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sirene jewles

Handmade jewels in Massa Lubrense

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The handmade jewels represent the excellence of the craftsmanship of Massa Lubrense and surroundings, capturing the beauty and uniqueness of each piece. They are not only accessories, but real treasures that tell stories and emotions!

We had the pleasure of interviewing Roberta Gargiulo, the founder of Sirene Jewels, a talented jewelry design that creates unique and unrepeatable pieces.

How did the idea of making handmade jewels come about ?

For 25 years I have worked in the creation of jewelry for jewelry and fashion jewelry companies, accumulating extensive experience in the sector. This allowed me to finally realize my dream. So after several years, I was able to start my own business, dedicating myself to the search for materials and sources of inspiration. Among other things, my experience has allowed me to establish numerous contacts with suppliers, facilitating the production of my jewelry.
In addition, I became professor of jewelry design at the goldsmith center Il Tarì, where I worked for years. This experience has further enriched my professional background.

What does the name Sirene Jewels refer to?

I chose this name for my brand because it is linked to our Neapolitan territory. I am being originally from Massa Lubrense, where the myth of mermaids is renowned and known by all. This myth tells how the sirens, with their bewitching songs, had enchanted Ulysses in the waters of the island of Li Galli. It is a story to which I feel particularly attached, since the figure of the mermaid has always fascinated me: half woman and half fish, it represents a unique hybrid and an idea of freedom. So the sirens perfectly reflect my approach to jewelry making. The mermaid tail has become the icon present in every piece of my jewelry, an identifying symbol of my brand. This symbol, made of 925 silver, denotes even more importance and uniqueness to the brand.

How are your jewels related to the territory of Massa Lubrense and the one of Campania?

The jewels I make already represent the Neapolitan territory. It is evident the reference to our territory in the various colors, inspired by our landscape of Campania. The theme of the sea is a dominant element in my creations, with colors that recall the crystal clear waters of Massa Lubrense and the particular green of the surrounding mountains and highlands, as well as the infinite shades that give us the sunsets over the sea. Mediterranean culture offers many creative ideas. Although I focus mainly on the theme of the hybrid represented by mermaids, I have also created jewelry inspired by Turkish and Moroccan traditions. Also the colors and materials that I use, such as malt, ceramics and corals, always refer to the territory of Campania, giving my creations a deep bond with our territory.

What materials do you prefer to use in your creations and why?

The choice of materials varies according to the type and model of jewelry I want to make.
I don’t limit myself to just one material: going back to the concept of hybrid, I also choose different metals whenever possible to obtain an impeccable yield in the final jewel. I have a wide choice of models made with hypoallergenic materials. I mainly use silver to keep production costs low compared to gold. But I also use metals like steel and brass in other jewelry to embed stones in some jewelry.
As for the materials, I don’t limit myself in the choice. If I see that it’s feasible and interesting to combine, I do. I have a wide range of options: coral, pearls, turquoise paste, amethyst, jade, mother of pearl and even ceramics. For example, I created a whole set inspired by the sea using jade in the colors of the lagoon, inspired by the beaches of Massa Lubrense where the water varies between a green and a blue very beautiful.

Do you also make personalized jewelry?

Yes, I make also custom jewelry. Sometimes I am asked a particular color that matches a dress for a special event. Another customization option is to incorporate letters into the jewelry, making each piece unique with its own initial.

gioielli di sirene jewels

How it is possible order her jewels?

My handmade jewels are available through Instagram and Facebook pages. My collections are also present in some jewelers in Massa Lubrense and Sorrento. You can also find some of my collections in some hotels, such as the Hotel Bellavista Riccardo Francischiello in Massa Lubrense and other hotels in Sorrento.

Instagram Page: @sirenejewels

Facebook Page: facebook.com/sirenejewels


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ceramics of the Castle

Between art and passion: le Ceramiche del Castello

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Le decorazioni e i colori delle ceramiche di Massa Lubrense riflettono l’atmosfera unica del posto. Oltre a essere apprezzate per la loro bellezza, le ceramiche raccontano storie di tradizione, cultura e passione per l’artigianato locale.

In merito alla creazione di ceramiche locali, abbiamo avuto il privilegio di intervistare Nina Palomba, una talentuosa artigiana autodidatta del settore, che condividerà con noi la sua passione e la sua esperienza nel campo.

Da dove è nata l’idea di un negozio di ceramiche dipinte a mano?

