Un phoque moine à Massa Lubrense : une rencontre rare à vivre avec respect
Negli ultimi anni, la presenza della foca monaca mediterranea lungo le coste italiane ha suscitato grande interesse, soprattutto quando gli avvistamenti avvengono in zone inaspettate o particolarmente frequentate. Anche a Massa Lubrense, cuore dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, si sono registrati incontri rari e affascinanti con questo straordinario mammifero marino.
Una specie preziosa per l’ecosistema
La foca monaca svolge un ruolo chiave negli ecosistemi costieri, contribuendo all’equilibrio della catena alimentare e alla salute degli habitat marini. La sua presenza è anche un importante indicatore della qualità ambientale: dove vive la foca monaca, l’ambiente è generalmente sano e ben conservato. Proteggere questa specie significa quindi tutelare anche le coste, le grotte marine e le acque limpide che essa abita.
La foca monaca (nota anche come foca del Mediterraneo) era un tempo molto diffusa nel bacino del Mediterraneo, tanto che i Romani la chiamavano “vecchio di mare”. Nonostante sia presente in queste acque da secoli, oggi è a rischio critico di estinzione: si stima che ne restino solo circa 800 esemplari.
Caratteristiche e comportamento
È un animale che predilige acque calde e tranquille, e viene spesso descritto come schivo: evita il contatto con l’uomo e vive prevalentemente in solitudine. Questa timidezza è uno dei motivi per cui gli avvistamenti sono così rari.
Si riconosce facilmente grazie al muso tondo, agli occhi distanti e ai lunghi baffi. Le cicatrici sul corpo sono comuni: nei maschi derivano da lotte territoriali tra individui, mentre nelle femmine sono il risultato dell’accoppiamento.

I recenti avvistamenti della foca monaca
Negli ultimi tempi, la foca monaca è stata avvistata in diverse località della Campania. Il primo avvistamento risale al 25 aprile, quando l’animale è stato notato al largo di Punta della Campanella, nel cuore dell’Area Marina Protetta. Successivamente, il 1° maggio, è stata avvistata anche lungo la costa dell’isola di Capri. Entrambi gli avvistamenti sono stati documentati da video inviati all’Area Marina Protetta di Punta Campanella e all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che hanno confermato l’identità dell’esemplare. Più recentemente, il 28 maggio 2025, la foca monaca è stata nuovamente avvistata, questa volta nelle acque di Positano.
Un gioiello marino da tutelare
La foca monaca è l’unico pinnipede ancora presente nel Mar Mediterraneo. Proteggerla significa difendere la biodiversità del nostro mare e garantire un futuro a una specie simbolo di equilibrio ecologico.
Purtroppo, la principale minaccia per questo animale è l’attività umana: pesca indiscriminata, catture accidentali, disturbo nei luoghi di riposo e inquinamento marino mettono seriamente a rischio la sua sopravvivenza. Conoscerla e rispettarla è il primo passo per aiutarla.
Come comportarsi in caso di avvistamento
Il WWF ha stilato un decalogo con dieci semplici regole da seguire nel caso in cui si avvisti una foca monaca:
- Mantieni una distanza di almeno 50 metri.
- Non allontanare la foca dal suo ambiente naturale.
- Tieni gli animali domestici a distanza.
- Se è ferita o in difficoltà, non intervenire da solo.
- Evita il contatto diretto.
- Non fare rumori forti né movimenti bruschi.
- Non lasciare cibo o rifiuti nell’ambiente.
- In caso di ferite visibili, non avvicinarti: documenta con foto o video da lontano.
- Avvisa immediatamente il Gruppo Foca Monaca (GFM) o l’Area Marina Protetta di Punta Campanella.
- Contribuisci alla tutela: partecipa a progetti di monitoraggio e diffondi consapevolezza.
La foca monaca è un animale straordinario che popola ancora, seppur raramente, le acque del nostro mare. Il ritorno di questa specie in Campania è un segnale importante, che testimonia come la natura possa rigenerarsi se rispettata. Imparare a conoscerla e proteggerla è un dovere e un’opportunità per tutti: cittadini, turisti, operatori del mare. Solo così potremo continuare a vivere l’emozione di un incontro così raro e prezioso.




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