los invitamos a continuar en otro lugar.

Al mismo tiempo, nos comprometemos a enseñar a las personas la importancia de proteger este ecosistema, y a menudo organizamos excursiones en kayak y snorkel . Al hacerlo, la gente puede sumergirse personalmente en las bellezas acuáticas del territorio y conocerlo mejor.

Los voluntarios también se ocupan de la protección de las tortugas marinas: seguimos sus huellas en la arena a lo largo de las playas, en busca de posibles nidos. Una vez que encontramos el nido, lo protegemos para asegurarnos de que los huevos eclosionan de forma segura. Mientras tanto, aprovechamos para explicar a los bañistas presentes los detalles de todo el proceso.

¿Hubo dificultades para acercarse a la protección de un territorio extranjero?

Personalmente no. Adaptarse a este contexto cultural ha sido bastante fácil para mí ya que, según mi experiencia, Italia y Portugal no son países muy diferentes desde el punto de vista sociocultural.

¿Cómo influye en las actividades la colaboración entre jóvenes de diferentes países y culturas?

Progetto M.A.R.E.

Algunas de las actividades del proyecto M.A.R.E. también pretenden crear fuertes vínculos entre nosotros, sentirnos unidos por encima de las diferencias culturales.

Entre las actividades más memorables e interesantes están las “noches culturales”: a cada uno de nosotros se le dedica una velada durante la cual hablamos a los demás de nuestro país natal y de nuestra cultura. El propósito de estas reuniones es hacernos sentir más cerca. Hemos organizado varias citas de este tipo: noches españolas, griegas, croatas y muchas más.


Agradecemos profundamente a Pedro Ribeiro por habernos dedicado su tiempo y dado toda esta información.

Esperamos sinceramente que todos los que hayan leído este artículo estén intrigados y que un día visiten los territorios que constituyen el Área Marina Protegida Punta Campanella, ¡Para que puedas admirar su belleza en persona y aprender la importancia de su conservación!


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Los Oscos: el antiguo pueblo de Massa Lubrense

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por Rosario Sisto

traducción Siria Cardacino

Más de un pueblo antiguo ha hecho de Massa Lubrense su hogar a lo largo de los siglos, al igual que en el resto de la península italiana: los antiguos Romanos, los Griegos, los Longobardos y muchos otros. La historia de nuestro territorio es ciertamente rica.

Sin embargo, entre los muchos pueblos que han pisado estas tierras hay uno que les precede a todos, y de cuya presencia pasada en el territorio tenemos testimonio gracias a una inscripción encontrada en Punta Campanella: los Oscos.

El antiguo pueblo itálico de los Oscos

Los Oscos eran una antigua población itálica, o, en pocas palabras, uno de esos pueblos que ya estaban asentados en la antigua península italiana mucho antes de la llegada de los griegos o las conquistas romanas. Desafortunadamente, sus orígenes son inciertos incluso hoy en día, dada la relativa escasez de hallazgos arqueológicos. Varios autores han dado sus propias hipótesis.

Según algunos historiadores, este pueblo resultó de la asimilación por parte de los pueblos samnitas de los Opici, otro pueblo itálico, ubicado en Opicia, un antiguo territorio que aparentemente incluía gran parte de la actual Campania.

Según otros, el nombre “Osci” no es más que un segundo nombre con el cual los Opici llegaron a ser conocidos.

Lo que sabemos con bastante certeza es que este pueblo, en realidad dividido en varias tribus como a menudo era el caso de muchos pueblos itálicos, probablemente entró en contacto con los antiguos griegos y, por supuesto, con los romanos. Estos últimos terminaron “romanizando” al pueblo, como era su costumbre, destruyendo sus características culturales y sustituyéndolas con elementos de la cultura romana.

El osco: una lengua especial

Osci, antico popolo di Massa Lubrense
Alfabeto osco con transliteración

Quizás el elemento más característico de los Oscos era su idioma, el osco.

Es una lengua de origen indoeuropeo perteneciente a la estirpe osco-umbra cuya extensión geográfica en la península era particularmente amplia, cubriendo prácticamente todo el sur.

La lengua se habló desde el siglo VI-V a.C. hasta la romanización del pueblo en el siglo I a.C., que vio como consecuencia la sustitución del osco por el latín.