Per anni ho dato vita alla mia passione per la ceramica in un angolo di casa, all’inizio solo come passatempo. Tuttavia, la mia costante voglia di imparare ha trasformato questo interesse in una professione a tempo pieno. Nonostante le difficoltà incontrate in passato, mia figlia Valentina mi ha spronato a non arrendermi, e insieme abbiamo aperto inizialmente uno shop on-line su Amazon e successivamente un e-commerce personale. In seguito, abbiamo avuto l’opportunità di aprire un negozio nel centro di Massa Lubrense, inaugurato nell’agosto 2022.

le ceramiche del Castello

A cosa rimanda il nome “Le Ceramiche del Castello”?

Il nome del mio negozio, “Le Ceramiche del Castello”, evoca ricordi della mia infanzia legati al Castello Aragonese di Massa Lubrense, dove ho trascorso buona parte del mio tempo. I miei genitori gestivano la tenuta del castello, e insieme a mia sorella minore ci trovavamo spesso lì con loro. Tra i giochi che inventavamo per passare il tempo, c’era quello di cercare cocci di ceramica nel giardino, che con la nostra fantasia trasformavamo in bambole con cui giocare. Dietro questo nome si celano non solo i ricordi della mia infanzia, ma anche il sostegno e l’incoraggiamento costante dei miei genitori nel perseguire i miei sogni.

In che modo la vostra attività di artigianato si lega alla cultura del territorio?

Nella nostra selezione di prodotti, offriamo diverse opzioni che richiamano le tradizioni della Campania. Tra i vari oggetti, molti appartengono al passato, come contenitori per le acciughe, campanelli tradizionali e porta-gomitoli. Questi articoli suscitano molta curiosità per le loro forme insolite. Il rinomato corno napoletano è proposto in varie colorazioni e dimensioni. Inoltre, nel nostro negozio sono inclusi svariati articoli decorati con motivi di limoni, l’agrume simbolo di Massa Lubrense e della Costiera Amalfitana. Quando creo nuovi prodotti, mi ispiro spesso al passato, come nel caso delle nuove tazzine vintage reinterpretate in uno stile moderno.

le ceramiche del castello

Quali sono gli articoli che i turisti in visita a Massa Lubrense acquistano come souvenir?

I turisti non si limitano all’acquisto di oggetti specifici nel negozio, ma apprezzano la varietà degli oggetti in ceramica, sia per uso esterno che interno. Inoltre, sono attratti dall’idea di acquistare souvenir che rappresentino le nostre tradizioni. Tra gli acquisti più comuni dei turisti che visitano il negozio ci sono i classici taglieri e i piccoli vasi, ma non trascurano di dare uno sguardo anche ai prodotti più moderni, come il famoso riccio caprese rivisitato in chiave contemporanea.

È possibile acquistare anche direttamente sul vostro sito e tramite Amazon. Dunque potete spedire all’estero i vostri lavori?

Esattamente. Abbiamo la possibilità di spedire i nostri oggetti in tutto il mondo. Anche per chi si reca presso il nostro negozio durante la sua vacanza possiamo organizzare la spedizione degli oggetti che non trovano spazio in valigia.

Da qualche anno offrite la possibilità di partecipare a corsi di ceramica. Come si svolgono e a chi sono rivolti?

I corsi di ceramica si tengono presso il negozio e sono aperti sia agli adulti che ai bambini dai tre anni in su. Ogni partecipante ha a disposizione colori, pennelli e altri strumenti. Si procede con il decorare le piastrelle secondo il proprio gusto o seguendo i nostri suggerimenti. Durante il corso, spiego ai partecipanti la tecnica di cottura della ceramica nel forno e come si creano le variazioni cromatiche durante questo processo. I corsi vengono organizzati su prenotazione e durano circa un’ora e mezza.

Avete avuto anche il privilegio di essere citate nella rinomata rivista “Vanity Fair”. Com’è stato vedervi su una delle riviste più importanti e influenti a livello globale?

È stata un’emozione indescrivibile, che ha coronato tutti i nostri sforzi. “Vanity Fair” ci ha selezionate tramite Amazon, riconoscendoci come eccellenza nell’imprenditoria femminile italiana e promuovendo il nostro negozio di ceramiche dipinte a mano. Inoltre, anche la famosa influencer Valentina Ferragni ci ha dedicato un post, dopo aver acquistato un’oliera e una tazza dal nostro negozio on-line.

