Sagra del Limone – Massa Lubrense

Sagra del Limone | Massa Lubrense

44^ Edizione – Luglio 2018 – LIMONI IN FESTA

L’avvenimento clou dell’estate massese, l’occasione è ottima per degustare tantissime prelibatezze delle cucina di Massa Lubrense a base del tipico agrume che dà il nome alla festa: il limone ovale massese detto “femminiello”.

Una serie di appuntamenti che si svolgono nel centro cittadino, seguendo i sapori dei piatti al profumo di limone, i suoni delle musiche popolari, la riscoperta dei palazzi più antichi, delle stradine, degli angoli tipici.

44^ edizione della Sagra del Limone a Massa Lubrense: 13-14-15 luglio 2018

43^ edizione della Sagra del Limone a Massa Lubrense: 21-22-23 luglio 2017

42^ edizione della Sagra del Limone a Massa Lubrense: 22-23-24 luglio 2016

41^ edizione della Sagra del Limone a Massa Lubrense: 31 luglio – 1 e 2 agosto 2015

40^ edizione della Sagra del Limone a Massa Lubrense: 3 – 4 agosto 2014

IL LIMONE (Citrus Limonum)

Il limone, come gli altri agrumi, appartiene alla famiglia delle Rutacaee. Il fusto può arrivare fino a circa5 m. Le foglie sono alterne e coriacee, di colore verde brillante. I fiori sono di colore bianco e sono chiamati zagare. Il frutto è una bacca, di nome esperidio, di colore giallo intenso e di forma ovale con buccia liscia o rugosa. É ricco di vitamina A e C, acido cidrico e zuccheri. Il limone presenta notevoli proprietà: astringente, antiscorbutico, disinfettante.

Il limone di Massa Lubrense, detto “limone ovale” o “femminiello”, è caratterizzato da una polpa giallo paglierino, succo ricco di vitamina C e sali minerali e buccia ricca di oli essenziali. La penisola sorrentina è la patria dei limoni, quelli con la L maiuscola: grossi e di colore giallo vivo, con una succulenta polpa e profumatissimi, sono richiesti e bramati da ogni parte del mondo.

Il limone è il protagonista della cucina, e non solo. Condisce le verdure, insaporisce il pesce e rinfresca la carne. Aiuta la digestione quando diventa sorbetto o limoncello, ed è l’immancabile ingrediente di molti cocktail, per non parlare poi del ruolo fondamentale che gioca nella preparazione di dolci e torte.

IL LIMONCELLO

Dalla macerazione delle bucce del limone, si ottiene un autentico elixir: il limoncello. Un liquore che negli ultimi anni ha trovato larga diffusione sulle tavole degli italiani, dalle note proprietà digestive.

LA RICETTA DEL LIMONCELLO

Ingredienti

1 litro di alcool
12 limoni di Massa Lubrense
¾ di acqua
600 g. di zucchero

Procedimento

Mettere in infusione nell’alcool per sette giorni, le bucce di limoni.   Portare ad ebollizione l’acqua e versarvi lo zucchero; fare raffreddare il tutto e unirlo all’alcool filtrato dalle bucce di limone.
Tenere a riposo per sette giorni e dopo servire a temperatura ambiente.

STORIA DEL LIMONE

Il limone, è conosciuto in Campania dal I sec. d.C. come dimostrato dall’Archeologo A. Maiuri in seguito alla scoperta a Pompei della “Casa del frutteto”, oggi “Villa degli agrumi”, dalle pareti dipinte con piante fruttifere tra cui spicca il limone. L’agrumicoltura in moderno fu introdotta dagli arabi in Sicilia; e fu portata in Penisola Sorrentina dai Normanni. Dobbiamo però attendere gli inizi del 1600 per poter parlare nella nostra Penisola di agrumicoltura intensiva. Fu il gesuita massese padre Vincenzo Maggio ad introdurre nel giardino della Compagnia del Gesù nella conca di “Guarazzano”, un esempio di prima coltivazione razionale del limone.


 

Mi ricordo di un aranceto murato a Massa, verso la riviera di Amalfi, se non mi inganna la memoria – Ero mal guarito d’un filtro malvagio – Ero sbigottito come se fossi penetrato in un labirinto inimmaginabile – i tronchi parevano scolpiti nella pietra delle grotte segrete –Il fiore era come la spuma da cui nasce la carne immortale –L’ombra era quasi acquatile, modulata dal canto di non so quale sirena bandita dal mare.

Gabriele D’annunzio così descrive nel suo libro Notturno la visita a un agrumeto di Massa Lubrense.  Arnaldo Fusco, nel suo opuscolo “Storia di un fondo chiamato il Gesù”, identifica l’agrumeto descritto dall’immaginifico nel fondo situato nella conca di Guarazzano compreso fra le terre dell’antico promontorio Ateneo, che ebbe colonizzazione agricola romana in epoca imperiale e, acquistato nel 1600 dal Gesuita massese Padre Vincenzo Maggio per fondarvi un Collegio della Compagnia di Gesù.


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