Lo que hace que el osco sea una lengua bastante especial en el contexto de las lenguas itálicas antiguas es que fue escrito en al menos 3 alfabetos diferentes. Naturalmente tenía su propio alfabeto, que consistía en un número entre 19 y 23 letras, según los estudiosos, pero también se ha encontrado documentación osca escrita en los alfabetos latino y griego.

La cultura y la sociedad de los Oscos

A juzgar por lo que podemos discernir de los pocos hallazgos que nos quedan, los Oscos eran un pueblo que basaba su subsistencia principalmente en la agricultura y la ganadería, en particular búfalos, de los cuales es posible que derive la costumbre actual de Campania de criar estos animales.

La familia era el elemento clave de su estructura social, que generalmente era patriarcal. Durante siglos, la sociedad osca no vio la existencia de esclavos, pero se introdujeron después de entrar en contacto con los griegos.

En cuanto a su religión, parece que los Oscos, como muchos otros pueblos prerromanos, veneraban divinidades vinculadas a elementos naturales, como el Sol y la Tierra, y que entre ellos estaba muy extendido el culto a la Mater Matuta.

Fue precisamente la cultura osca la que creó un importante género de representación teatral: la comedia Atellana. Este género teatral debe su nombre a la ciudad de Atella, en Campania, una de las antiguas ciudades de los Oscos. Consistía principalmente en la representación, generalmente improvisada, de escenas con un tono popular y absurdo, extravagantes, donde se veían personajes típicos, como el sirviente, el amo, el viejo tonto, el comedor y muchos otros. Cada uno de estos tipos presentaba una máscara específica de aspecto grotesco. Este género fue muy popular en la antigüedad, incluso entre los romanos. Y sigue siendo el principal, así como el más grande, testimonio de la cultura osca de la que tenemos noticia.

Admirar la historia del antiguo pueblo de Massa Lubrense

Desafortunadamente, todavía sabemos relativamente poco sobre los Oscos, ya que solo podemos confiar en los pocos hallazgos arqueológicos dispersos por toda la región de Campania. Massa Lubrense, con sus hallazgos pertenecientes a esta antigua población, puede ser un destino bastante interesante para cualquiera que desee saber más sobre la historia de los Oscos. Así como la de otros pueblos itálicos cuyas huellas aún están presentes en el territorio. Por lo tanto, los animamos a todos, ¡ya sean verdaderos estudiosos de la historia antigua o simplemente curiosos por conocer el pasado de nuestras tierras, a venir aquí a admirar con sus propios ojos lo que queda de nuestros orígenes antiguos!.


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Mitos y leyendas sobre Massa Lubrense

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di Miriam Russo

Il territorio di Massa Lubrense, oltre che denso di bellezze naturali, è avvolto nella magia e nel mistero, avendo fatto da sfondo a numerosi miti e leggende. Si tratta di episodi di portata storica che hanno segnato la cultura europea. In pochi, però, sanno che tali storie mitiche si sono svolte proprio in questo territorio. Per questo motivo, abbiamo selezionato per voi alcuni dei più famosi e curiosi miti e leggende su Massa Lubrense.

Il mito delle sirene

Tra i miti più celebri ritroviamo quello delle sirene. Sono figure molto particolari, ampiamente presenti nell’immaginario collettivo e culturale della Grecia, come dimostra la stessa Odissea di Omero. Proprio in questa narrazione, infatti, ritroviamo queste creature dall’aspetto mitico – metà donna e metà uccello o pesce – dal carattere ammaliatore e ingannatore.
Secondo il mito, le sirene omeriche vivevano in corrispondenza degli attuali isolotti Li Galli, che gli antichi chiamavano Sirenuse – toponimo derivante proprio da esse. Da qui le sirene tentavano i marinai con i loro canti: ammaliati dalle loro voci, questi uomini si avvicinavano pericolosamente alle coste rocciose infrangendosi contro queste ultime con le proprie navi. Una volta annegati, le sirene ne divoravano i corpi.
Anche Ulisse era un marinaio che, di ritorno a Itaca, si trovò ad attraversare questa zona. Egli, però, conosceva bene le doti ammaliatrici di queste creature, quindi ordinò ai suoi uomini di legarlo e di tapparsi le orecchie con della cera. La leggenda narra che le sirene, frustrate e deluse dal proprio fallimento, si siano gettate in mare lasciandosi morire e trasportare dalle onde.