Devo ringraziare sia mia figlia che mio marito. Con la sua esperienza nel settore edile, mio marito mi ha fornito preziosi consigli tecnici per il mio lavoro. La tenacia di mia figlia mi ha aiutato a non abbandonare la mia passione.

Sito web: leceramichedelcastello.it


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Massa Lubrense: the ideal destination for an unforgettable holiday

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If you are looking for a holiday that combines natural beauty and adventure, staying in Massa Lubrense is the perfect choice.

Why stay in Massa Lubrense?

In an era dominated by mass tourism, Massa Lubrense still retains its authenticity among hamlets, coves, beaches and trails. Whether you are looking for relaxation, adventure or simply a break from everyday life, Massa Lubrense is ready to welcome you with open arms for an unforgettable stay.

Breathtaking beaches not to be missed

The beaches of Massa Lubrense are a true paradise for sea lovers. Among the most beautiful is Marina del Cantone, with its golden sand and crystal clear waters. Another popular beach is Marina di Puolo, where every corner is perfect for relaxing in the sun and admiring the majesty of Vesuvius. Some beaches in Massa Lubrense are easily accessible by car or public transport, while others are located at the end of the beautiful paths. In addition, Massa Lubrense boasts the record of Blue Flag for its clear waters, for several years.

massa lubrense spiaggia

Postcard landscapes

But it’s not just the sea that’s going to surprise you here. The rugged landscapes and hidden bays offer postcard scenery, perfect for a romantic stroll or a photo session. The Faraglioni of the island of Capri seen from Punta Campanella, offer a truly suggestive view that deserves to be framed. Another unmissable sight is the Belvedere dell’Annunziata, especially at sunset.

Outdoor adventurers

For those who love adventure, Massa Lubrense offers a variety of outdoor activities. It is the perfect place to go hiking along coastal trails that offer amizing views both to the coast and inland. Very interesting and unmissable are also water sports such as snorkeling and kayaking to explore caves or small bays such as the Baia di Ieranto. The latter is considered the real pearl of the territory.

Between history and culture

For those who are passionate about local history and culture, the area’s churches and shrines are a must. The Church of Santa Maria delle Grazie is an architectural jewel that offers a spectacular view of the surrounding bay. The Sanctuary of the Madonna della Lobra, with its sacred atmosphere and its ancient frescoes, is another must for those who want to immerse themselves in the history and spirituality of the place. Not only the religious monuments make Massa Lubrense an interesting cultural destination. Along the paved streets of its villages, there are also ancient noble palaces and watchtowers that tell the story of this fascinating land.

Strategic position of Massa Lubrense

The central location of Massa Lubrense makes it an ideal starting point for exploring the surrounding wonders. You can easily plan excursions to nearby destinations. In fact you can easily reach other famous destinations of the Sorrento coast such as Sorrento and the Amalfi Coast. Both can be reached by car or public transport. Another destination that can be reached with a daily boat or ferry tour is the island of Capri.

With so many activities and excursions to do, Massa Lubrense is the perfect place for an alternative holiday full of activities and places to discover.


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Turkish invasion in Massa Lubrense

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di Miriam Russo

Siamo nel 1558 quando i turchi si muovono nelle acque del mar Mediterraneo alla ricerca di conquiste territoriali e beni da saccheggiare. Uno di questi assedi è l’invasione turca a Massa Lubrense e Sorrento.

L’invasione

Il 13 giugno del 1558, l’ammiraglio ottomano Pialì Pascià e la sua flotta attaccarono e invasero la Penisola Sorrentina, provocando un migliaio di morti e facendo almeno 4.000 prigionieri. Sbarcando durante la notte sulla spiaggia di Marina del Cantone, infatti, circa 2.000 corsari scalarono rapidamente i pendii del promontorio alla ricerca di casali e altri luoghi da razziare e saccheggiare. La flotta si divise in tre gruppi, quaranta navi approdarono all’alba ai piedi di Massa Lubrense e altre quaranta sulla spiaggia di Sorrento. Così, i Saraceni sorpresero gli abitanti di Massa nel sonno, facendo prigionieri i pochi che riuscirono a salvarsi.
Nonostante il violento arrivo e i primi attacchi, Massesi e Sorrentini si batterono per difendere la propria patria, ma dopo 10 giorni di scontri si arresero davanti alla potenza dell’esercito turco.
Resta “sorprendente” il fatto che nessuno degli abitanti della Penisola, tra sentinelle e soldati, si fosse accorto dell’invasione. Ricordiamo, infatti, che ai tempi era ben noto che i turchi stessero navigando nelle acque del Mediterraneo già da diversi giorni. Per questo motivo, si dice che fu un traditore turco, schiavo di una famiglia nobile di Sorrento, ad aprire le porte della città agli invasori. L’esito fu la distruzione e il saccheggio della città e la cattura di circa 4.000 abitanti che, rinchiusi e addossati nelle stive delle galere, furono condotti a Costantinopoli per essere venduti al mercato.

