In Castello – Itinerari Culturali in Campania

In Castello – Itinerari Culturali in Campania

Castello Aragonese dell’Annunziata – Massa Lubrense

Sabato 9 marzo 2019. Appuntamento alle ore 10 nella piazza di Santa Maria Annunziata

Direttori di escursione:

ONC Graziana Santamaria Tel 335 5421455 con

Presidente del Comitato Scientifico Regionale CAI dott.ssa Vilma Tarantino

TEMPI e PERCORSO ESPERIENZIALE : circa 2 ore ( +3 le soste esperienziali e “lettura energetica della chiesa, del castello e delle torri); potremo comprendere, verificando attraverso test kinesiologici, come gli insediamenti difensivi fossero posizionati esattamente su vettori di Sud Ovest e quale sia il notevole aiuto delle energie cosmo telluriche e del riconoscimento (ed “utilizzo) dei vettori geodinamici ubiquitari

EQUIPAGGIAMENTO NECESSARIO: Scarponcini da montagna, abbigliamento escursionistico “a strati”, bastoncini telescopici, pranzo a sacco e acqua;

DIFFICOLTA’: T

Saranno presenti la Presidente della Pro Loco e i rappresentanti del Comune di Massa Lubrense, che ci offriranno un aperitivo.  Per l’occasione il Castello verrà aperto dalle 9,40 alle 13.

Situata nella zona collinare di Massa Lubrense, la frazione dell’Annunziata è la più ricca di memorie storiche: è qui che i Normanni fondarono il primo insediamento della città di Massa.

Un tempo centro storico di Massa, la frazione dell’Annunziata è oggi uno dei borghi più caratteristici del comune: un pugno di case, dai tipici tetti a volta, a circa 200 metri sul livello del mare, arroccate tra il Castello Aragonese e l’antica Cattedrale. Un intrigo di vicoli e scalinate mette in comunicazione tra loro le antiche abitazioni del borgo, quasi tutte realizzate tra i secoli XIV e XVI.

Distrutta dagli Angioini, e ancora dagli Aragonesi, l’Annunziata fu parzialmente riedificata nel Cinquecento. Anche le mura furono rifatte dopo la catastrofe del 1558: ancora oggi si può ammirare parte dell’antica cinta muraria che sorgeva attorno al Castello Aragonese. Nel luogo dove era il castello, sulla sommità della collina, fu poi eretta una torre cilindrica di difesa. Recentemente, in seguito ad alcuni lavori di ristrutturazione, l’antica torre è stata aperta al pubblico: la si raggiunge percorrendo la ripida gradinata che, dalla piazza antistante la Chiesa della SS. Annunziata, serpeggia tra le case del borgo, tutte realizzate nel caratteristico tufo grigio sorrentino. La veduta che si gode dal castello è tra le più suggestive della Penisola Sorrentina: in un colpo d’occhio si ammira il Golfo di Napoli, le colline del Deserto, delle Tore e l’isola di Capri che quasi si tocca con mano.

La Chiesa dell’Annunziata, nella piazzetta del piccolo borgo, fu cattedrale fino al 1465, quando la sede episcopale fu definitivamente trasferita nella chiesa di Santa Maria della Grazie a Massa Centro, dove rimase fino alla soppressione definitiva della diocesi lubrense nel 1801; l’annesso Conservatorio è oggi un convento dei Frati Minimi di San Francesco di Paola.

Poco distante, Torre Turbolo (eretta tra il 1607 e il 1614 come sede del Monte dei Pegni) e il più recente belvedere, attrezzato con bacheche, panchine, aiuole e un gazebo. Il belvedere dell’Annunziata è il punto panoramico per eccellenza per ammirare Capri e la costa Massese.

Più a valle, dove termina la rotabile, la settecentesca Villa Murat (o Villa Rossi), da cui nel 1808 il Re di Napoli Gioacchino Murat, ospitato dal letterato Andrea Rossi, diresse l’assedio contro gli inglesi per la riconquista di Capri. Sempre in una stanza della stessa villa Gioacchino Murat firmò la capitolazione dell’isola.

Del castello (XIV-XVII secolo) oggi sono note la torre cilindrica e il bastione/cisterna troncopiramidale che dominano la collina. Sono leggibili almeno altri quattro bastioni che, unitamente alla “muraglia”, cingevano la trecentesca Città di Massa. Fu ricostruito nell’assetto attuale dopo l’invasione dei Turchi del 1558.

I Massesi non contenti di aversi erette le Torri, le quali formavano una ritirata pronta che i cittadini di ciascun Casale potevano avere in caso di uno sbarco di Turchi su la costa, essi si fabbricarono quella bella Città di Santa Maria, la quale era sicurissima, mentre all’epoca non vi era ancora il cannone.

Ma per fatale disgrazia di questa Città si risvegliò una guerra tra Ferdinando I d’Aragona Re di Napoli e Giovanni d’Angiò francese nell’anno 1459; allora Castellamare, Vico e Massa si ribellarono contro il loro legittimo Sovrano e si diedero in mano de’ Francesi.

Questa guerra durò quasi due anni, ma nella fine il Re di Napoli cominciò a ricuperare le Città e le terre del Regno ribellate, di cui avevano preso possesso gli Angioini.

Ma la Città di Massa non volle sottomettersi al suo legittimo Sovrano, fidandosi al suo Castello che era molto forte e difficile da espugnarsi per la sua altezza; difatti sostenne l’assedio per lo spazio di due anni e si arrese solo perché gli mancò l’acqua e le provvisioni da bocca.

Pontano dice che il re Ferrante nella fine dell’anno 1464 aveva già ricuperato tutto il Regno e nello spazio di circa cinque anni, mentre girava per le Provincie onde organizzarle, lasciò la Regina Isabella sua moglie alla testa del Governo, perché era una donna molto savia, prudente, benigna e liberale, questa Regina a’ 20 di Settembre del 1465 emanò un indulto generale a tutti i cittadini di Massa e gli concesse ancora alcune grazie. Ma poi essendo ritornato il Re vittorioso, per tema che la piccola e forte Città di Massa Lubrense in altra circostanza non si fosse di nuovo ribellata, fece intimare a tutti i cittadini di sortire dalla Città con tutti i loro effetti e senza replica: né valsero sottomissioni e preghiere, tutti indistintamente furono costretti di abbandonare piangendo i patrii lari e cercare ricovero altrove.

Il Vescovo trasportò gli arredi sacri nella Chiesa della Lobra, ove fissò la sua dimora; il Governatore occupò l’antico palazzo della Regina Giovanna a Quarazzano; ed il resto de’ cittadini si dispersero per i Casali, ma i più ricchi abbandonarono per sempre la loro infelice patria e questa fu una rovina incalcolabile per Massa; mentre perdé in un punto i proprietarii delle terre, il commercio, e si vide sempre più esposta ad un invasione per parte del mare.

Abbandonata la Città di Santa Maria, questa fu intieramente demolita e ciò avvenne non senza pianto di tutta questa costiera: i Casali allora si ingrandirono di più.

(da Storia di Massa Lubrense di Gennaro Maldacea – 1840 – ristampa 1999

Per la prima volta verrà presentata la lettura bioenergetica del Borgo dell’Annunziata a cura dell’Arch. Graziana Santamaria


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