Miti e leggende su Massa Lubrense: le sirene omeriche
Isolotti Li Galli
Isolotti Li Galli, ambientazione del mito delle sirene

Il Vervece

“O’ Revece”, ovvero il Vervece, è un piccolo e caratteristico scoglio di Massa Lubrense che sorge tra le acque di Marina della Lobra. Esso fa da sfondo alla storia di due pittori: Carlo Amalfi e il suo falso amico, Luigi Blower. Quest’ultimo arrecò al povero Carlo una serie di infinite cattiverie, tra cui addirittura un’ingiusta condanna a un anno di carcerazione. Carlo decise, dunque, di vendicarsi: un giorno, sapendo che ci sarebbe stata una burrasca, invitò l’amico Luigi a fare un giro in barca, ben consapevole della sua incapacità di nuotare. La tempesta arrivò e Luigi, in preda al panico e alle lacrime, chiese a Carlo di farlo sbarcare dovunque fosse possibile. Fu allora che Carlo accostò al Vervece, fece salire l’amico sullo scoglio e lo abbandonò lì, urlandogli che fosse tempo per lui di riflettere su tutto il male che gli aveva causato. Tornato al Vervece il mattino seguente, però, si accorse che di Luigi non ci fosse più traccia, quindi si ritrovò con il rimorso di averne causato la morte. Visse con questa colpa fino a quando, sentendo che fosse giunta la sua ora, chiamò un frate del convento dei Cappuccini per confessarsi. Rivelato il delitto che per tutta la vita l’aveva tormentato, Carlo scoprì che il frate era proprio il suo amico Luigi Blower, il quale, il giorno dell’accaduto, era stato salvato da una barca di procidani. Egli aveva imparato la lezione, avendo deciso di ritirarsi in convento per espiare i suoi peccati. A questo punto Carlo poté morire sollevato dalla pena che lo aveva finora angustiato.

Il Vervece
Il Vervece

Le Janare di “Prete Janche”

Un’altra misteriosa leggenda riguardante Massa Lubrense, e in particolare la località di Prete Janche, è quella delle janare. Secondo l’immaginario popolare, la janara è un mostro femminile, capace di volare, che agisce di notte ed è presente soprattutto nella zona di Nerano.
Anticamente, nel periodo che va da settembre a novembre, i cacciatori di quaglie si recavano a Prete Janche, una località del territorio molto favorevole per la caccia di questi volatili, soprattutto durante la notte. La leggenda narra che proprio questo luogo fosse, però, anche il raduno delle janare. Di fatti, i cacciatori si trovavano ad assistere a strani fenomeni: nella notte, anche quando c’era bel tempo, si creavano dei vortici d’aria seguiti da fischi. Secondo alcune testimonianze, in alcune occasioni apparivano anche dei grossi e imprendibili volatili e si udivano strani canti e urla. Tutti questi eventi facevano fuggire a gambe levate – e mai più ritornare – chiunque avesse soltanto provato ad avvicinarsi a quella zona.

La campana di Punta Campanella

Durante la devastante invasione turca del 1558 a Massa Lubrense e Sorrento, i saraceni saccheggiarono la chiesa di Sant’Antonino Abate, protettore di Sorrento. Tra i vari oggetti preziosi rubati al suo interno, c’era anche la campana in bronzo. Quando la flotta lasciò Sorrento, però, nei pressi di Punta Campanella, una forza misteriosa bloccò la nave che trasportava la campana, impedendogli di proseguire. I pirati turchi cominciarono a gettare in mare alcuni dei beni saccheggiati nel tentativo di ripartire, ma solo quando si liberarono della campana riuscirono nel proprio intento. Da allora, secondo la leggenda, il 14 febbraio di ogni anno – giorno in cui si festeggia il Santo Patrono – si sente il suono della campana di Punta Campanella provenire dal fondo del mare.

Punta Campanella
Punta Campanella

Queste sono solo alcune delle fantastiche storie e leggende che riguardano Massa Lubrense. Un’occasione in più per lasciarsi guidare e trasportare alla scoperta delle mille sfaccettature che compongono questo magico territorio.