Le torri costiere

A seguito di questo terribile avvenimento, il vicerè del Regno di Napoli Don Parafan de Ribera fece costruire delle nuove e fortificate torri di avvistamento. In quel periodo furono anche ricostruite e migliorate la Torre trecentesca dei Galli e quella coeva di Punta Campanella. Furono disposte così che ognuna fosse ben visibile dalle due vicine. In questo modo, si potevano effettuare segnalazioni con il fuoco e con il fumo ripetute a catena di torre in torre in caso di pericolo. Al contempo, da altre torri dette “cavallare” partiva un guardiano a cavallo per mettere in allarme gli abitanti dei Casali.

Una delle torri costruite dopo l'invasione turca a Massa Lubrense del 1558

La leggenda

C’è anche una nota leggenda legata all’invasione turca del 1558 che riguarda la campana di Punta Campanella. Visti e vissuti gli avvenimenti del terribile attacco, il 14 febbraio, giorno di Sant’Antonino patrono di Sorrento, i devoti di Massa Lubrense vi si recavano in processione. Da lì pare che si udissero i rintocchi di una campana provenienti dalle profondità del mare. Quanto più erano forti, tanto più il mare era agitato: segnalavano, dunque, un pericolo imminente.

Invasione turca a Massa Lubrense: Torre saracena di Punta Campanella


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Athena, the goddess of Punta Campanella: Inside the myth

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Atena, also known as Athena in Greek mythology, was of the major Olympian deity. The Sanctuary located on the top of the Punta Campanella promontory, the watershed between the Gulf of Naples and that of Salerno, was dedicated to the goddess Athena.

Who was the goddess Athena

This divinity was considered the goddess of wisdom, arts, sciences, justice, military strategy and civilization. She is often depicted with a helmet, shield and spear, symbols of her protective role towards Greek heroes and cities.

Associated with both war and peace, the goddess has a warrior side and is considered the protector of combatants. In contrast to Ares, which is know for being the brutal god of war, Athena had a strategic and tactical approach to warfare. In fact, she was also known for her rationality, her love of knowledge, and her ability to resolve conflicts peacefully.

The deity was the patron goddess of many Greek cities, including Athens, which was named after her. She was an iconic figure in Greek mythology and a recurring character in literary and artistic works of ancient Greece. Its influence also extended to culture and philosophy, contributing to the formation of the ideas and values ​​of ancient Greek civilization.

In the Roman cult, Minerva was the divinity corresponding to Athena. Her cult played a significant role in the religious and cultural life of ancient Rome. Indeed, her figure represented important Roman virtues and ideals such as wisdom, strategy and justice.

History of the Sanctuary of Athena

On the top of the Ateneo promontory, current Punta Campanella promontory, stood the sanctuary of Athena. Built by the Greeks, it was first a Greek and then Roman temple dedicated to the deity, protector of sailors and traders. The presence of the Sanctuary of Athena is testified by historical literary sources, from Strabo to Tito Livio. Another reference also appears in the ancient Roman map “Tavola Peutingeriana”.

The final confirmation of the position of the Sanctuary on the extreme tip of the Punta Campanella promontory came from an exceptional discovery which occurred in 1985. It was an ancient epigraph carved on a rock written in the Oscan language, dating back to the first half of the 2nd century B.C. This epigraph was of a public nature and mentioned three Magistrates of Minerva, known as Meddices Minervii, who supervised and verified the construction of the works relating to the landing and the eastern staircase leading to the Sanctuary.

Some remains of the haven dedicated to Athena can still be seen at the end of an exciting trekking route. It is very likely, in fact, that the ruins still visible near the Saracen tower of Punta Campanella are what remains of the foundation of the temple, located to the south of the tower.

Myth of the Athena’s temple

The legendary foundation of the holy place in Punta Campanella is attributed to Ulysses. During ancient times, it was the home of the sirens Leucosia, Parthenope and Ligeia, known for their enchanting song that deceived all sailors, making them lose control of their ships. The sagacious Ulysses, to protect his companions, made them wear earplugs, thus allowing the ship and his friends to arrive unharmed at the dock on the Punta Campanella promontory. Grateful for Athena’s guidance and protection, as a sign of devotion, Ulysses built the temple in honor of the goddess.

Therefore, it represents the meeting point between history, myth and legend of this territory. A heritage that would enrich not only the natural beauty, but also the historical and archaeological beauty of Massa Lubrense.


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How to visit Pompeii from Massa Lubrense

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Pompeii is an interesting archaeological site that attracts tourists from all over the world. Its history is linked to the tragic eruption of Vesuvius, occurred in 79 AD. The lava and ash buried this rich Roman city together with other urban areas such as Herculaneum, Oplontis and Stabiae. The excavations allow you to visit some public buildings, the ancient patrician villas as well as the shops, the taverns, the public housing, the brothels and much more. Furthermore, the city merges all that remains of the ancient Roman-pagan world with the Christian spirituality, witnessed by the Sanctuary dedicated to the Blessed Virgin of the Rosary of Pompeii.

How to get to Pompeii from Massa Lubrense

There are several solutions to visit the site of Pompeii from Massa Lubrense:

By train

The railway line begins in Sorrento. All buses that go from Massa Lubrense to Sorrento reach the Circumvesuviana train station.

From here, just take the Circumvesuviana train Sorrento-Naples and in about twenty minutes you will be arrived at the Pompei – Villa dei Misteri stop. The “Porta Marina Superiore” entrance is located opposite to the Circumvesuviana entrance. If you continue for a few meters you can also get in from the “Porta Marina Inferiore” entrance in Piazza Esedra.

By car

Another way to easily reach the Pompeii excavations from Massa Lubrense is by car, taking the A3 Napoli-Salerno motorway (taking Pompei Ovest motorway exit). Close to the entrances of the archaeological site, there are many parking possibilities in large and specially equipped areas.

With the convenience of a car at your disposal, you can enjoy full autonomy and choose how to continue your day discovering new wonders of this vibrant city. After visiting the excavations of Pompeii, you have the opportunity to extend your trip with a visit to the imposing Vesuvius, the famous volcano which preserves a thousand-year of history, or to one of the many wine cellars nearby.

With private drivers

The rental service with driver (NCC) offered by various companies can be another valid solution for visiting Pompeii from Massa Lubrense. This option is especially suitable for those who choose to travel with their family or a small group of friends. Simply contact one of the local companies and indicate the number of passengers, the date and time of departure.

Usually, companies offer daily excursions of 7 or 8 hours, in which it is possible to visit both Pompeii and Mount Vesuvius, or Pompeii and Herculaneum.


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Who were the Saracens

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di Silvia Cossu

Il termine Saraceni” nacque nell’Antichità per indicare gli Arabi del deserto. Più precisamente tra il IX e il X secolo, periodo in cui l’Europa subì incursioni da parte di vari popoli provenienti dalle coste del Mediterraneo. Chi erano i Saraceni dunque?

Storia

I Saraceni erano un popolo di religione musulmana proveniente dalla penisola Arabica, vivevano sulle coste meridionali e lungo le isole del Mediterraneo. A differenza di altri popoli, le loro incursioni avvenivano soprattutto via mare e proprio per questo motivo venivano definiti “pirati barbareschi”. Il loro obiettivo principale erano le navi, militari o civili, che solcavano il Mediterraneo provenienti da paesi europei, che attaccavano e derubavano a proprio esclusivo beneficio.

In particolare, gli abitanti di questo popolo erano stanziati nell’Africa del Nord e nella Spagna meridionale e fu proprio partendo da queste sedi che, tra il X e l’XI secolo, iniziarono a compiere varie incursioni verso le coste italiane e francesi.

Solitamente arrivavano sulle coste con le loro navi e devastavano interamente i villaggi e le campagne che incontravano, con il solo scopo di fare bottino. Una volta messo insieme ciò di cui erano alla ricerca tornavano indietro verso l’Africa e la Spagna. Proprio in questo periodo, per far fronte alle incursioni saracene, le coste italiane e francesi si dotarono di punti di vedetta da cui gli uomini osservavano il mare, per cercare di individuare possibili attacchi da parte dei saraceni e prendere le adeguate misure di difesa.

Le torri anticorsare

Chi erano i Saraceni

Quando gli attacchi sulle coste cominciarono a farsi sempre più intensi, nacquero le cosiddette torri di guardia, edificate per metter in guardia le popolazioni. Da ogni torre era possibile scrutare il mare e inviare segnali luminosi e di fumo per trasmettere un messaggio o richiedere soccorso. 

Nella costiera amalfitana e nella penisola sorrentina le torri sono innumerevoli, in particolare nel tratto di costa di circa 27 miglia compreso tra Vietri sul Mare e il Capo di Massa Lubrense.

I pirati saraceni infatti cominciarono ad attaccare le coste di quest’area durante il IX secolo e ancora con più ferocia nel 1500. L’invasione turca a Massa Lubrense e Sorrento del 1558 rimane tra le più cruente in tutta la storia di questa violenta popolazione.

Le sorti dei prigionieri

I corsari sbarcavano sulle spiagge e si spingevano verso l’interno per cercare villaggi da razziare e cristiani da catturare. La sorte dei cristiani caduti nelle mani dei saraceni era spaventosa. I prigionieri vivevano situazioni di completo avvilimento e frustrazione che spesso li conducevano a uno stato di follia. La cattura degli schiavi in Europa era molto selettiva: gli uomini catturati dovevano essere robusti e venivano utilizzati come rematori sulle navi, le donne e i bambini erano venduti come schiavi, mentre le ragazze più belle andavano ad aumentare gli harem dei principi arabi. Spesso la liberazione degli schiavi cristiani avveniva dietro il pagamento di un riscatto.


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The Osci: the ancient people of Massa Lubrense

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by Rosario Sisto

More than one ancient civilization has made Massa Lubrense its home over the centuries, just like in the rest of Italy: the ancient Romans, the Greeks, the Longobards and many others. The history of our land is rich indeed.

However, among the many people who have set foot on these lands there’s one that preceeds them all. We have proof of their past presence here thanks to an inscription found in Punta Campanella: the Osci (or Oscans).

The ancient italic people of the Osci

The Osci were an ancient italic ethnic group, essentially one of those people who were already present in Italy long before the arrival of the Greeks or the roman conquests. Unfortunately, their origins are still uncertain even today, due to the relative lack of archeological discoveries related to them. Various authors have each given their own hypothesis on the matter.

According to some historians, these people were born from the assimilation of the Opici by some samnitic people. The Opici were another italic people situated in Opicia, an ancient territory which included a large part of modern day Campania.

According to others the name “Osci” is just a second name the Opici ended up getting known by.

What we know with enough certainty is that these people, in actuality divided in various tribes as was often the case of many italic civilizations, probably came into contact with the ancient Greeks and, obviously, with the Romans. The latter ended up “romanizing” this civilization, as was their custom, destroying its cultural characteristics and replacing them with elements of roman culture.

Oscan: a special language

The Osci, ancient people of Massa Lubrense
Oscan alphabet complete with transliteration

Perhaps the most distinguishing element of the Osci was their language: the Oscan language.

The language has indo-european origins and belongs to the Osco-Umbran strain. Its geographical extension throughout the peninsula was particularily large, covering basically all of its southern half.

This language was spoken from the sixth/fifth century BC up until the romanization of the people in the first century BC. This, as a consecuence, saw Oscan being replaced by Latin.

What makes Oscan a rather special language among other ancient Italic languages is that it used to be written in at least three different alphabets. It naturally had one of its own, containing between 19 and 23 letters, according to scholars. But some Oscan records written in the Latin and Greek alphabets have also been found.

Culture and society of the Osci

Judging by what we can discern from the few discoveries we have, the Osci were people who based their own sustenance mainly on agriculture and cattle, especially buffalos. From here probably derives the modern custom of raising these animals in Campania.

Family was the key element of their social structure, which was generally patriarchal. For centuries, the Oscan society did not see the existence of slavery, but it was later introduced after the Osci came into contact with the Greeks.

As for their religion, it seems that the Osci worshipped deities linked to natural elements, such as the Sun and the Earth, like many other pre-Roman civilizations. It also seems that the worship of Mater Matuta was quite common among them.

It was precisely the Oscan culture that created an important theatrical genre: the Atellan farce. This genre owes its name to the city of Atella, one of the Osci’s ancient cities. It mainly consisted of the usually improvised representation of scenes that had a comedic tone and that focused on characters that belonged to low class social contexts. Said characters were all typical, meaning they generally represented a specific type of person and were distinguished by a singular personality trait. Some of these types were the servant, the master, the old fool, the glutton. Each of these was characterized by a specific grotesque looking mask. This genre was very popular in ancient times, even among the Romans, and it is still today the main and greatest piece of Oscan culture that we know of.

Admiring the history of the ancient people of Massa Lubrense

Unfortunately we still know relatively little about the Osci as we can only depend on the few archeological findings scattered throughout the land of Campania. Massa Lubrense, with its own findings belonging to this ancient civilization, could then be quite an interesting spot for anyone who might wish to learn more about the history of the Osci, not to mention that of other Italic civilizations whose traces are still present in these lands. Therefore, we encourage all of you, wether you are tried and true ancient history scholars or are simply curious to know the past history of our lands, to come here to admire with your own eyes what remains of our ancient origins!


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Massa Lubrense: protagonist of cinema since the 1950s

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There are numerous film productions that have as their backdrop the breathtaking landscapes and the extraordinary beauties of Massa Lubrense. From Paolo Sorrentino to Pierce Brosnan, Massa Lubrense appears in the masterpieces of both national and international cinema.

In this article, you will find the best films shot in Massa Lubrense.

The Hand of God (2021)

Written and directed by director Paolo Sorrentino, nominated for an Oscar 2022 in the Best International Film section, and a Golden Globe 2022 for Best Foreign Film. The coast of Massa Lubrense and the protected marine area of Punta Campanella are the backdrop to the Schisa family’s holidays. In the opening scene, there is a tribute to Eduardo De Filippo, with the shot of the Isca islet which, for decades, was the home of the well-known Italian actor and playwright. The mayor of the municipality of Massa Lubrense himself invited the director Paolo Sorrentino to personally appreciate the natural beauties that this place has to offer.

Love Is All You Need (2012)

A film directed by Danish director Susanne Brier. Between Sorrento and Massa Lubrense the love story blossoms between Philip (Priece Brosnan), an English citizen living in Denmark and Ida, a Danish hairdresser. To bind the two protagonists is the imminent marriage of their respective children which forces them to leave for Italy and which sees the beginning of their love and the perfect city for romance in the Sorrento peninsula.

Ex 2: Still Friends? (2011)

A film directed and co-written by Carlo Vanzina. Sequel to “Ex” (2009) by Fausto Brizzi. Also in this film, there are scenes shot in Massa Lubrense, such as the village of Annunziata and the historic Villa Murat. Vincenzo Salemme, in the role of Antonio, is an ex-pharmacist who invites a group of ex-friends to his villa in the Sorrento peninsula. During the party, ties are found that, by now, were believed to have been lost. Some scenes are also shot in the square of the village of Annunziata, with Capri in the background.

Neapel sehen und erben: See Naples and Die (1988)

Directed by Marco Serafini, it is a German film with Massa Lubrense as its setting. The story begins in Germany and then continues, during the holidays, in Italy: landscapes of the Amalfi coast alternate with those in the seaside village of Marina della Lobra. The movie didn’t obtain a wide diffusion in Italian cinema, so today, in addition to the testimonies of the residents, it is possible to find only a few clips of the film that clearly show glimpses of the seaside village of Marina della Lobra.

Husban and Wife (1952)

The film is divided into two episodes, both directed and interpreted by Eduardo de Filippo. Much of his film was shot right in the village of Annunziata. De Filippo himself wanted the inhabitants of Massa Lubrense to act as extras. The film represents two episodes about married life: in the first episode, that of a poor man made immobile by paralysis and, in the second, that of Gennarino who, tired of his wife, his spinster sister, and a stupid son, invents a love story with a neighbor of his.

Village of Annunziata

Starting from the 1950s with Eduardo de Filippo, the relationship between Massa Lubrense and cinema is still maintained thanks to numerous national and international directors who, choose the beauties of Massa Lubrense as the film set for their movies.


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Torre Punta Campanella Tower

Saracen towers in Massa Lubrense

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di Eleonora Aiello

Il territorio di Massa Lubrense è costellato di torri di guardia costiere, le cosiddette “torri saracene”. Sono la testimonianza di un sistema di avvistamento e difesa volto a proteggere la popolazione dalle incursioni dei corsari.

Storia

Le torri di guardia sul territorio di Massa Lubrense furono edificate in diversi periodi: durante il periodo Longobardo-Normanno (IX secolo), sotto gli Angioini (1266 -1442) che furono i primi a ideare un vero e proprio sistema difensivo, e con gli Aragonesi (1442 -1503) che continuarono l’opera.

I pirati saraceni cominciarono ad attaccare le nostre coste durante il IX secolo. Con ferocia inaudita, saccheggiavano e distruggevano i villaggi, rapivano uomini, donne e bambini per venderli come schiavi.

Nel 1500 le incursioni dei pirati saraceni, barbareschi e turchi si fecero più frequenti. Oltre ad attaccare le navi mercantili nel mar Mediterraneo, i corsari sbarcavano sulle spiagge e si spingevano verso l’interno per cercare villaggi da razziare e cristiani da catturare.

Tra le incursioni più cruente avvenute in Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana ricordiamo: l’attacco subito da Cetara (1534), la strage di Conca dei Marini (1543), l’invasione turca a Massa Lubrense e Sorrento (1558), l’invasione turca a Vietri (1587).

Fu così che le fortificazioni costiere si fecero sempre più necessarie. Infatti, è nel periodo del vicereame spagnolo che si edificò la maggior parte delle torri ancora oggi esistenti. Nel 1563 Don Parfan de Ribera Duca d’Alcalà emanò un editto che impose la costruzione di torri costiere presidiate da militari su tutte le coste del Regno di Napoli. 

Tuttavia, il grande progetto non fu mai completato, sia per mancanza di fondi che per il sopraggiungere della battaglia di Lepanto, che sottrasse numerose galee alla flotta turca. Le torri persero via via la loro importanza strategica e vennero utilizzate per altri scopi.

Torre di crapolla – Fotografia di Giovanni Gargiulo

Caratteristiche

Le torri di epoca angioina erano a pianta cilindrica, alte, dalla muratura non molto spessa e avevano principalmente una funzione di guardia. Servivano a segnalare l’arrivo dei pirati con fuochi o tramite segnali di fumo, in questo modo si avvertiva la popolazione di cercare riparo nei boschi, nelle grotte o nelle fortificazioni.

Con l’intensificarsi degli attacchi, si vide necessario rendere le torri più resistenti e massicce; si preferì la pianta quadrata, con uno spessore della muratura maggiore sul lato esterno. A una prima serie di torri di vedetta, si sostituirono a poco a poco torri di difesa, armate con cannoni e presidiate da un corpo di guardia comandato dal torriere.

Il sistema difensivo prevedeva che ogni torre fosse costruita in posizione tale da essere visibile da quella più vicina, in modo che le segnalazioni di pericolo potessero essere più efficaci e veloci.

A segnare il passaggio da una forma all’altra fu l’introduzione dell’artiglieria, che rese indispensabile il cambiamento di tali fortificazioni. L’artiglieria era posta sulla piazza e non all’interno della torre, poiché i gas e i fumi sprigionati dalle armi avrebbero danneggiato le stesse per la mancanza di saturazione. La torre quadrata risultava più funzionale rispetto a quella cilindrica anche perché consentiva di poter contenere più armi.

Torre Minerva – Fotografia di Giovanni Gargiulo

Cosa ne rimane?

Di queste antiche strutture difensive, in penisola sorrentina sopravvivono numerose testimonianze. Alcune non sono altro che ruderi, a causa della mancanza di manutenzione, mentre altre, sottoposte a interventi di recupero, sono state adattate agli usi più disparati.

Torri saracene

Le torri principali

Sono nove le torri che ancora esistono lungo le coste di Massa Lubrense. Lungo il versante napoletano della costa massese ci sono quelle di Capo Massa, Capo Corbo, San Lorenzo, Fossa di Papa e Minerva. Le altre, Montalto, Nerano, Recommone e Crapolla, sono invece sul versante salernitano.

Massa Lubrense è ricca anche di strutture di difesa interne, costruite sulla fascia collinare. Ne sono un esempio il “Torrione”, struttura edificata per difendere l’ex collegio gesuitico, e le case-torri, erette prevalentemente da privati. La popolazione utilizzò le torri anche dopo le incursioni saracene: Torre Turbolo, al borgo dell’Annunziata, nel Seicento fu sede del Monte dei Pegni; la Torre Ghezi, presso Sant’Agata sui due Golfi, servì come rifugio durante la seconda guerra mondiale.

Mappa delle torri sulla costa di Massa Lubrense